Pompei, scavi sempre più distrutti: tutti i crolli e gli scempi

Pompei, scavi sempre più distrutti: tutti i crolli e gli scempi
da in Beni Culturali, Cultura, Scavi di Pompei, Vandalismo
Ultimo aggiornamento: Martedì 15/03/2016 18:36

    Gli scavi di Pompei sono un gioiello della storia d’Italia, una meraviglia del mondo che potrebbe trainare l’economia nazionale, non solo quella campana, e che invece sono diventati un emblema di come la politica sia stata incapace di gestire ciò che è stato conservato dopo la tragica e devastante eruzione del 79 dopo Cristo. Il sito archeologico, negli anni, ha visto aumentare i danni strutturali dovuti all’incuria e alla mancanza di fondi, ma purtroppo si sono verificati anche molti atti vandalici e furti, uno dei tanti motivi per vergognarsi di essere italiani. Vediamo di seguito i crolli a Pompei avvenuti nella storia recente, ma anche tutti gli altri scempi che hanno impoverito l’identità della preziosa città sepolta.

    Il gruppo Anima vesuviana su Facebook ha fatto girare la foto di un’antica fontana di Pompei di duemila anni fa modificata con un rubinetto di plastica al posto del solito tubo di rame. La Soprintendenza ha poi fatto sostituire il rubinetto con un altro più ”adeguato”.

    Nel 2014 un frammento di 36×44 centimetri di un affresco di Pompei è stato messo in vendita su eBay da una casa antiquaria online australiana, prima che l’annuncio fosse cancellato. L’elemento raffigurava un motivo geometrico, con croci e punti alternati rossi e neri, su uno sfondo color crema, datato primo secolo dopo Cristo.

    Nel 2012 è crollato l’intonaco dell’atrio della domus della Venere in Conchiglia. Le cause sono state imputate al maltempo, ma è chiaro che il sito non era protetto abbastanza dagli agenti atmosferici.

    Nel 2011 è crollato un pilastro del giardino esterno della casa di Loreio Tiburtino, situato nella Insula della II della II Regio.

    Nel 2010 la domus del Gladiatori, la Schola Armaturarum, ossia l’armeria dei Gladiatori è crollata a causa delle abbondanti piogge. L’edificio ospitava gli armadi di legno dove venivano conservate le armi, mai ritrovate, dei gladiatori.

    Nel 2010 è venuto giù un muretto del giardino della Casa del Moralista, un’abitazione che si trovava accanto alla Schola Armatorum di via dell’Abbondanza. Proprio questa parte dell’edificio era stata ricostruita a seguito dei bombardamenti del 1943.

    Nel 2010 un muro della casa di Trebio Valente, poco distante dalla Schola Armatorum è crollato per mancanza di manutenzione.

    Come se non bastassero 29 crolli in cinque anni, Pompei ha dovuto subire anche numerosi furti di opere d’arte. Nel marzo 2014 è stata trafugata una porzione di affresco raffigurante Artemide del diametro di 30 centimetri. Apparteneva a un quadretto ritraente anche Apollo che decorava uno dei cubicoli della Casa di Nettuno, la domus numero 3 della regio VI, insula 5, sulla via Consolare.

    Il 4 giugno 2014 i carabinieri hanno arrestato un georgiano che aveva appena asportato tre porzioni di un mosaico della Domus di Trittolemo, in pieno giorno e durante l’orario di apertura. Due mesi dopo è stato arrestato un francese che voleva portarsi a casa dei frammenti di intonaco dipinto in rosso pompeiano. A settembre è stata recuperata a Roma una porzione di capitello rubata a Pompei, probabilmente da due turisti americani.

    Il 22 settembre un ragazzino australiano prende a calci una parete della Domus Ara Massima. Il mese dopo un turista delle Isole Fiji incide il suo nome sull’intonaco rosso della Casa di Marco Lucrezio Stabia. Un turista portoghese viene sorpreso dai carabinieri qualche giorno dopo mentre incide con una pietra lavica appuntita la scritta Portugal su un marmo dell’edificio Macellum.

    Il 23 dicembre 2014 un visitatore giapponese, dopo essere entrato nella domus Cornelia, violando un divieto tocca una porzione di intonaco di epoca romana. Già precario a causa di vecchie infiltrazioni, una porzione di circa mezzo metro si stacca e cade a terra.

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