Halloween, origini e significato: quando e cosa si festeggia

Halloween, origini e significato: quando e cosa si festeggia
da in Cultura, Feste, Halloween, Religione
Ultimo aggiornamento: Lunedì 24/10/2016 09:56

    Halloween, quali sono le origini e il significato di questa ricorrenza? Quando e cosa si festeggia? Misteriosa, coinvolgente e ‘magica’ quanto basta, Halloween – detta anche Festa delle streghe – è oggi una delle celebrazioni più sentite e diffuse al mondo. Ha assunto le tipiche forme macabre nella tradizione americana derivata, a sua volta, da quella molto più antica irlandese. Halloween, infatti, trae origine da riti celebrativi antichissimi, rintracciabili nell’Irlanda celtica, e corrisponde, con molta probabilità, al Samhain, una sorta di rituale con cui la popolazione salutava l’arrivo dell’inverno. Durante le migrazioni dell’Ottocento, la festa è stata ‘esportata’ negli Stati Uniti dove, grazie agli emigranti, è diventata la prima festa popolare e multietnica americana. Dagli anni Cinquanta ha coinvolto anche i bambini, col rito dei travestimenti e del simpatico motto ‘dolcetto o scherzetto‘. Negli ultimi decenni, infine, in America come in Europa, Halloween è diventata una festa fantasy, una sorta di carnevale macabro globalizzato, celebrato ormai in tutto il mondo. Ma cosa si festeggia? E come è nata l’usanza di celebrare Halloween la notte del 31 ottobre? Tra simboli e tradizioni, ecco dunque com’è cambiata, nel tempo, la Festa delle streghe, la storia di Halloween dalle origini ai giorni nostri.

    Come dicevamo, la festa di Halloween ha origini molto antiche: il significato risale, infatti, ai rituali druidici legati ai culti agresti con cui si esorcizzavano le paure ancestrali tipiche delle civiltà basate sull’agricoltura – paura di perdere i figli, il raccolto o paura delle calamità naturali – e con molta probabilità deriva dalla festa di Samhain, il capodanno celtico. Quando e cosa si festeggia con Halloween, dunque, rimanda ai miti dei Celti per i quali il nuovo anno iniziava il 1° novembre e con questo tipo di rituale celebravano la fine dell’estate salutando l’arrivo dell’inverno. La morte, in concerto con ciò che avveniva in natura, era il tema principale della festa, anche perché i Celti credevano che il 31 ottobre Samhain chiamasse a sé gli spiriti dei morti perché vagassero indisturbati sulla terra. Il rito di Samhain, dunque, univa la paura della morte all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno e associare Halloween alle tenebre, e dunque alla paura, è probabilmente legata all’atmosfera di questi riti, allegri da una parte, ma che introducevano, dall’altra, al periodo più buio e cupo dell’anno.

    Con la diffusione, durante il Medioevo, del Cristianesimo nelle terre celtiche, venne istituita la festa di Ognissanti (in Bretagna ‘All Hallows‘) da celebrare, ogni anno, proprio il giorno del 1° novembre. Sebbene non sia certo se volesse intenzionalmente sovrapporre la nuova festa alle celebrazioni pagane di Samhain, fu proprio la Chiesa cattolica a contribuire a dare ad Halloween il nome che porta: i popoli antichi, infatti, cominciarono a festeggiare Ognissanti anche la vigilia, la sera del 31 ottobre, dando alla festa il nome di ‘All Hallows’ Eve‘ (‘Sera di tutti i Santi‘), diventato successivamente Halloween.

    La vicinanza con la festa dei morti e l’origine dai culti Samhain – che aprivano un varco con l’aldilà lasciando che demoni e streghe vagassero sulla terra – contribuirono a dare ad Ognissanti quell’alone macabro che caratterizza ancora oggi il significato della festa. Antiche leggende narrano che a Napoli, ad esempio, il 1° novembre i cadaveri venissero tirati fuori dalle bare e ‘travestiti’, mentre in Bretagna la gente, in processione ai cimiteri, versasse sulle tombe del latte. Ancora oggi, in alcune zone del sud Italia le donne preparano del cibo da posare sulle finestre, da offrire ai morti nella notte di Halloween. Non solo. Nella vecchia Europa Ognissanti fu spesso anche la festa dell’abbondanza poiché coincideva, sul calendario, col periodo dell’anno in cui le dispense erano piene e ci si preparava, dopo il raccolto, ad un lungo momento di riposo. Per questo motivo, in alcune zone della Bretagna, Halloween-Ognissanti assunse lo spirito di festa allegra e gioiosa, con canti per strada, filastrocche, cibo e travestimenti.

    Come abbiamo visto, dunque, Halloween non nasce negli Stati Uniti, anche se la sua storia è particolarmente legata al continente americano. Con le migrazioni europee dell’Ottocento, infatti, le migliaia di irlandesi che giunsero nel Nuovo Mondo portarono con sé le tradizioni del folklore che, comprese quelle legate ad Halloween, condivisero con i diversi gruppi etnici che già vivevano oltreoceano. Ognuno di loro aggiunse alla festa le proprie influenze culturali – i tedeschi la loro stregoneria particolarmente vivace, gli africani le loro superstizioni, gli anglosassoni il loro gusto per il travestimento – diffondendo così una festa multietnica, nata dall’incontro di miti, leggende e tradizioni provenienti da culture diverse.

    Ragionando di cosa si festeggia ad Halloween, non possiamo non parlare del ‘legame’ di questa ricorrenza con i bambini: è diventata, infatti, (anche) la festa dei più piccoli quando, nel secondo dopoguerra, l’industria si accorse dell’enorme potenziale del commercio di articoli legati al mondo di Halloween: è in questo periodo che si diffonde la tradizione più famosa, quella del ‘Trick or Treat‘, ‘Dolcetto o scherzetto‘. L’usanza di lasciare del cibo sulla finestra per gli spiriti dei morti in segno di accoglienza, infatti, risale alle origini – era una delle tradizioni più antiche della festa – e quando negli anni Cinquanta la campagna caritatevole dell’Unicef ‘Dolcetto o scherzetto per l’Unicef’ coinvolse i bambini americani, ebbe così tanto successo che la festa si diffuse ben presto dalle periferie rurali in tutto il continente americano. E’ in questo periodo che nasce l’iconografia più famosa legata al mito di Halloween: tramonto, luci rossastre, travestimenti e il ghigno beffardo delle zucche intagliate, disposte, come da tradizione, sotto i portici delle case americane.

    Se da una parte è la festa del travestimento e della baldoria, dall’altra Halloween si porta dietro quell’alone di mistero che la caratterizza, spesso, come una festa malefica, sacrilega e, addirittura, diabolica. In realtà, ferme restando le origini pagane, Halloween ha ben poco di occulto se non il fatto che, soprattutto negli anni Ottanta – complice, secondo alcuni, il film di John Carpenter Halloween, La notte delle streghe – divenne l’obiettivo delle crociate delle chiese fondamentaliste americane che leggevano in essa un pretesto per inneggiare alla magia, alla stregoneria e, ovviamente, al satanismo. Per questo motivo la festa è diventata, soprattutto negli ultimi anni, sinonimo di caos e di terrore.

    Tra i simboli legati alla festa di Halloween – tutti, ovviamente, di natura macabra – la zucca è senza dubbio quello più rappresentativo: non sarebbe Halloween se non ci fosse il ghigno malefico di una zucca illuminata! Ma come nasce questa tradizione? Dalla leggenda di Jack O’ Lantern, un ubriacone irlandese che, sul punto di morire, riuscì a gabbare il diavolo in procinto di prendersi la sua anima. Jack allora, costretto a vagare sulla terra, intagliò una grossa rapa e vi mise dentro un carbone ardente per illuminare la strada. Gli immigrati irlandesi che portarono con sé le tradizioni della festa, non avendo rape ma zucche, cominciarono ad usare quest’ultime per tenere lontani gli spiriti dei defunti.

    Oltre alla zucca i simboli legati ad Halloween sono, com’è noto, anche le streghe, i pipistrelli, i gatti neri e tutto ciò che ha a che fare con la paura ed il sovrannaturale. Il pipistrello, ad esempio, forse perché vola di notte e vive nelle caverne, è collegato in diverse culture alla stregoneria e alla morte. Nel Medioevo, infatti, si riteneva che il diavolo, sotto forma di pipistrello aiutasse le streghe nei loro rituali magici. Come i pipistrelli anche i gatti neri si pensava fossero delle entità demoniache servitrici delle streghe.

    Concludiamo la nostra breve storia di Halloween – quando e cosa si festeggia, tra origini e significato – con un altro simbolo distintivo della festa, il colore. Il nero e l’arancio, infatti, sono le tinte tradizionali di Halloween: il nero, sacro alle entità pagane, per l’abilità di ostacolare il maligno assorbendone le energie negative, e l’arancio, essendo il colore dell’autunno, per il richiamo alle origini agresti della festa.

    1968

    Referendum costituzionale 2016

    PIÙ POPOLARI