Oriana Fallaci: i libri più belli

Oriana Fallaci: i libri più belli
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18/01/2016 14:51

    Oriana Fallaci bianco nero

    Oriana Fallacii suoi libri più belli nelle prossime pagine – oltre ad essere una delle penne più illustri del giornalismo italiano, è tra le figure intellettuali più affascinanti del XX secolo. Conosciutissima ed apprezzata anche all’estero, ha trascorso la sua vita perennemente ‘in prima linea’, testimoniando guerre, cambiamenti sociali e trasformazioni culturali. Spesso controcorrente ed in polemica con le istituzioni, è stata, prima che giornalista, scrittrice brillante, anticonformista e molto poco ‘politically correct‘, cosa che, se da una parte l’ha resa oggetto di attacchi e di forti contestazioni, dall’altra l’ha innalzata nell’Olimpo degli autori più grandi della letteratura italiana. Tra i suoi libri più belli ne abbiamo scelti alcuni, quelli che, secondo noi, varrebbe assolutamente la pena di leggere.

    Tra i libri più belli di Oriana Fallaci, Lettera ad un bambino mai nato è anche uno dei più famosi. Scritto nel 1975 in forma epistolare, è il monologo doloroso di una donna che vive la maternità non già come un dovere ma come un atto responsabile. Tormentata dal dubbio di avere un figlio in un mondo sconvolto dall’odio, dalla violenza e dalla guerra, concede al bimbo stesso il diritto di voler nascere o meno, imbastendo un vero e proprio processo a cui prende parte una giuria che comprende genitori, medici e datori di lavoro. Il libro prese spunto da un’inchiesta sull’aborto commissionata dall’allora direttore dell’Europeo, ma è molto probabile – come dichiarato dal nipote Edoardo Perazzi – che la genesi fosse di natura autobiografica – ovvero, un aborto spontaneo accorso alla scrittrice nel 1967.

    Se il sole muore è un reportage pubblicato per la prima volta da Rizzoli nel 1965, in cui la scrittrice intervista alcuni astronauti statunitensi, impegnati in una missione spaziale. Tra delusioni ed aspettative – che il mondo della scienza porta con sé – la Fallaci descrive le vicende immaginando un confronto con le idee del padre: da una parte, la materialità della terra e di ciò che, per generazioni intere, ha dato vita all’umanità; dall’altra, le riflessioni profonde di una scrittrice ‘proiettata nel futuro’, dove la conquista della Luna diventa il pretesto per esaltare il progresso e la ‘genialità’ del genere umano.

    Non solo è uno dei libri più belli e più letti della Fallaci ma Un uomo è anche uno dei capolavori della letteratura contemporanea. Pubblicato nel 1979, descrive la lotta di un uomo e l’amore disperato di una donna: lui è Alekos Panagulis, eroe della lotta greca contro la tirannia degli anni Settanta; lei è la stessa Fallaci che rimase al suo fianco fino alla morte, avvenuta in un misterioso incidente stradale, il primo maggio del 1976. Una storia autobiografica vissuta e raccontata con coraggio, ribellione, ideali e, soprattutto, profondo amore.

    Pubblicato da Rizzoli nel 1990, Insciallah è ambientato nel Libano degli anni ottanta quando, in piena guerra civile, le forze internazionali, tra le quali anche l’Italia, si trovano ad intervenire nel conflitto. Descrivendo le vicende comuni e personali dei componenti del contingente italiano – dagli attentati di Beirut al ritorno in patria – la Fallaci ci regala uno spaccato della società italiana denunciando, al contempo, il fondamentalismo arabo e la stupidità della guerra. Il titolo, Insciallah, fa riferimento ad un modo di dire tipico del posto che significa ‘sia fatta la volontà di Dio‘.

    E’ il primo romanzo narrato di Oriana Fallaci, pubblicato nel 1962 dalla Casa Editrice Rizzoli. La protagonista è Giò, una ragazza intraprendente ed emancipata che lascia l’Italia per raggiungere gli Stati Uniti. Qui, lavorando come creatrice di soggetti cinematografici, sembra felice e spensierata fino a quando, dal passato, riemerge una sua vecchia fiamma, Richard, un ragazzo che ha ospitato in casa sua ai tempi della guerra. Tra passioni, angosce, paure e timori, Giò arriverà con fatica, a dare un senso alla sua vita, a ricomporre la sua identità e a scoprire, rimanendone scioccata, le ragioni dello strano comportamento di Richard.

    Tra i libri più belli di Oriana Fallaci non poteva mancare Un cappello pieno di ciliege, pubblicato postumo nel 2008 e considerato dai più come il capolavoro assoluto della giornalista e scrittrice toscana. Il libro descrive e ricostruisce la storia della sua famiglia, tra il 1773 e il 1889, inquadrandone lo specifico contesto storico come se fosse il reale protagonista del libro. La Fallaci ha lavorato alla stesura di quest’opera per oltre dieci anni, interrompendo il lavoro in seguito agli attentati dell’11 settembre. Dopo la morte della scrittrice è stato il nipote Perazziche ha curato, tra l’altro, anche il volume Oriana Fallaci. In parole e immagini – a curarne la pubblicazione seguendo, come ha dichiarato lui stesso, le precise disposizioni lasciate dalla scrittrice, sia riguardo al titolo che all’intero testo del libro.

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