Perché si dice ‘in bocca al lupo’ e si risponde ‘crepi il lupo’?

Perché si dice ‘in bocca al lupo’ e si risponde ‘crepi il lupo’?
da in Accademia della Crusca, Cultura, Lingua italiana
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    Perché si dice ‘in bocca al lupo’ e si risponde ‘crepi il lupo’?

    Perché si dice ‘in bocca al lupo’ e si risponde ‘crepi il lupo’? Quante volte ci è capitato di pronunciare quest’espressione volendo augurare buona fortuna a qualcuno: ‘in bocca al lupo‘, infatti, tra i detti più famosi della lingua italiana, rappresenta un augurio scherzoso a chi sta per sottoporsi ad una prova difficile. Il detto, che ha assunto nel tempo un valore scaramantico – ‘andare nella bocca del lupo’ vuol dire, metaforicamente, ‘cacciarsi nei guai’, la risposta perciò è per tradizione ‘crepi il lupo’ – ha in realtà un significato molto più bello: rappresenta, infatti, l’amore della mamma-lupo verso i suoi cuccioli, che prende con la bocca per portarli e proteggerli così da eventuali pericoli. Ma quali sono le origini di questa espressione, e quali le interpretazioni nel corso dei secoli? Vediamoli brevemente insieme.

    Per capire perché si dice ‘in bocca al lupo’ e si risponde ‘crepi il lupo’, dunque, bisogna sbirciare nelle antiche tradizioni popolari che vedevano quest’animale come la personificazione vivente del male. Il perché era dovuto, ovviamente, alla ferocia ed alla sua insaziabile voracità che lo hanno reso da sempre il protagonista negativo di favole, miti e leggende, da Esopo a La Fontaine, dalla tradizione medievale ai Fioretti di San Francesco. Questa ‘interpretazione paurosa’, quindi, si è riflessa anche nel modo di parlare, dando origine a diverse espressioni tra le quali, appunto, anche ‘in bocca al lupo‘.

    Come dicevamo, dunque, il detto ‘in bocca al lupo‘ esprime la speranza che la persona a cui è rivolto l’augurio sia protetta dai pericoli e dalle difficoltà, così come mamma-lupo protegge i suoi piccoli portandoli nella bocca. Stando a questa interpretazione, però, più che ‘crepi il lupo‘ sarebbe corretto rispondere ‘grazie mille‘ o ‘grazie di cuore’, ma la prima risposta, che è quella tradizionale, ci permette di considerare tutte le interpretazioni sulle origini di questa espressione.
    Secondo alcuni, la frase deriva dal linguaggio dei pastori e degli allevatori che vedevano nel lupo il pericolo maggiore per gli animali, per altri dai cacciatori che sopprimevano i lupi perché ritenuti pericolosi per gli uomini. La caccia sarebbe all’origine della famosa espressione anche perché, all’atto di stanare un animale, bisogna per forza avvicinarsi ad esso e quindi, metaforicamente, ‘mettersi nella bocca del lupo’. Il significato originario del detto, dunque, è quello di augurare una buona caccia e, per antifrasi (cioè con significato opposto a quello letterale) e per estensione, ha assunto nel tempo un valore scaramantico rivolgendosi, per buon augurio, a chiunque si trovi ad affrontare un pericolo.

    La risposta tradizionale, quindi, è ‘crepi il lupo‘ poiché per affrontare il pericolo ci vuole fortuna sì, ma anche coraggio.

    Anche gli accademici della Crusca sono concordi nel far risalire l’espressione ad un’antica formula di augurio rivolta per antifrasi ai cacciatori; la frase, infatti, aveva un valore apotropaico, lo stesso della risposta ‘crepi’, atto cioè ad allontanare ogni influsso negativo. L’espressione augurale, che testimoniava la credenza del valore ‘magico’ della parola, si sarebbe allargata dal gergo dei cacciatori alla lingua quotidiana, indicando le situazioni difficili in cui l’uomo si ritrova.

    Ragionando sul perché si dice ‘in bocca al lupo’, è interessante notare come questo animale, nell’accezione negativa di essere crudele, falso ed insaziabile, sia presente in espressioni, proverbi e modi di dire italiani, fin dalla tradizione medievale. Nel 1294, ad esempio, Guittone d’Arezzo scrive: ‘Ma la povera femmina, accostandosi a quell’huomo, si accorse d’essere andáta in bocca al lupo‘, intendendo l’animale come il nemico più pericoloso per la donna in questione. Non solo. L’immagine del lupo come pericolo da evitare è inoltre presente:

    - nelle ‘minacce‘ rivolte ai bambini: ‘viene il lupo e ti mangia
    - nelle espressioni che denotano chi persevera nelle cattive abitudini: ‘il lupo perde il pelo ma non il vizio
    - chi è fedele al ‘branco’: ‘il lupo non mangia il lupo
    - nei detti che esprimono pericolo: ‘gridare/allenti al lupo
    - per esprimere le cattive condizioni del tempo: ‘un tempo da lupi
    - per indicare debolezza: ‘trovarsi come un agnello tra i lupi
    - o insaziabilità: ‘avere una fame da lupi

    Quanto all’espressione ‘crepi il lupo‘, estesa dall’antico gergo dei cacciatori alle situazioni quotidiane a cui la lingua attribuisce il ‘potere’ di scongiurare la sfortuna, lo stesso significato si ritrova in altre espressioni quali ‘crepi l’avarizia‘ o, con funzione di malaugurio, in ‘crepa!‘, ‘che tu possa crepare!‘, ‘che tu sia il pan dei lupi!’

    Concludiamo il nostro ragionamento sul perché si dice ‘in bocca al lupo’ riportando qualche espressione analoga in altre lingue europee, che testimonia come la visione del lupo sia simile in tutto il continente:

    - inglese: ‘keep the wolf from the door‘ (‘tenere il lupo lontano dalla porta’), cioè avere abbastanza denaro per sopravvivere, ‘wolf in sheep’s clothing‘ (‘lupo in veste di agnello’), per indicare una persona falsa, ‘cry wolf‘, ‘gridare al lupo’;

    - tedesco: ‘hungrig wie en Wolf‘ (‘affamato come un lupo’), ‘ein Wolf im Schafspelz‘ (‘lupo in veste di agnello’);

    - francese: ‘se précipiter dans la gueule du loup‘ (‘precipitarsi in bocca al lupo’), ‘une faim, un froid de loup‘ (‘una fame, un freddo da lupi’), ‘crier au loup‘ (‘gridare al lupo’);

    - polacco: ‘patrzeć wilkiem‘ (‘guardare in lupesco’, noi diciamo in ‘cagnesco’), ‘nie wywołuj wilka z lasu‘ (‘non chiamar fuori il lupo dal bosco’), cioè non attirare il pericolo, ‘opowiadać bajki o żelaznym wilku‘ (‘raccontare favole sul lupo in ferro’), cioè dire cose senza senso.

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