Giuditta e Oloferne, di Caravaggio: ritrovata in Francia una nuova versione del dipinto

Giuditta e Oloferne, di Caravaggio: ritrovata in Francia una nuova versione del dipinto

Il quadro per anni in una vecchia soffitta di Tolosa

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    Giuditta e Oloferne, di Caravaggio: ritrovata in Francia una nuova versione del dipinto

    Sarebbe una ‘nuova versione’ di Giuditta e Oloferne, la tela presumibilmente del Caravaggio, ritrovata in Francia in una vecchia casa di Tolosa. Il dipinto giaceva nel sottotetto di un’abitazione di campagna che, messa a soqquadro per una perdita d’acqua, ha svelato la piacevole sorpresa: una riproduzione del celebre dipinto del Merisi, valutato come autentico dagli esperti d’arte francesi – l’opera, infatti, è molto simile a quella conservata alla Galleria d’Arte Antica di Roma. La scoperta, che risale al 2014, è stata tenuta segreta fino a quando gli studiosi, coordinati da Eric Turquin, sono stati in grado di analizzare a fondo la tela, che è stata presentata per la prima volta alla stampa oggi, 12 aprile 2016.

    Una perdita d’acqua, dunque, avrebbe portato ad un eccezionale ritrovamento: un dipinto molto simile al Giuditta e Oloferne del Caravaggio, rinvenuto nella soffitta di una vecchia abitazione in Francia. Secondo gli esperti il quadro è autentico – il Ministero della Cultura d’oltralpe lo ha decretato come ‘tesoro nazionale’ – e a parer di Turquin, a capo del team che analizza il dipinto, sarebbe stato realizzato dal Merisi tra il 1600 e il 1610. Quello che tutti conosciamo, invece, conservato a Palazzo Barberini a Roma, risale al 1598. Le due opere, simili ma non identiche, differiscono sulla figura di Oloferne, vestita di bianco nell’originale e di nero nel dipinto rinvenuto in Francia, dov’è ritratta con un inquietante sguardo frontale.

    L’opera, in ottimo stato di conservazione, potrebbe essere una delle tele scomparse attribuite a Caravaggio e sarebbe stata portata nel vecchio casolare dai discendenti dei proprietari che, al servizio dell’esercito napoleonico, potrebbero aver portato il quadro tra i tesori di famiglia. Il dipinto, valutato attorno ai 120 milioni di euro, è ancora al vaglio degli esperti che hanno altri trenta mesi per capire se si tratta davvero di un capolavoro perduto di Michelangelo Merisi.

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