Love Coach, il libro di Laura Gauthier e Carlotta Quadri per imparare a conquistare un uomo [INTERVISTA]

Love Coach, il libro di Laura Gauthier e Carlotta Quadri per imparare a conquistare un uomo [INTERVISTA]

''Se le cose iniziano a non andare bene, molla il colpo: ne arriva un altro. Se amore vuoi, amore avrai''

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    Love Coach, il libro di Laura Gauthier e Carlotta Quadri per imparare a conquistare un uomo [INTERVISTA]

    NanoPress incontra Laura Gauthier e Carlotta Quadri, speaker di Radio 105 e autrici di Love Coach, il libro edito da Mondadori che spiega come conquistare e, soprattutto, tenersi stretto un uomo. Quando ci si imbatte nei rapporti sentimentali capita spesso di sentirsi confusi e titubanti, al punto da desiderare un Love Coach, un consigliere, cioè, che offra consigli e soluzioni per iniziare una storia d’amore; a prestare soccorso a tutte quelle donne che quotidianamente si imbattono in dubbi e insicurezze ci pensano Laura e Carlotta, le quali, attraverso una serie di dritte, forniscono alle lettrici gli strumenti per far breccia nel cuore di un uomo e far sì che diventi loro partner, possibilmente quello della vita. Sarà la rivincita delle Bridget Jones? La risposta arriva dalle autrici stesse nell’intervista che segue.

    ‘Love coach’ di Laura Gauthier e Carlotta Quadri è su Amazon

    Com’è nata l’idea di scrivere Love Coach?
    Laura Gauthier: Ho pensato a Love Coach tanti anni fa: il libro tratta di argomenti che tutti noi abbiamo vissuto. Durante i fuori onda della radio, Carlotta mi dava consigli sentimentali molto utili, che hanno funzionato con la persona che sto frequentando; poi abbiamo iniziato a parlarne in onda e abbiamo deciso di raccogliere tutto e di scriverci un libro.
    Carlotta Quadri: L’idea del libro è un po’ un mash up, nel senso che, durante il programma, trattando vari argomenti, tra cui anche quelli sentimentali, non riuscivamo mai a dare una risposta vera e propria agli ascoltatori. A un certo punto sono diventata la love coach di Laura anche nella vita e abbiamo deciso di mettere giù le cose che ci dicevamo; è una vita che faccio da love coach alle mie amiche, Laura è stata l’allieva che ha eguagliato la maestra e, in più, si è fidanzata! Il libro è sia per conquistarlo sia per tenertelo stretto, io per adesso me lo tengo stretto da undici anni! Vorrei che diventasse quel libro che ci si regala tra amiche o che le mamme regalano alle figlie, perché poi ci sono i consigli che dava mia nonna a mia mamma, mia mamma a me: quelle regole non scritte che vengono tramandate di generazione in generazione.

    Nel libro avete inserito un elenco di piccoli consigli da seguire, che sembrano, in realtà, un mantra.
    L. G.: In realtà sono tutte cose che si sanno già, un mantra da ripetersi più volte, così entra per bene e viene naturale usare i metodi di Love Coach. Inutile dire di non aver mai sbagliato: quando ci si innamora è normale essere spontanei e un po’ più disattenti. È un libro, leggero, che va tenuto sul comodino.
    C. Q.: Ci siamo arrivate dopo un sacco di sofferenza che bisogna attraversare, ma che, per fortuna, ti lascia un po’ di saggezza in più.

    Secondo voi, noi donne siamo messe così male?
    L. G.: No. Magari all’inizio era un po’ più facile comportarsi in questo modo: nell’800 si stava molto più tempo con la madre e la nonna ed era naturale che la donna stesse al suo posto e che l’uomo facesse un po’ tutto. Dopo il ’68 la donna ha voluto la massima indipendenza e si sono un po’ confusi i ruoli, su chi deve conquistare e su chi conquista. In realtà è la donna che conquista l’uomo, però deve far credere che è stato lui a conquistarla.
    C. Q.: Abbiamo bisogno di essere molto sincere con noi stesse e molto spesso, invece, ci facciamo dei castelli anche se la verità è davanti agli occhi. Quando hai davanti una persona, in fondo lo sai se ti ama, se ci tiene a te oppure no; però l’esame di coscienza è molto doloroso da fare.

    Un consiglio che volete dare a una donna, non solo per tenersi stretto un uomo, ma per dare una svolta alla propria vita.
    L. G.: Pensare che ce la può fare benissimo da sola, in un modo o nell’altro la persona arriverà perché se amore vuoi, amore avrai. Se le cose iniziano a non andare bene con un uomo con cui ci si frequenta e ci si attacca semplicemente perché si ha paura di stare da soli, stai sicura che ci rimarrai, quindi molla il colpo! È una ruota che gira: tempo un mese, massimo sei, e ne arriva un altro.

    C. Q.: Magari bastasse un libro a dare una svolta alla vita di ognuno di noi! Secondo me ti serve per capire dei punti chiave che sai essere dentro di te, ma che magari non focalizzi.

    Quando avete scritto Love Coach a che tipo di donna vi siete ispirate?
    L. G.: Ho 31 anni, Carlotta 37, ci siamo ispirate alle donne più o meno della nostra età e abbiamo vissuto la crisi nera dai 14 anni fino ai 30; ma conosco anche tante cinquantenni divorziate che devono rifare tutte le tappe, si ricomincia da capo.
    C. Q.: In parte alle amiche, in parte, e soprattutto, alle ascoltatrici e agli ascoltatori: non siamo un campione statistico, però un po’ di materiale ce l’abbiamo.

    Love Coach sarà la rivincita delle Bridget Jones?
    L. G.: Bridget Jones ha iniziato a pensare a se stessa, ha sfanculato Hugh Grant, che era un figo pazzesco, per stare con Colin Firth, che la apprezza ‘’just the way you are’’ (così come sei, ndr). Ha iniziato ad andare in palestra, a leggere, ad amarsi un po’ di più.
    C. Q.: (Ride, ndr) Rispondo con un esempio: all’interno del libro c’è un capitolo che si intitola “Dopo quanto ci vado a letto?”, questione spinosa. Che risposta si può dare?! Un po’ come la strategia, siamo sempre fissate con la strategie, che sono sempre due nette e differenti: chi dice di seguire il cuore e basta, chi usa ogni tipo di tecnica. La verità, secondo me, come in tutte le cose, sta nel mezzo. Non c’è una risposta vera e propria: tre giorni, una settimana, sei mesi. La risposta che secondo me vale sia per le donne d’altri tempi sia per le ragazze di oggi è: non ci devi andare a letto se non sei sicura che quello che desidera lui lo desideri anche tu.

    E’ più facile che un libro del genere nasca a Milano anziché in un’altra città italiana?
    L. G.: Poteva nascere anche in un’isola deserta tra uomini. Siamo in un’epoca in cui in qualsiasi provincia sperduta del mondo si può scegliere di stare da soli o in compagnia. E’ ovvio che in compagnia è meglio, però ormai abbiamo così tante opzioni e distrazioni che ci si perde; invece, avendo tanto amor proprio, questa cosa ci rende uniche e un uomo lotta per rimanere con noi.
    C. Q.: Anche in un’altra città, è trasversale.

    Laura ha detto ‘’Se amore vuoi, amore avrai’’. Concordi?
    Carlotta Quadri: Non darti giustificazioni, se amore vuoi, amore avrai! All’interno del libro capisci che non è tutto rose e fiori: è davvero quell’esame di coscienza che, fatto così, ti fa un po’ meno male. Love Coach fa anche ridere, non è un libro che dà un diktat. Non abbiamo qualcosa da insegnarti, è più un riuscire a capire che la felicità la devi prima trovare da sola; sembra molto prosopopeico, ma per essere felice non devi legare la tua felicità all’altro. Ad esempio, il primo capitolo inizia così: ‘’Quello che il più delle volte non si dice è che la strategia non va fatta esclusivamente per conquistare un uomo, si fa innanzitutto per noi, come precauzione, per difendersi da una sofferenza inutile’’.

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