NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Gli 11 siti storici che rischiano di scomparire per sempre

Gli 11 siti storici che rischiano di scomparire per sempre
da in Architettura, Cultura, Letteratura
Ultimo aggiornamento: Lunedì 19/10/2015 17:06

    Vi sono dei luoghi nel mondo, dei siti storici, che rischiano di scomparire per sempre. Monumenti che rappresentano la memoria storica e culturale di un popolo, di un Paese, messi a rischio a causa di incuria, guerre, cattiva politica o calamità naturali. Il World Monuments Fund, un’organizzazione newyorkese che opera – senza scopo di lucro, attraverso azioni sul campo, raccolte fondi e formazione – per la tutela delle opere d’arte ed architettoniche di tutto il mondo, ha recentemente pubblicato la lista annuale dei siti maggiormente in pericolo, una cinquantina, dalla preistoria al Novecento, sparsi in 36 Paesi. Tra questi, anche un paio di monumenti italiani che, deteriorati dall’acqua e dallo smog, necessitano di un intervento immediato. Ma quali sono i siti storici che presto potrebbero sparire? Guardiamone insieme alcuni, nelle prossime pagine.

    Il Barranco, famoso soprattutto per i locali notturni, è una delle zone più glamour di Lima. Qui si trova La Ermita, una deliziosa chiesetta in mattoni, risalente al XIII secolo. Un tempo era il rifugio di pescatori e viaggiatori ma, dopo il terremoto del 1940, è andata quasi del tutto in rovina.

    Costruita tra il 1550 e il 1680, questa splendida chiesa è, insieme al convento attiguo, uno dei complessi monumentali più importanti dell’America Latina – mescola, infatti, tutti gli stili dell’architettura coloniale del sud America. Oltre alla facciata in tipico barocco spagnolo, l’interno, suddiviso in tre navate, è ricco e sfarzoso grazie alle numerose decorazioni in stucco, legno e foglie d’oro. Tra le opere che conserva, la scultura, sull’altar maggiore, dal titolo Battesimo di Gesù, di Diego de Robles, e una statua di San Francesco di Paola, di José Domingo Carrillo.

    Come dicevamo, tra gli 11 siti storici che rischiano di scomparire ce ne sono anche di italiani, tra questi l’Arco di Giano, l’unico monumento del Foro Boario che, pur rovinato dall’acqua e dallo smog, non è stato ancora restaurato. Edificato probabilmente a metà del IV secolo, ha una pianta quadrata e quattro grossi pilastri che sostengono una volta a crociera. Il nome, che non si riferisce a Giano, il dio bifronte, deriva dal latino ianus, passaggio coperto, porta. Non era, infatti, un arco trionfale, ma piuttosto una struttura destinata a chi operava nel Foro.

    Situati nel deserto di Atacama, in Cile, questi geroglifici millenari rischiano di scomparire anche a causa dei veicoli che attraversano continuamente la zona. La possibilità che questi preziosi disegni possano sopravvivere, spiegano dal Wmf, dipenda dalla volontà di creare un parco archeologico che permetta di proteggerli e studiarli.

    La Torre di Šuchov, chiamata così dal nome del suo progettista Vladimir Šuchov, è una torre monumentale di 160 metri, costruita tra il 1920 e il 1922. E’ considerata dal World Monuments Fund ‘un’icona dell’avvento della tecnologia moderna e un capolavoro di ingegneria‘, e pertanto necessita di essere salvaguardata.

    Quello di Petra è uno dei siti archeologici più importanti del pianeta, dichiarato, nel 2007, una delle sette meraviglie del mondo moderno. Situata nella regione montagnosa di Edom, a tre ore circa dalla capitale giordana, Petra è una città interamente scolpita nella roccia le cui prime notizie storiche risalgono al 647 avanti Cristo. La sua architettura mostra l’influenza delle civiltà romana, egizia, greca e siriana ma rischia di essere irrimediabilmente rovinata dall’afflusso dei turisti, dalle erosioni e dalle alluvioni improvvise cui è soggetta la zona.

    Considerata tra i capolavori dell’architettura modernista, la Scuola Nazionale delle Arti de L’Avana è stata edificata a partire dai primi anni Sessanta con l’intento di creare un enorme centro culturale. Dopo decenni di incuria sembra che la struttura stia ricevendo le cure adeguate ma, stando ai rapporti del Wmf, necessita tuttora di una gestione adeguata che possa riconoscerne, e tutelarne, il grande valore.

    Wentworth Woodhouse è un’enorme villa di campagna settecentesca ed è tra le residenze private più grandi d’Europa. Si trova nel villaggio di Wentworth, in South Yorkshire, ed ospita al suo interno più di 300 camere, mentre i corridoi si snodano lungo un percorso di ben 5 chilometri. Poco conosciuta a causa dell’accesso al pubblico limitato, è attualmente disponibile sul mercato per 7 milioni di sterline.

    Aperte al pubblico dal 1907, le imponenti terme di Birmingham sono ancora parzialmente in funzione. Necessitano, però, di un intervento urgente ma la mancanza di fondi – servirebbero circa 20 milioni di sterline – rischia di far chiudere per sempre la storica struttura.

    Kua, in Tanzania, fu costruita presumibilmente da un patriarca persiano intorno al 975 dopo Cristo. Distrutta molto probabilmente nel 1829 dai cannibali Wasakalava, provenienti dal Madagascar, oggi Kua è un sito archeologico che rischia di scomparire a causa dei saccheggi e delle intemperie climatiche. (Immagine di J. Marshall, Tribaleye Images/Alamy)

    Ancora un altro sito italiano tra i siti storici che rischiano di scomparire per sempre: si tratta del campo di concentramento di Fossoli, in provincia di Modena, uno dei tanti costruiti in Italia tra il 1939 e il 1943. Pur in condizioni disastrose, è uno dei pochi campi italiani che si possono ancora visitare, ma necessita di un intervento tempestivo prima che possa definitivamente scomparire. E’, inoltre, il campo che ospitò Primo Levi prima della deportazione ad Auschwitz.

    1482

    PIÙ POPOLARI