I 9 migliori libri in lingua inglese: i romanzi più letti di sempre

I 9 migliori libri in lingua inglese: i romanzi più letti di sempre
da in Cultura, J.K. Rowling, Letteratura, Premi letterari, Premio Pulitzer, Romanzi, Scrittori, Scrittrici, J.R.R. Tolkien
Ultimo aggiornamento: Lunedì 21/09/2015 15:39

    Quali sono i 9 migliori libri in lingua inglese? Tra i romanzi anglosassoni più letti (e più belli) di sempre, non mancano certo i grandi classici della letteraturaGulliver, Cime tempestose, tanto per citarne due – ma, tenendo conto che ogni momento storico ci regala qualcosa di unico e di straordinario, anche gli ultimi decenni hanno visto il fiorire di opere entrate a pieno titolo tra le più belle scritte in lingua inglese. Premesso che ogni lettura è assolutamente personale, e il giudizio di un libro cambia a seconda della sensibilità e della percezione di ognuno, abbiamo selezionato 9 libri tra quelli che riteniamo i migliori scritti in inglese, i più belli della letteratura anglosassone, classica e contemporanea. Il tutto nelle prossime pagine, sfogliatele con noi.

    Non potevamo non cominciare con uno dei più grandi classici della letteratura mondiale, Il Signore degli Anelli, la celeberrima saga epico-fantasy scritta da JRR Tolkien tra il 1954 e il 1955. Il romanzo – composto da tre episodi – è ambientato nell’immaginaria Terra di Mezzo e narra di un gruppo di persone alla ricerca del terribile Anello del Potere. Se, infatti, tornasse nelle mani del suo malvagio creatore, quest’ultimo avrebbe il potere di dominare su tutta la Terra. Capolavoro assoluto per stile, linguaggio e soggetto narrato, Il Signore degli Anelli ha esercitato, nel corso degli anni, una grande influenza culturale e mediatica, ottenendo enorme consenso sia da parte del pubblico che della critica.

    Torniamo in tempi decisamente più recenti, con 666. Io sono il diavolo, scritto nel 2003 da Glen Duncan, scrittore inglese di origine indiana. La storia, ambientata in un mondo prossimo alla fine, narra di Dio che offre a Lucifero la possibilità di redimersi: potrà incarnarsi per un mese nel corpo di un essere umano, conducendo però una vita irreprensibile. Lucifero, a cui poco importa redimersi, sceglie il corpo di Declan Gunn, uno scrittore fallito che pensa al suicidio. Tra peccato e trasgressione assoluta, il demone decide di raccontare al mondo la verità della sua ribellione, da Adamo ed Eva al peccato originale, svelando finalmente la ragione che lo condusse alla decisione finale: abbandonare per sempre il Paradiso.

    Nel Mattatoio n.5, o La crociata dei Bambini, Kurt Vonnegut racconta, attraverso la vicenda ‘semi-seria’ del protagonista, la propria prigionia in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra le opere-chiave del pacifismo moderno, narra di Billy Pilgrim che dall’America arriva in Europa per liberarla dal flagello nazista. Caduto nelle mani dei tedeschi, assiste al bombardamento di Dresda da una grotta scavata nella roccia: al di sopra vi è un macello in disuso, il Mattatoio n.5, grazie al quale riesce a salvarsi.

    Tra i migliori libri in inglese ancora un altro grande classico della letteratura anglosassone: I viaggi di Gulliver, scritto nel 1726 da Jonathan Swift che, tra satira e fantasia, descrive le abitudini della Francia e dell’Inghilterra del XVIII secolo. Ogni viaggio del fantomatico Gulliver, infatti, che l’autore descrive parodiando i resoconti di viaggi avventurosi tipici del tempo, è in realtà il pretesto per deridere la politica, il potere, la società ed i vizi dei suoi contemporanei, in una sorta di allegoria che riguarda, alla fine, l’animo umano in generale.

    Uscito nel ’58 con il titolo di Things Fall Apart, è considerato il romanzo più importante di tutta la letteratura africana – l’autore, infatti, è il nigeriano Chinua Achebe. Racconta, attraverso le avventure di Okonkwo, un’epoca di fondamentale importanza per l’Africa, la transizione fra la cultura tradizionale e quella occidentale, imposta dai colonizzatori. Scritto in lingua inglese, il libro contiene diverse espressioni (intraducibili) tratte dalla lingua igbo e dal 2002, fa parte della lista dei 100 libri migliori di tutti i tempi, compilata dalla Norwegian Book Club.

    Ancora una saga fantasy tra le opere in inglese considerate le migliori di sempre. E’ quella firmata da JK Rowling che ha per protagonista Harry Potter, il maghetto della Scuola di Hogwarts, entrato di diritto nell’immaginario collettivo mondiale. La serie, composta da 7 libri, è ambientata nell’Inghilterra degli anni Novanta e descrive le avventure di Harry insieme ai suoi inseparabili compagni Ronald ed Hermione. Tra i romanzi più venduti e più tradotti di sempre, sono al primo posto nella Lista dei libri più contestati del XXI secolo dell’American Library Association.

    Pubblicato in versione originale nel 1982, Il colore viola, della statunitense Alice Walker, è uscito in Italia nel 1984. Ambientato nella prima metà del XX secolo, è la storia drammatica di una donna afroamericana, Celie, raccontata attraverso le lettere che lei stessa ha scritto a Dio e alla sorella scomparsa, dalla quale, si scoprirà poi, è stata separata anni prima. Vincitore del Premio Pulitzer per la Narrativa nel 1983, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed ha ispirato l’omonimo film, interpretato da Whoopi Goldberg, per la regia di Steven Spielberg.

    Arundhati Roy, scrittrice indiana nonché attivista politica impegnata nella lotta anti-globalizzazione, è l’autrice di questo straordinario romanzo vincitore, nel 1997, del premio Booker Prize. La storia è quella di Estha e Rahel, gemelli di sette anni che vivono dalla nonna, insieme alla mamma divorziata, allo zio Chacko e alla vecchia prozia (nubile) Baby Kochamma. Un giorno di dicembre del 1969, in occasione del Natale, arrivano in casa Margaret, ex moglie di Chacko, e la sua bambina Sophie Moll che, protagonista di una serie di eventi, cambierà il destino dei gemelli e dell’intera famiglia.

    Concludiamo la nostra selezione dei 9 migliori libri scritti in inglese, con un altro bel romanzo dal titolo Amatissima, pubblicato nel 1987 e vincitore del Premio Pulitzer l’anno successivo. L’autrice è Toni Morrison, Premio Nobel per la Letteratura, che, per il suo romanzo, si è ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto: nel 1855 la schiava Margaret Garner, fuggita in Kentucky, decide, accorgendosi che presto sarà nuovamente catturata, di uccidere la figlia, evitando così che la stessa passi attraverso gli orrori della schiavitù.

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