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Premio Nobel, vincitori: da Carducci a Fo i venti italiani premiati

Premio Nobel, vincitori: da Carducci a Fo i venti italiani premiati
da in Cultura, Letteratura, Medicina, Poeti, Premio Nobel, Scienziati, Scrittori, Scrittrici, Rita Levi Montalcini, Salvatore Quasimodo
Ultimo aggiornamento: Venerdì 09/10/2015 17:45

    Oltre un secolo fa veniva istituito il Premio Nobel: i vincitori italiani sono stati una ventina, la maggior parte dei quali ha ricevuto il premio per la Medicina e per la Letteratura. Istituito in base al testamento di Alfred Nobel, il riconoscimento, dedicato a chi si adopera per apportare ‘considerevoli benefici all’umanità‘, è stato consegnato per la prima volta nel 1901: da allora, tra le decine di persone premiate, anche 20 nostri conterranei, tra cui Carducci, Fo e Rita Levi Montalcini. Tra gli italiani, anche cinque premiati col Nobel per la Fisica, uno solo quello per la Chimica ed un altro il Premio Nobel per la Pace. Ma chi sono i vincitori italiani del Premio Nobel? Guardiamoli più da vicino, nelle prossime pagine.

    E’ stato il primo italiano a ricevere il prestigioso riconoscimento, ancor prima di Carducci che, nello stesso anno, vinse il Premio Nobel per la Letteratura. Nato nel 1843 a Corteno (Bs) Camillo Golgi iniziò a studiare, dopo la laurea in medicina, il sistema nervoso scoprendo l’apparato reticolare che si occupa di selezionare, rielaborare ed esportare i prodotti cellulari. La tecnica da lui scoperta, l’impregnazione cromoargentica, è detta, infatti, metodo di Golgi, e permette la visualizzazione di tutte le cellule nervose. Insieme a lui, fu premiato anche Santiago Ramón y Cajal, proprio ‘per il lavoro di ricerca sulla struttura del sistema nervoso‘.

    Nel 1906, dunque, furono due gli italiani a cui fu assegnato il prestigioso premio: oltre a Golgi anche a Giosuè Carducci, che ricevette il Nobel per la Letteraturanon solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica‘. Nato nel 1835 a Valdicastello in Pietrasanta, in provincia di Lucca, Carducci è stato il primo italiano a ricevere il Nobel per la Letteratura, ma essendo all’epoca molto malato, non poté recarsi a Stoccolma per ritirare il premio.

    Ernesto Teodoro Moneta, giornalista e patriota milanese, è l’unico italiano ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Nato nel 1833 da un’agiata famiglia lombarda, appena quindicenne si distinse combattendo contro gli austriaci durante le Cinque Giornate di Milano. Dopo aver partecipato alle lotte risorgimentali la sua passione per il giornalismo prese il sopravvento e, oltre a dirigere per trent’anni il quotidiano milanese Il Secolo, fondò nel 1890 l’Unione Lombarda per la pace e l’arbitrato internazionale e il periodico La Vita Internazionale. Il Nobel gli fu assegnato insieme al giurista Luis Renault.

    La geniale intuizione di Marconi, di sfruttare le onde elettromagnetiche per inviare dei segnali vocali, non solo gli è valso il Nobel per la Fisica nel 1909, ma permette oggi al mondo intero di comunicare: è solo grazie alle sue scoperte, infatti, che hanno preso vita aggeggi come radio, tv, telefoni e compagnia bella. Nato a Bologna nel 1874, Marconi inviò per la prima volta un segnale a due chilometri di distanza poco più che ventenne e, a 35 anni, senza diplomi né lauree ma studiando da autodidatta, arrivò al Nobel per la Fisica per il prezioso ‘ contributo nello sviluppo della telegrafia senza fili‘.

    Tra i vincitori italiani del Premio Nobel c’è anche Grazia Deledda, l’unica donna – insieme alla Montalcini – ad aver ricevuto il riconoscimento dell’Accademia svedese. La scrittrice sarda più conosciuta al mondo ricevette il premio ‘per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano‘. Nata a Nuoro nel 1871, era convinta, a causa del forte influsso che il dialetto e la cultura della sua terra ebbero sulla sua formazione, di ‘non avere il dono della buona lingua‘, sebbene scrisse tantissimo: 350 novelle, 35 romanzi e parecchie poesie.

    Terzo italiano a ricevere il Nobel per la Letteratura, Luigi Pirandello fu premiato per ‘il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale‘. Grande scrittore e drammaturgo, nacque ad Agrigento nel 1867. Dopo la laurea in Lettere cominciò ad interessarsi al teatro raggiungendo la fama con Sei personaggi in cerca d’autore – dramma, tra l’altro, prima fischiato a Roma e poi acclamato a Milano. La consacrazione ufficiale però arriva con l’Enrico IV, un’opera teatrale portata in scena nel 1922.

    All’età di 37 anni Enrico Fermi ricevette il Nobel per la Fisica grazie alla scoperta della radioattività artificiale prodotta da irradiazione neutronica. Questa, infatti, la motivazione del premio: ‘l’identificazione di nuovi elementi della radioattività e la scoperta delle reazioni nucleari mediante neutroni lenti‘. Nato nel 1901, a soli ventun anni si laureò in fisica a Roma, per trasferirsi successivamente negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali fasciste. Famoso per gli studi sulla meccanica quantistica e sulla fisica nucleare, realizzò il progetto per il primo reattore nucleare a fissione.

    Di origini svizzere, Daniel Bovet vinse il Nobel per la Medicina e la Fisiologia per aver contribuito, con le sue ricerche, alla creazione di una nuova farmacologia, migliorando l’efficacia di terapie a base di antistaminici e di composti usati come anestesie. Durante i suoi studi si occupò anche di chemioterapie e di biochimica.

    Ancora un Nobel per la Letteratura tra i vincitori italiani designati dall’Accademia svedese: è Salvatore Quasimodo, nato a Modica nel 1901 e tra i più importanti poeti del Ventesimo Secolo. Autore di capolavori come Ed è subito sera, vinse il premio ‘per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi‘, battendo il suo ‘rivale’ dell’epoca Giuseppe Ungaretti.

    Sempre nel ’59, fu un altro italiano a vincere il Premio Nobel: Emilio Gino Segrè, uno dei Ragazzi di via Panisperna, il gruppo di giovani fisici che collaborava con Fermi all’Università La Sapienza di Roma. Il Nobel per la Fisica gli fu assegnato insieme a Owen Chamberlain col quale, nel 1955, scoprì una particella dell’antimateria nota con il nome di antiprotone.

    Originario della provincia di Imperia, Giulio Natta è stato l’unico italiano a vincere il Premio Nobel per la Chimica. Il riconoscimento, ricevuto insieme al chimico tedesco Karl Ziegler, è stato assegnato per la scoperta del polipropilene isotattico. Una scoperta davvero rivoluzionaria visto che si tratta della plastica leggera con cui sono fatti tutti i contenitori e gli utensili da cucina.

    Laureatosi in medicina a Torino, dove nacque nel 1912, Salvatore Luria è stato un pioniere dello sviluppo della genetica moderna – i suoi studi, infatti, sono stati fondamentali per la creazione di discipline come la genetica batterica e la virologia. Ricevette il Nobel insieme ai colleghi Max Delbrück e Alfred Hershey, per le ricerche sulla mutabilità e sulla moltiplicazione dei virus.

    Anche nel ’75 furono due gli italiani a ricevere il Premio istituito da Alfred Nobel, tra cui Renato Dulbecco, famoso per la sua apparizione, tra altro, al primo Sanremo condotto da Fabio Fazio. Calabrese di nascita, ha svolto la maggior parte delle sue ricerche nei più importanti istituti universitari americani, diventando uno degli scienziati più importanti nella lotta contro i tumori – sua la scoperta, che gli valse il Nobel, delle interazioni tra i virus cancerogeni e il materiale genetico della cellula. Grazie alle sue ricerche, inoltre, è stato possibile produrre un vaccino contro la poliomielite ed ampliare gli studi sulla mappatura del patrimonio ereditario umano.

    L’altro italiano a vincere il Nobel nel 1975 fu Eugenio Montale, tra i poeti più amati del Novecento, famoso per la sua poetica del male di vivere. Nato a Genova nel 1896, vinse il Nobel per la Letteratura ‘per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni‘.

    Ancora un Nobel italiano per la Fisica, con Carlo Rubbia insignito del riconoscimento ‘per il contributo determinante all’ampio progetto che ha portato alla scoperta dei campi di particelle W e Z, indicatori dell’interazione debole‘. La sua ricerca, infatti, si è concentrata soprattutto sullo studio delle particelle elementari, sui neutrini cosmici e sulla materia oscura. Attualmente dirige l’International Centre for Theoretical Physics di Trieste e nell’agosto del 2013 è stato nominato senatore a vita.

    Unico italiano a vincere il Nobel per l’Economia, anche Franco Modigliani, come molti suoi illustri colleghi, portò avanti le sue ricerche soprattutto oltreoceano. Scomparso nel 2003 all’età di 85 anni, fu insignito con il premio della Banca di Svezia per le Scienze Economiche ‘per i suoi studi pionieristici sulle analisi del risparmio e sui mercati finanziari‘.

    Dopo la Deledda, Rita Levi Montalcini è stata la seconda donna tra i vincitori italiani del Premio Nobel. Torinese di nascita, dedicò la sua vita allo studio delle cellule nervose identificando il fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF) – fondamentale per la cura di malattie neurologiche degenerative – che gli valse il Nobel per la Medicina nel 1985. La motivazione del premio, ricevuto insieme a Stanley Coehn, recita, tra l’altro: ‘La scoperta dell’NGF all’inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo‘.

    Regista, autore teatrale e grande conoscitore della Commedia dell’Arte, Dario Fo ha ricevuto il Nobel della Letteraturaperché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi‘. Con il suo teatro ironico e dissacrante, infatti, Fo ha sempre cercato di combattere, come ‘un moderno giullare’, qualsiasi forma di sopruso e di potere.

    Originario di Genova (dove nacque nel 1931) ma naturalizzato americano, Riccardo Giacconi ha ricevuto il Nobel per la Fisica insieme a Raynond Davis e Masatoshi Koshiba per gli studi sulla zona non visibile dello spettro magnetico e per la ricerca sulle prime sorgenti cosmiche a raggi X. Nel 1970, infatti, Giacconi si è occupato del lancio del primo satellite impegnato in astronomia a raggi X (l’Uhuru) che ha portato alla scoperta di sorgenti cosmiche mai rilevate prima.

    L’ultimo, in ordine cronologico, dei vincitori italiani del Premio Nobel è Mario Capecchi, insignito del riconoscimento per i suoi studi sulle cellule staminali embrionali. Nato a Verona nel 1937, e trasferitosi poi negli Stati Uniti, è tra i massimi esperti del ‘gene targeting‘, delle tecnica specifica che serve a disattivare dei particolari tipi di geni. A ricevere il Nobel per la Medicina con Capecchi anche Martin Evans e Oliver Smithies.

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