Matematica e letteratura: figure geometriche nei grandi classici della narrativa

Matematica e letteratura: figure geometriche nei grandi classici della narrativa

Secondo uno studio scientifico, si ripeterebbero nella struttura delle frasi

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    Matematica e letteratura: figure geometriche nei grandi classici della narrativa

    Matematica e letteratura, sembra una strana combinazione eppure, secondo uno studio scientifico, ci sarebbero delle figure geometriche, i cosiddetti ‘frattali‘, nascoste nelle opere di alcuni degli autori più illustri della narrativa. Secondo una ricerca condotta dall’Istituto di fisica nucleare dell’Accademia polacca di scienze, molti libri di autori come Shakespeare, Joyce, Proust, Cortazar, Eco e Woolf avrebbero, nelle loro frasi, un elemento in comune, i frattali, ovvero delle figure geometriche che hanno una particolarità: si ripetono a cascata su scale diverse. Dopo l’arte, dunque (con il ‘flusso turbolento’ nella ‘Notte stellata’ di Van Gogh) la matematica incontra anche la letteratura.

    Ci sarebbe una matematicanascosta‘ nei capolavori della letteratura: questo quanto emerso da uno studio scientifico, condotto da un team di ricercatori polacchi, che ha analizzato 113 opere letterarie, scritte in lingue e generi diversi. Misurando i legami tra le varie lunghezze delle frasi, hanno costatato che i libri sono governati da ‘dinamiche a cascata‘ del tutto simili ai frattali.

    Addirittura molte opere hanno rivelato una struttura assai complessa, molto simile a strutture matematiche composte da frattali intrecciati tra loro, ovvero i multifrattali.Ma cosa sono?

    matematica e letteratura, frattali

    Il frattale è una figura geometrica che si trasforma ripetendosi allo stesso modo, su scale diverse; cioè ingrandendo una qualunque parte di essa, si ottiene sempre una figura simile all’originale.

    Per individuare i frattali nascosti nei grandi romanzi della letteratura, gli studiosi polacchi hanno convertito i testi in sequenze numeriche, misurando la lunghezza delle frasi con il numero di parole, e tutte le parole esaminate, ha spiegato Pawel Oswiecimka, uno degli autori della ricerca, hanno mostrato un’auto-somiglianza nell’organizzazione della lunghezza delle frasi. Questi testi sono la costruzione di un frattale‘. Diversamente da quelli matematici, che possono andare avanti all’infinito, i ‘frattali letterali‘ non sono perfetti, dato che le frasi che compongono un libro sono evidentemente limitate.

    La curiosità di questo studio, oltre al fatto che dimostra dei legami tra matematica e letteratura, è che molti dei capolavori analizzati hanno rivelato una struttura multifrattale e quasi tutti appartengono al genere del ‘flusso di coscienza‘. E il più ‘matematico’ in questo senso, è stato il romanzo capolavoro di James Joyce, il Finnegan’s Wake.

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