Alda Merini: gli aforismi più famosi della poetessa dei Navigli

Una delle più famose (e amate) poetesse italiane nacque a Milano, il 21 marzo del 1931

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    Se fosse ancora viva oggi compirebbe 85 anni: Alda Merini (di cui vi regaliamo alcuni degli aforismi più famosi) nacque a Milano, il 21 marzo del 1931 e sempre qui, all’ospedale San Paolo, scomparve l’1 novembre del 2009. E’ una delle poetesse più amate della letteratura italiana contemporanea, per l’infinità di versi composti e per il tormento interiore che ha segnato tutta la sua produzione – la sua fragilità psichica, infatti, (era affetta, molto probabilmente, da un disturbo bipolare) portò all’alternarsi, per tutta la vita, di momenti di grande sofferenza (fu internata diverse volte in manicomio) a periodi di serenità e soddisfazione. Conosciuta ed apprezzata soprattutto per le sue poesie, Alda Merini fu anche autrice di tantissimi aforismi e frasi brevi che, scritti con una certa frequenza dal 1992, furono poi pubblicati in diversi volumi. Come dicevamo, oggi ricorre l’ottantacinquesimo anniversario dalla sua nascita, e noi di Nanopress vorremmo omaggiare la poetessa con alcune delle sue frasi più celebri: nelle prossime pagine, sfogliatele con noi. A chi volesse approfondire, segnaliamo

    Gli aforismi più famosi di Alda Merini

    ‘Sono nata il ventuno a primavera

    ma non sapevo che nascere folle,

    aprire le zolle

    potesse scatenar tempesta.’

    Alda Merini, la poetessa dei Navigli

    ‘Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio.’

    Alda Merini, musa di cantanti e attori

    ‘La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.’

    Una vita di tormento e di poesia

    ‘Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.’

    Alda Merini, poetessa ‘folle’

    ‘La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.’

    Il potere liberatorio della poesia

    ‘I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire’.

    Alda e l’amicizia con i matti

    ‘Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!’

    Alda Merini, poetessa tormentata e profonda

    ‘Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti e che tu non hai voluto.’

    Il dolore e la delusione

    ‘Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso. Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti. A volte ci fanno volare in alto, altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore… donandoci tutto, portandosi via il tutto, lasciandoci niente…’

    Versi d’amore

    ‘Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.’

    Una delle più grandi poetesse italiane

    ‘Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.’

    Alda Merini, poetessa di grande sensibilità

    ‘La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia.’