Perché si dice ‘pronto’ quando si risponde al telefono?

Perché si dice ‘pronto’ quando si risponde al telefono?

Tante ipotesi ma nessuna spiegazione certa

da in Cultura, Lingua italiana
Ultimo aggiornamento:
    Perché si dice ‘pronto’ quando si risponde al telefono?

    Sapete perché si dice ‘pronto’ quando si risponde al telefono? La consuetudine di cominciare una conversazione telefonica con una formula di benvenuto riguarda tutti i Paesi del mondo ma quella del ‘pronto’ è un’abitudine tutta italiana (altrove, infatti, si usa il più generico ‘hello‘). Ma da dove deriva? Molte sono le ipotesi ma nessuna risposta è certa: ci si muove nel campo dell’indagine etimologica perciò più che spiegazioni, dobbiamo parlare di interpretazioni. Ecco quelle più accreditate.

    Fin dalla sua invenzione (attribuita ufficialmente a Meucci) il telefono ci accompagna ormai in ogni momento della nostra vita. Che si tratti di un apparecchio fisso, o di un modello mobile di ultima generazione, rispondendo ad una chiamata telefonica la formula, per noi italiani, è sempre la stessa. Ma perché si dice ‘pronto’ rispondendo al telefono? Come dicevamo, le ipotesi sono tante e, più che di spiegazioni, bisogna parlare di interpretazioni.

    Quella più accreditata rimanda alle origini della telefonia, quando un operatore smistava i collegamenti: l’abbonato che intendeva effettuare una chiamata si metteva in contatto con il centralino e l’operatrice telefonica (la centralinista), una volta presa la linea (cioè attivato il collegamento), avvertiva l’utente con ‘pronto‘. Da qui (forse) l’usanza di rispondere al telefono in questo modo.

    Il tono piuttosto asciutto con cui si dice ‘pronto’ rispondendo al telefono potrebbe rimandare, invece, al fatto che i primi ad utilizzare l’apparecchio furono militari, pompieri e poliziotti: pare che il primo collegamento telefonico avvenuto a Milano, fosse proprio tra il Municipio e la caserma dei pompieri.
    Questa ipotesi, che rimanda all’etimologia della parola ‘pronto’ (derivazione del latino ‘promptus‘, participio passato del verbo ‘promere‘, ossia ‘tirar fuori’) avvalorerebbe dunque l’origine militare di questa formula: le prime linee telefoniche, infatti, furono installate per comunicare da un punto all’altro del campo di battaglia e, per confermare il collegamento avvenuto, si utilizzava proprio la parola ‘pronto’.

    Mentre per noi italiani la formula di benvenuto, rispondendo al telefono, è ‘pronto’ (peraltro efficace, poiché conferma il fatto che siamo pronti, cioè predisposti bene, a parlare con il nostro interlocutore), negli altri Paesi del mondo, soprattutto anglosassoni, si usa ‘hello‘, derivato a sua volta da ‘haloo‘, formula contratta di ‘ahoy ahoy‘, espressione utilizzata da Alexander Graham Bell (che brevettò il telefono nel 1876) per capire se dall’altra parte del filo ci fosse qualcuno ad ascoltarlo.

    Mentre in Inghilterra, e in tutti i Paesi anglofoni, rispondendo al telefono si dice ‘hello‘, in Francia si usa ‘allo‘ e in Spagnahola‘. Del tutto diversa, invece, la risposta dei tedeschi e degli olandesi che, sollevando la cornetta, dicono il cognome (Germania) o il nome e cognome (Olanda).
    In Russia, oltre al francese ‘allo‘ si usa anche rispondere con ‘da‘ (‘sì’), mentre in Cina e Giappone si dice, rispettivamente, ‘wei‘ e ‘moshi moshi‘. Nei Paesi Arabi, infine, si risponde al telefono augurando (a se stessi e all’interlocutore) che sia una giornata protetta da Dio.

    665

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CulturaLingua italiana

    Referendum costituzionale 2016

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI