Ramadan, cos’è e cosa significa il mese del digiuno islamico

Ramadan, cos’è e cosa significa il mese del digiuno islamico

Cosa mangiare e cosa non si può fare durante l'astinenza sacra dei Musulmani

da in Cultura, Islam
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    Ramadan, cos’è e cosa significa il mese del digiuno islamico

    Ramadan: cos’è, e cosa significa, il mese sacro ai Musulmani? Il termine Ramadan – il periodo che la religione islamica dedica al digiuno secondo una serie di ‘regole’ su cosa mangiare, cosa si può fare e cosa, invece, è vietato – rimanda al momento in cui al profeta Maometto fu rivelato il Corano. E’ il nono mese del calendario lunare islamico e, per questo, non cade mai nello stesso periodo – quest’anno, infatti, il Ramadan inizia oggi, 7 giugno 2016 e fino al 5 luglio coinvolgerà i musulmani di tutto il mondo. Ma cosa significa ‘ramadan’ e, soprattutto, come si festeggia?

    Il Ramadan, che in arabo significa ‘mese torrido‘, è il periodo di trenta giorni circa che l’Islam dedica al digiuno; è un momento di purificazione, alla stregua (quasi) della Quaresima cristiana e coinvolge, solo in Italia, oltre un milione e mezzo di islamici. Secondo la tradizione araba, il Ramadan ricorda il momento in cui a Maometto fu rivelato il Corano, diventato il testo sacro dell’Islam inteso ‘come guida’ per la salvezza degli uomini.

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    Come funziona il Ramadan? Essendo un periodo di purificazione, prevede oltre al digiuno anche la preghiera: ciò che non si può fare durante questo mese, infatti, è mangiare, bere, fumare e avere rapporti carnali dall’alba al tramonto. Questo tipo di prescrizioni si basa sui cinque pilastri della fede islamica (recita quotidiana della cinque preghiere, professione di fede, elemosina, pellegrinaggio una volta nella vita, a La Mecca e digiuno), ovvero sui precetti che ogni musulmano deve obbligatoriamente osservare.
    L’astinenza imposta dal Ramadan, che rimane un momento fondamentale nella tradizione religiosa islamica, deve essere osservata da tutti i fedeli praticanti – sono esclusi i minorenni, gli anziani, i malati, le donne in gravidanza e quelle il cui ciclo mestruale cade nel periodo del Ramadan – mentre chi, per qualsiasi motivo, si astiene pubblicamente dal praticare questi precetti, rischia l’accusa di reato per apostasia.

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    Il mese sacro all’Islam, dunque, prevede in primo luogo l’astinenza dal cibo: ma cosa si può mangiare durante il Ramadan? Intanto è consentito consumare un pranzo leggero prima dell’alba (lo suhoor) per poi interrompere l’astinenza subito dopo il tramonto.
    Le pietanze consumate alla sera possono variare in base alle zone in cui si pratica il Ramadan: ad esempio in Giordania si mangiano dei dolci a base di cocco e di nocciole tritate (i katai) mentre in Marocco e in Tunisia un cous cous con la sola carne di agnello – solitamente si utilizza anche il pollo e il montone.

    Essendo il periodo sacro per eccellenza, il Ramadan è anche un momento di condivisione – è usanza, ad esempio, invitare parenti o amici durante il pranzo serale chiamato iftar – per milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo, uniti dalla fede religiosa e da una serie di ‘regole’ da rispettare.

    Digiuno, preghiera e carità verso i poveri, dunque, ma anche meditazione e autodisciplina secondo un cammino di purificazione che riguarda sia la sfera fisica che quella morale: il mese sacro all’Islam, infatti, prevede che ci astenga sia dagli eccessi come l’alcool, il fumo e i rapporti intimi, sia dalle cattive azioni come bugie, calunnie o litigi. Oltre a rischiare, nei casi più gravi, un’accusa per apostasia, chi disattende, volontariamente, ai precetti del Ramadan è obbligato a rimediare offrendo cibo o denaro ai bisognosi o prolungando l’astinenza per un massimo di 60 giorni. Per chi, al contrario, trasgredisce involontariamente le regole, il Corano non prevede alcuna punizione se non quella di riprendere l’astinenza subito dopo il periodo d’interruzione.

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    Come si calcola il Ramadan? Come dicevamo è il nono mese del calendario lunare arabo e per questo non corrisponde mai ad un periodo specifico. Generalmente comincia 11 giorni prima dell’anno precedente e l’inizio (che dipende dalla luna nuova) varia a seconda del Paese: vi sono alcuni Stati che si basano su dati astronomici ben precisi; altri, invece, che sfruttano conoscenze tradizionali come l’osservazione a occhio nudo del cielo – in quest’ultimo caso, il digiuno sacro inizia quando la luna appare ‘crescente’. Trenta giorni dopo, al riapparire della luna nuova, il mese è ufficialmente concluso.
    Il termine del Ramadan, infine, è un altro momento importante per la religione islamica: i fedeli festeggiano con la Id al-Fitr, la ‘Festa dell’interruzione‘, durante la quale ci si veste bene, ci si scambia dei regali e, soprattutto, si ritorna a mangiare.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CulturaIslam Ultimo aggiornamento: Martedì 07/06/2016 12:28
     
     
     
     
     
     
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