Giornata della memoria 2016: i libri per ricordare la Shoah

Giornata della memoria 2016: i libri per ricordare la Shoah
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/02/2016 12:36

    Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria e il 2016 è l’anno in cui ricorre il settantunesimo anniversario da quando i soldati dell’Armata Rossa aprirono i cancelli di Auschwitz. Insieme a loro l’intero Occidente scoprì ciò che non aveva voluto conoscere, ciò che, forse, aveva solo semplicemente ignorato: milioni di persone sterminate, ebrei, omosessuali, zingari, oppositori politici. Ricordare i crimini commessi dai nazisti, ricordare l’Olocausto, non significa dare ad esso una spiegazione: giustificare un tale sterminio è impossibile, ma mantenerne viva la memoria storica vuol dire fare in modo che una tragedia simile non accada mai più. E’ un monito che anche la letteratura vuole lanciare, ricordando la Shoah attraverso una serie di proposte – tante – che trattano questo importante, quanto delicato, argomento. Moltissimi sono i libri usciti negli anni sulla tragedia nei lager nazisti: noi oggi ve ne proponiamo alcuni, per celebrare la memoria delle vittime e per fare in modo che questa tragica pagina di storia non venga mai dimenticata.

    Simon Wiesenthal, scrittore austriaco sopravvissuto all’Olocausto, dedicò gran parte della sua vita a ‘dar la caccia’ ai nazisti latitanti per poterli rintracciare e sottoporre a processo. Questo libro, uscito diversi anni fa e riproposto da Garzanti in questi giorni, racconta la storia d’amore, struggente e realmente accaduta, tra Max ed Hellen, due fidanzati internati nel lager di Zalesie. L’autore, sulle tracce di un certo Schulze – dirigente d’azienda macchiatosi, durante il conflitto, di orribili crimini – contatta Max il quale, a sua volta, racconta la sua storia d’amore: dopo essere scampato allo sterminio, l’uomo cerca disperatamente Hellen ma, pur ritrovandola, si accorgerà poi di averla perduta per sempre. il romanzo è edito da Garzanti

    Pubblicato in edizione originale nel 2009, questo interessante saggio firmato Frédéric Rousseau ricostruisce la storia di una fotografia – diventata celeberrima – scattata nel 1943. La foto, che ritrae un bambino con le mani alzate, è stata scattata dagli stessi nazisti per documentare alle SS la repressione nel ghetto di Varsavia. L’intento, atroce quanto delirante, era quello di sottolineare, attraverso lo scatto, l’eroismo dei soldati tedeschi che erano riusciti a reprimere i ‘delinquenti’ di quel quartiere. Attraverso la storia di questa immagine l’autore racconta la realtà del ghetto e, al contempo, la forza che quello scatto (e la tragedia vissuta a Varsavia) ha avuto nella memoria collettiva del XX secolo. (Disponibile su Amazon.)

    Uscito il 15 gennaio 2015 per Rizzoli, Il tabaccaio di Vienna racconta la storia di Franz che a diciassette anni, nel 1937, si trasferisce nella capitale austriaca in cerca di fortuna. Qui, lavorando come apprendista in una bottega di tabacchi, un giorno conosce Freud. Sarà proprio a lui che Franz chiederà consiglio quando scoprirà per la prima volta le gioie e l’ansia dell’amore. Ma, oppressi da una situazione politica sempre più drammatica, saranno trascinati entrambi nel vortice dell’antisemitismo e dell’Anschluss ormai alle porte. Per acquistare il libro clicca qui

    In questo libro-testimonianza, pubblicato da Rizzoli, il giornalista milanese racconta la drammatica esperienza di Liliana Segre, nata nel 1930 da una famiglia ebrea, e deportata a 13 anni nel campo di concentramento di Auschwitz. Tra le ultime testimoni italiane della Shoah, sopravvive al lager decidendo di raccontare la sua storia solo dopo anni di forte depressione, durante i quali sembrava che nessuno volesse ricordare, né, tantomeno, ascoltare. Lo ha fatto Mentana che, in questo libro crudo e commovente, raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione, ripercorrendone l’infazia, gli affetti, il lager e la gioia ritrovata grazie al marito e ai tre figli.

    Auschwitz è di tutti racconta un’altra drammatica esperienza: quella vissuta da Marta Ascoli che, all’età di 17 anni, esattamente il 29 marzo del 1944, fu prelevata da due SS dalla sua casa, insieme alla famiglia che era, per metà, ebrea. Inizia così, per la giovane triestina, un lungo calvario senza fine: prima alla risiera di San Sabba, unico campo di concentramento nazista in Italia; poi, dopo la separazione dalla madre, il viaggio in treno verso Auschwitz con il padre; quindi Birkenau e poi i lavori forzati, la fame e le torture di Bergen-Belsen. Fino a quando, stremata, decide di farla finita lanciandosi contro il filo spinato che circonda il campo; ma la sentinella che la vede non spara e Marta, il 15 aprile del ’45, riesce, finalmente, a tornare a casa.

    Tra i longseller più famosi di sempre, Il diario di Anne Frank è diventato, grazie al lavoro di Ernie Colòn e Sid Jacobson, un’elegante edizione a fumetti. La biografia della ragazza diventata il personaggio-simbolo più forte della Shoah, è raccontata attraverso dei bellissimi disegni dedicati ai più piccini che, grazie a questo volume pubblicato in Italia da Rizzoli, possono conoscerne la drammatica storia.

    Nato dalla penna di due studiosi e divulgatori della Shoah, Visitare Auschwitz, pubblicato per Gli specchi Marsilio, si presenta come una sorta di guida che turistica, però, non è. L’intento del saggio, infatti, è quello di far comprendere al lettore/visitatore qual è l’atteggiamento da evitare visitando luoghi di questo genere: ‘I viaggi della memoria, hanno spiegato gli autori, puntano spesso sul sentimento, sull’empatia, ma così facendo non raggiungono lo scopo. Non il sentimento facile, ma è la conoscenza che occorre incrementare‘. Ecco dunque che il volume, attraverso una selezione ricchissima di foto, di informazioni e di mappe, aiuta il visitatore a comprendere ciò che resta di un luogo in cui si è consumata una delle tragedie più terribili della storia dell’umanità.

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