He Named Me Malala, il docufilm sul premio Nobel Malala Yousafzai dal 5 novembre al cinema

He Named Me Malala, il docufilm sul premio Nobel Malala Yousafzai dal 5 novembre al cinema
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    Arriva al cinema dal 5 novembre 2015 He Named Me Malala, il docufilm sul premio Nobel Malala Yousafzai, la giovanissima attivista pakistana nota per il suo impegno per i diritti civili e per il diritto all’istruzione delle donne nel suo Paese. Dopo l’uscita al cinema, di questo progetto tratto dal libro Io sono Malala (Garzanti) è prevista anche la messa in onda televisiva, su Sky National Geographic Channel: il docufilm diretto dal regista David Guggenheim (An Inconvenient Truth e Waiting for Superman) racconta in particolare come Malala, suo padre Zia e tutta la sua famiglia combattano per un diritto all’istruzione che sia globale.

    He Named Me Malala è il titolo del docufilm sulla giovanissima premio Nobel Malala Yousafzai che arriva nelle sale italiane il 5 novembre 2015: la storia è quella diventata nota in tutto il mondo, un racconto in prima persona delle azioni e delle lotte personali di Malala, la storia degli ultimi anni a partire dal blog anonimo tenuto sulla BBC, i viaggi in Kenya e Nigeria, negli Stati Uniti e Londra, e la sua battaglia per un mondo di tolleranza ed istruzione, ma anche la sua preoccupazione per i voti e per la famiglia (fermo restando i litigi con i fratelli e la vita ‘normale’ di una teenager).

    Il regista David Guggenheim ha vissuto un anno e mezzo con gli Yousafzai (suo padre Ziauddin, sua madre Toor Pekai e i fratelli Khushal ed Atal) a Birmingham, dove la vincitrice del Premio Nobel per la Pace del 2014 risiede non potendo tornare nel suo paese (dove peraltro ha subito un attentato alla sua vita da parte dei talebani di cui denunciava l’oscurantismo). Il titolo del docufilm non è basato sulla celebre frase ‘un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo‘, ma su un altro punto delle interviste che Guggenheim fa a Malala, in cui la giovane afferma che suo padre l’ha chiamata Malala, ma tutto il resto lo ha fatto da sola.

    In attesa del responso dei botteghini italiani, nel suo mese nelle sale americane (e in alcuni paesi europei, dove però è uscito più tardi) He Named Me Malala ha guadagnato quasi due milioni di dollari: il docufilm ha ottenuto delle recensioni tutto sommato positive, anche se molti critici sottolineano come (forse a causa delle tante cose da raccontare) manchi un ‘focus’ certo… anche se questo è forse uno dei rari casi di film che andrebbe visto a prescindere dalle recensioni.

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