Giubilei nella storia, dal primo Anno Santo al Giubileo 2015: quelli più importanti

Giubilei nella storia, dal primo Anno Santo al Giubileo 2015: quelli più importanti
da in Chiesa cattolica, Cristianesimo, Cultura, Giubileo
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:34

    I Giubilei nella storia sono stati in tutto 29: dal primo Anno Santo nel 1300, voluto da Bonifacio XVIII, al Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Nell’ambito della Chiesa cattolica è l’anno della remissione dei peccati ed è un momento che, al di là della fede religiosa, ha sempre affascinato milioni di persone, credenti, curiosi, pellegrini, cronisti. Le sue origini risalgono alla tradizione ebraica che, ogni cinquant’anni, celebrava un ‘anno santo’ che, da una parte intendeva restituire uguaglianza ai figli d’Israele, dall’altra ricordava ai ricchi che anche gli schiavi, una volta liberi, sarebbero diventati uguali a loro e perciò in grado di rivendicare i propri diritti. Nella tradizione cattolica il Giubileo è in primo luogo ‘l’anno di Cristo‘ poiché, nei Vangeli, è lo stesso Gesù a ‘trasformare‘ i precetti ebraici sul Giubileo – che, nell’Antico Testamento, portava con sé liberazione da miseria, sofferenza ed emarginazione – in un momento in cui il perdono e la grazia divina assumevano un significato più profondo. In questo modo il Cristianesimo ha reso il Giubileo l’anno del perdono generale e dell’indulgenza aperta a tutti, indulgenza che il Papa concede ai fedeli in base e determinate condizioni. I Giubilei nella storia, come dicevamo, sono quasi una trentina: quello che Papa Bergoglio aprirà l’8 dicembre 2015 sarà il ventinovesimo e rientra tra i cinque Giubilei straordinari della storia, quelli cioè indetti a discrezione del pontefice per qualche avvenimento importante. Quelli ordinari, invece, che hanno una cadenza fissa, sono in tutto 24 e si tenevano, inizialmente, ogni 50 anni per poi scendere a 25, com’è attualmente oggi. Ma vediamo brevemente i Giubilei nella storia, quelli più importanti dal 1300 al 2015.

    Prima di parlare dei Giubilei nella storia, vale la pena accennare brevemente a due eventi che anticiparono il primo Anno Santo della tradizione cristiana: la Perdonanza e l’Indulgenza dei cent’anni. La prima fu istituita da Papa Celestino V che, con la Bolla del Perdono del 1294, stabilì la concessione dell’Indulgenza Plenaria a tutti i confessati che si fossero recati, tra il 18 e il 29 agosto di quell’anno, nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio a l’Aquila; la seconda, più leggendaria che storica, si basa su fonti risalenti al dicembre del 1299 che narrano di grosse masse di pellegrini che muovevano verso Roma per beneficiare di un’indulgenza plenaria che si sarebbe ottenuta nel passaggio al nuovo secolo: chi avrebbe varcato la soglia della Basilica di San Pietro a capodanno, avrebbe ottenuto la remissione completa dei peccati.

    Il primo Giubileo ordinario della tradizione cristiana risale a Bonifacio VIII che lo istituì, sulla scia delle Indulgenze dei cent’anni, il 22 febbraio del 1300. Sancito con la bolla Antiquorum Habet Fida Relatio, il primo Anno Santo della storia nacque non per volere del pontefice o della Curia, ma per iniziativa popolare poiché, come accennato prima, nell’ultima notte del 1299 una folla enorme di pellegrini invase la Basilica di San Pietro per acquistare l’indulgenza ed ottenere il perdono dei peccati. Vedendo il flusso continuo di gente, dunque, papa Bonifacio decise di istituire l’anno giubilare concedendo l’indulgenza plenaria a coloro che (per trenta volte se romani, quindici se stranieri) avessero fatto visita, per tutta la durata del 1300, alla Basilica di San Pietro e a quella di San Paolo fuori le mura. Secondo le intenzioni del pontefice l’Anno Santo si sarebbe dovuto ripetere ogni cento anni, ma il suo successore, Clemente VI, ne accorciò a 50 la cadenza.

    Indetto da Martino V in base alle disposizioni del suo predecessore Urbano IV – che aveva stabilito si potesse celebrare ogni 33 anni – quello del 1423 è il primo Giubileo straordinario della storia e si verifica quando, dopo anni di esilio avignonese, il papato ritornava a Roma. L’intento del pontefice era quello di celebrare i 33 anni di Cristo e per questo indisse un Anno Santo straordinario che iniziò con l’apertura della ‘porta santa’ in San Giovanni in Laterano. Come per altri Giubilei nella storia, però, anche di questo non è stata mai trovata la Bolla di Indizione.

    Con la bolla Salvator noster, Papa Sisto IV indisse il settimo Giubileo, celebrato nel 1475, in un periodo di forte crisi nazionale. All’epoca anche i viaggi dei pellegrini erano diventati pericolosi e per questo il pontefice pensò, oltre ad una serie di interventi per abbellire Roma e renderla, così, più accogliente per i pellegrini, anche ad un riordino della rete viaria costruendo, ad esempio, il famoso Ponte Sisto, edificato su un vecchio cavalcavia che i romani chiamavano Ponte Rotto. A Sisto IV, inoltre, è legata anche la celeberrima Cappella Sistina, affidata qualche tempo dopo a Michelangelo, che la renderà una delle più grandi opere d’arte del mondo. Con Sisto IV, inoltre, la cadenza del Giubileo ordinario scende da 50 a 25 anni, cosicché ogni generazione ha la possibilità di viverne uno.

    Tra i Giubilei nella storia, quello del 1625 fu indetto da Papa Urbano VIII che fece preannunciare l’apertura della Porta Santa col suono delle campane per tre volte al giorno nei tre giorni precedenti al Natale. A causa dell’enorme epidemia che imperversava soprattutto nella zona di Napoli, il pontefice fece sostituire la basilica di San Paolo con la chiesa di Santa Maria in Trastevere a cui concesse, per l’occasione, l’apertura di una Porta Santa sul fianco sinistro dell’edificio. Il Papa, inoltre, concesse l’indulgenza anche a chi non poteva recarsi a Roma, permettendo, a chi vi giungeva, di ammirare le opere in corso di realizzazione nella nuova Basilica di San Pietro – in quegli anni, ad esempio, il Bernini lavorava al maestoso Baldacchino sull’altare della confessione.

    Il ventunesimo Giubileo fu indetto da Papa Pio IX con l’enciclica Gravibus Ecclesiae et huius saeculi calamitatibus che concedeva non solo a Roma ma a tutto il mondo la possibilità di ottenere le indulgenze: i pellegrini, infatti, non necessariamente dovevano recarsi nella città eterna, ma poteva ottenere la remissione dei peccati facendo visita a tre chiese nel luogo ove si trovavano. Fu un Giubileo poco solenne e poco sereno, a causa delle controversie politiche sul ruolo di Roma come capitale del Regno d’Italia ma, al contempo, anche sede del potere temporale del Papa. Inoltre, essendo la città occupata, non si ebbe alcuna cerimonia ufficiale di apertura e chiusura delle porte, tanto che per un certo periodo si mise in discussione il 1875 come anno santo giubilare.

    Ad indire il secondo Giubileo del XX secolo, invece, fu Papa Pio XI che, con la bolla Infinita Dei Misericordia inaugura un Anno Santo caratterizzato dall’atteggiamento apolitico della Chiesa – il pontefice, infatti, bandì tutti i simboli politici dal Vaticano. In occasione di questo Giubileo, inoltre, il ventitreesimo della storia, furono compiuti numerosi lavori stradali ed ingrandita la Stazione Termini di Roma.

    Lo stesso Pio XI decise, nel 1932, di indire un Giubileo straordinario per celebrare l’anno centenario della crocifissione di Cristo. Tra i Giubilei nella storia, infatti, c’è anche quello del 1933 celebrato, a 4 anni dal concordato con l’Italia fascista, con particolare solennità: il pontefice pronunciò più di seicento discorsi, mentre Roma accolse 2 milioni di pellegrini e furono utilizzate 500 carrozze ferroviarie speciali per il trasporto dei fedeli.

    Indetto da Paolo VI con la bolla Apostolorum Limina, fu il primo Anno Santo ad essere trasmesso in mondovisione. Messo inizialmente in dubbio per quanto stabilito dal Concilio Vaticano II (che bandiva ogni manifestazione esteriore della fede) fu dedicato, dal pontefice, ‘alla gioia del Signore‘ e alla riconciliazione con le altre religioni del mondo. Le celebrazioni, infatti, che videro la partecipazione, all’apertura della Porta Santa, dei monaci buddisti e del Patriarca di Alessandria Melitone, decretarono la fine delle scomuniche con la Chiesa di Bisanzio. Non mancarono, ovviamente le critiche, non solo perché Paolo VI ribadì con fermezza la posizione tradizionale della Chiesa nei confronti del divorzio e dell’aborto, ma anche per la partecipazione di una delegazione di militari cileni durante il regime di Pinochet.

    Annunciato da Giovanni Paolo II con la con la bolla Incarnationi Mysterium del 29 novembre 1998, il primo Giubileo del nuovo millennio fu particolarmente importante poiché celebrava i 2000 anni dalla nascita di Cristo. Tra i Giubilei nella storia, fu senz’altro uno dei più ‘sentiti’ da parte del mondo cristiano, non solo per il significato che aveva ma perché portava con sé numerosi altri Giubilei: dalla Giornata Mondiale della Gioventù, a cui parteciparono oltre 2 milioni di giovani, alla visita papale in Terra Santa, alla messa interecumenica con le chiese cristiane del mondo che papa Woityla tenne a San Paolo fuori le mura. Non solo: oltre a discutere di sfruttamento e di debito internazionale, durante il Giubileo del 2000 la Chiesa cattolica chiese perdono per gli errori commessi durante tutta la storia universale.

    Quello voluto da papa Bergoglio è il Giubileo straordinario della Misericordia che partirà, com’è noto, l’8 dicembre 2015. Indetto con 10 anni di anticipo rispetto all’Anno Santo ordinario che si terrà nel 2025, quello di papa Francesco inizia, non a caso, il giorno dell’Immacolata Concezione che celebra, quest’anno, il cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Voluto dal pontefice per ribadire, e mantenere viva, la consapevolezza che la Chiesa è presente nel mondo come dispensatrice della Misericordia di Dio, il Giubileo 2015 concederà, per la prima volta nella storia, ad ogni diocesi di aprire una porta santa.

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