Giubileo 2015, indulgenza plenaria: storia, significato e come ottenerla

Giubileo 2015, indulgenza plenaria: storia, significato e come ottenerla

Durante l'Anno Santo, i fedeli potranno ottenere l'indulgenza plenaria: cosa significa e cosa fare per averla

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    Giubileo 2015, indulgenza plenaria: storia, significato e come ottenerla

    Con l’apertura della Porta Santa, l’8 dicembre 2015, Papa Francesco ha dato ufficialmente inizio al Giubileo della Misericordia. L’Anno Santo voluto da Bergoglio, che si concluderà il 20 novembre del 2016, consentirà ai fedeli di ottenere l’indulgenza plenaria, la cui storia e significato richiamano la possibilità, per i credenti, di avere la remissione dei peccati. L’indulgenza, infatti, intesa come ‘amore misericordioso‘ del Signore verso l’uomo peccatore, consente di ottenere la remissione, di fronte a Dio, della pena temporale per i peccati i quali, attraverso la Confessione, sono già stati perdonati per quanto riguarda la colpa. L’indulgenza, perciò, è una remissione che il credente ottiene attraverso la Chiesa, a determinate condizioni e secondo una precisa predisposizione d’animo.

    Nella Costituzione Apostolica Indulgentiarum doctrina del 1967, Paolo VI scrive: ‘l’indulgenza è parziale o plenaria a seconda che liberi in parte, o in tutto, dalla pena temporale dovuta ai peccati‘. Secondo la dottrina della Chiesa cattolica, infatti, due sono le conseguenze derivate dal peccato grave: la privazione della comunione con Dio, che conduce alla pena eterna, cioè all’inferno; e l’attaccamento malsano alle creature, che conduce, invece, alla pena temporale e al disordine morale. Attraverso la Confessione Dio concede, al peccatore sinceramente pentito, il perdono dei peccati e la remissione della pena eterna; con l’indulgenza plenaria o parziale, la Misericordia Divina rimette anche la pena temporale dei peccati confessati.

    Nell’ambito del Cristianesimo, la storia delle indulgenze può essere suddivisa in quattro periodi. Nel primo, dalle origini del Cristianesimo all’VIII secolo, venivano concesse come sconto delle cosiddette Pene Canoniche – quelle, cioè, che derivavano da colpe quali omicidio, adulterio, apostasia, e prevedevano penitenze lunghe e pesanti che cambiavano completamente la vita del peccatore pentito – attraverso le suppliche dei martiri in punto di morte.
    Nel secondo, invece, dall’VIII al XIV secolo, fu introdotta la possibilità di ‘mitigare’ la pena canonica scambiandola con un’opera più leggera: ecco quindi le indulgenze concesse per le Crociate, le Stazioni Quaresimali e per i pellegrinaggi. Con il primo Giubileo indetto da Bonifacio VIII, venne offerta l’indulgenza ai pellegrini che si recavano a Roma per visitare almeno una della quattro Basiliche papali.

    Il terzo periodo, che va dal XIV al XVI è sicuramente quello più ‘turbolento’ per quanto riguarda la storia delle indulgenze, visto che comincia a diffondersi l’uso di ottenerle con offerte di denaro, le oblationes. Gli abusi, ovviamente, si moltiplicarono e la concessione delle indulgenze divenne, per parecchio tempo, una vera e propria operazione finanziaria.
    Nel quarto e ultimo periodo, dal XVI secolo ai giorni nostri, dopo che i Papi hanno regolato la concessione delle indulgenze, queste ultime sono tornate ad essere l’aspetto essenziale della conversione e del pentimento dei fedeli. L’indulgenza, cioè, non si può ottenere senza un vero pentimento dei peccati commessi e confessati, e ‘il perdono concesso gratuitamente da Dio, scriveva Giovanni Paolo II nel 1998, implica, come conseguenza, un reale cambiamento di vita, una progressiva eliminazione del male interiore e un rinnovamento della propria esistenza‘.

    L’indulgenza plenaria è quella giubilare ed è una grazia straordinaria che ‘guarisce’ completamente l’uomo. Come? Con la remissione di tutta la pena temporale dei peccati già perdonati attraverso la Confessione, e può essere ottenuta più volte durante tutto l’anno giubilare.
    La seconda, invece, l’indulgenza parziale, consente la remissione di una parte della pena temporale, e può essere ottenuta anche ripetutamente nel corso di una stessa giornata.

    Innanzitutto, per ottenere l’indulgenza, il fedele deve essere battezzato, non scomunicato, in stato di grazia (cioè, deve aver cancellato la colpa attraverso il sacramento della Confessione) e intenzionato ad ottenerla – il beneficio dell’indulgenza, infatti, non può essere concesso a chi non lo vuole.
    Il pentimento sincero, dunque, ed il totale distacco dal peccato sono le condizioni essenziali per ottenere l’indulgenza plenaria, quella cioè, che si concede straordinariamente durante l’anno giubilare.
    Per ottenere l’indulgenza durante il Giubileo della Misericordia è necessario, oltre alla Confessione e all’Eucaristia, svolgere atti di carità e di penitenza: pellegrinaggio in una delle Basiliche papali di Roma, in Terra Santa e nelle chiese designate in ogni diocesi del mondo (visitando queste chiese, è richiesta la partecipazione alla Messa, oppure ad una delle preghiere tra Lodi, Vespri, Rosario, Via Crucis o Adorazione); visita o aiuto, ad infermi, carcerati, anziani e disabili; astensione almeno per un giorno, da alcol, fumo, e consumi superflui; e concessione ai poveri di una somma di denaro proporzionata ai propri averi e alle proprie possibilità.

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