Giorno del Ringraziamento 2015: 15 curiosità sulla tradizionale festa americana

Giorno del Ringraziamento 2015: 15 curiosità sulla tradizionale festa americana
da in Cultura, Feste
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:14

    Il Giorno del Ringraziamento 2015 che si celebra il quarto giovedì di novembre pian piano ha preso piede anche in Europa. Ma quali sono le curiosità che vi circolano attorno? Stando ad un elenco stilato dal popolare sito americano Buzz Feed, gli aneddoti e i fatti strani legati al Thanksgiving Day si sprecano, anche perché molti dei quali frutto di fantasiose congetture; altri, invece, varianti – o false interpretazioni – di fatti storici realmente accaduti. Ma andiamo con ordine e vediamo insieme quali sono le 15 curiosità più interessanti legate al Giorno del Ringraziamento.

    Il Thanksgiving Day risale all’arrivo dei Padri Pellegrini inglesi sulle coste del Massachusetts, nel novembre del 1620. Qui arrivarono dopo una dura attraversata, durante la quale perirono in molti, mentre i sopravvissuti dovettero fare i conti con l’inverno alle porte.

    Con le poche provviste rimaste i Padri Pellegrini riuscirono ad arrivare a primavera solo grazie ai nativi della tribù dei Wampanoag, che indicarono loro i terreni più fertili da sfruttare, e l’anno successivo ottennero un raccolto abbondante per affrontare al meglio l’inverno. E per festeggiare, organizzarono una festa di ringraziamento che ebbe luogo, per la prima volta, il 21 novembre del 1621.

    Come dicevamo, durante la traversata il gruppo di Pellegrini subì parecchie perdite, aumentate durante il primo anno, a causa della difficoltà nel procurarsi da mangiare. Il grande pasto per ringraziare dell’abbondante raccolto fu organizzato perciò da pochissime donne – in tutto 4 – che cucinarono per 140 persone, alle quali si unirono, secondo la tradizione, anche diversi nativi americani.

    A dispetto dell’usanza che vuole il tacchino come simbolo per eccellenza del Ringraziamento, il protagonista del banchetto organizzato dai coloni fu, in realtà, l’aragosta. Il gallinaceo che adorna, ormai da secoli, i luculliani pranzi americani, accompagnato da patate, zucca e salsa di mirtillo, non allietò per nulla i palati dei festaioli, che si accontentarono di accompagnare il pesce con mais e qualche scarsa porzione di piselli.

    Il dolce tipico della Festa del Ringraziamento è la torta di zucca, ma i coloni sbarcati nel Nuovo Mondo non avevano all’epoca né burro, né farina di frumento e molto probabilmente neppure zucchero sufficiente. Perciò è inverosimile che il primo pranzo organizzato avesse come dessert un dolce.

    Il tacchino, protagonista ufficiale della festa, è solitamente accompagnato da una salsa di mirtilli rossi: in realtà, all’epoca del primo banchetto, i mirtilli non comparvero sulla tavola dei coloni, poiché i nativi americani erano soliti utilizzarli come tintura o per decorare utensili.

    L’aragosta protagonista del banchetto fu accompagnata dalle interiora di cinque cervi offerti dai cacciatori della tribù dei Wampanoag il cui aiuto, come dicevamo, fu fondamentale per i coloni inglesi che riuscirono, così, ad utilizzare, dietro consiglio degli indigeni, i terreni migliori per le loro coltivazioni.

    Poiché nessuno si lavava regolarmente – era convinzione generale che questo fosse un ottimo modo per trasmettere le malattie – tutti i coloni avevano un pessimo odore. A parte il viso e le mani prima di mangiare, nessuno di loro aveva l’abitudine di farsi il bagno, nonostante i nativi, soffrendo evidentemente la puzza, avessero più volte tentato di insegnarglielo.

    A parte il problema odore – che potrebbe aver influito sull’assenza degli indigeni alla festa – vi era quello, non meno importante, della lingua: solo in pochi, infatti, parlavano la lingua dell’altro e, a parte i capi-tribù, è inverosimile che vennero invitati anche tutti gli altri componenti.

    Squanto era un nativo americano che conosceva bene l’inglese, perciò fu lui uno dei protagonisti principali che permisero ai Padri Pellegrini di arrivare a festeggiare il loro primo raccolto. Ebbe una vita davvero avventurosa – attraversò l’Atlantico sei volte, sia come prigioniero che come uomo libero – fino a quando, ritornando al villaggio, scoprì che la sua tribù – i Patuxet – era stata sterminata e che la terra era stata occupata da un gruppo di europei. Ciò, tuttavia, non gli impedì di aiutare i coloni a produrre il loro primo raccolto.

    Fu nel 1863, cioè due secoli dopo l’arrivo dei coloni sulla coste del Massachusetts, che il presidente Lincoln decretò il Ringraziamento come la Festa Nazionale degli Stati Uniti. Pare, spinto dalle pressioni di una certa Sara Josepha Hale dopo una strana ed ossessiva compagna per fare della ricorrenza, appunto, una festa ufficiale. La data scelta da Licoln – il quarto giovedì di novembre – corrisponde all’ancoraggio della Mayflower, la nave che trasportava i coloni, sulle coste dell’attuale Massachussets.

    Nonostante la proclamazione, da parte di Lincoln, del Thanksgiving Day al quarto giovedì di novembre, Franklin Delano Roosevelt anticipò la data, tra il 1939 e il 1941, al terzo giovedì, motivandola con la convinzione che allungando la stagione dello shopping l’economia ne avrebbe tratto giovamento. Ma gli americani, poco convinti della scelta, riportarono ben presto la festa alla sua data originaria.

    Ricorrenza celebrata anche in Canada, sebbene in anticipo di oltre un mese – si festeggia infatti il secondo lunedì di ottobre – il Ringraziamento gode di tanti nomi alternativi: T-Day – abbreviazione dei più lunghi Thanksgiving e Turkey DayMacy’s Day, utilizzato soprattutto a New York, ed il simpatico Yanksgiving, nome con il quale i canadersi indicano la festa americana.

    La festa del Ringraziamento ha preso piede ormai anche in Europa, diventando uno degli appuntamenti più importanti che precedono il Natale. La celebrazione è stata ‘importata’ nel Vecchio Continente dai film e dai telefilm americani che non mancano mai di citare, in qualche episodio, la celeberrima ricorrenza.

    Pur avendo una matrice religiosa il Ringraziamento è inteso anche come un momento di intimità familiare, perciò diventa un’ottima occasione per riunirsi attorno alla tavola dove, manco a dirlo, campeggia solenne il povero tacchino rosolato. Lo spirito della festa, tuttavia, è molto più profondo e non si limita solo ad una grande e solenne abbuffata: ognuno, infatti, puù festeggiare dimostrando gratitudine verso Dio, la famiglia, la vita e la natura.

    Tutti sappiamo che ogni pranzo del Ringraziamento che si rispetti deve essere rigorosamente sfarzoso. Tacchino ripieno in salsa gravy, purè di patate dolci, salsa di mirtilli, verdure e torta di zucca non possono assolutamente mancare. Anzi: sembra essere tradizione alzarsi da tavola solo dopo essersi rimpinzati per benino. Non tutti sanno però che i cibi che compongono il tradizionale pranzo del Ringraziamento aiutano a combattere lo stress: il tacchino, ad esempio, contiene un aminoacido che aiuta la produzione di serotonina – responsabile del buon umore – mentre il ripieno è ricco di vitamina B1.

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