Andrea Camilleri, i libri più belli del papà di Montalbano

Andrea Camilleri, i libri più belli del papà di Montalbano
da in Andrea Camilleri, Case editrici, Cultura, Letteratura, Libri, Mondadori, Salvo Montalbano, Luca Zingaretti
Ultimo aggiornamento: Lunedì 07/09/2015 14:26

    Andrea Camilleri: quali sono i suoi libri più belli? Il papà di Montalbano compie novant’anni – è nato il 6 settembre del 1925 – ma alla narrativa, e poi dopo al successo, arriva molto tardi, negli anni Settanta, quando, a margine del suo lavoro di sceneggiatore e regista teatrale, scrive romanzi e racconti di poco conto. Non immaginava che, a distanza di un ventennio, sarebbe diventato uno degli scrittori italiani più amati di sempre. Il successo, infatti, arriva tra il ’92 e il ’94 con La stagione della caccia e, soprattutto, con La forma dell’acqua, il romanzo che inaugura la fortunata serie dedicata al commissario Montalbano. Detective all’italiana o, per meglio dire, alla siciliana, Salvo Montalbano porta un nome che è l’omaggio a Manuel Vàzquez Montalbàn, giallista catalano creatore, a sua volta, di un altro illustre poliziotto, Pepe Carvalho. Grazie alla sua verve narrativa, alla straordinaria creatività, alle intuizioni stilistiche geniali – come l’uso, costante, del dialetto – Andrea Camilleri ha creato storie e personaggi indimenticabili che, entrando nell’immaginario collettivo, hanno cambiato il genere del giallo all’italiana. In occasione del suo compleanno, vogliamo rendergli omaggio con una breve selezione di libri quelli che, a nostro avviso, sono tra i più belli, ricordando che lo scrittore, conosciuto da tutti come il papà di Montalbano, è in realtà autore di tantissime opere, tra saggi, romanzi e un’infinità di racconti. Vediamo, dunque, quali sono i libri più belli di Andrea Camilleri.

    Come dicevamo, La stagione della caccia è il primo successo editoriale di Andrea Camilleri. Pubblicato nel 1992 nei ‘Quaderni della Biblioteca siciliana di storia e letteratura‘ targati Sellerio, è ambientato nella Vigata dell’Ottocento ed ha come protagonista uno strano farmacista, Alfonso La Matina detto Fofò, figlio del giardiniere di una illustre famiglia, i Peluso, proprietaria di un giardino di erbe miracolose. A poco a poco, però, i componenti della famiglia cominciano a morire, tutti tranne una, ‘Ntontò. Dalla trama intricatissima ma estremamente fluida, il romanzo scorre sospeso tra amore e vendetta, per un risultato straordinario che ha messo subito d’accordo pubblico e critica.

    La forma dell’acqua, invece, è il primo romanzo con protagonista Salvo Montalbano, pietra miliare di una fortunata serie a cui sono affezionati milioni di lettori. La storia ruota attorno alla morte di un noto esponente politico locale, l’ingegner Luparello, il cui corpo, abbandonato in una discarica, viene ritrovato da due netturbini. Montalbano è convinto che si tratti di un omicidio, architettato così bene da assumere una forma perfetta, come quella dell’acqua in un contenitore. Ad aiutarlo a risolvere l’intricato caso, però, saranno due donne: la fidanzata Livia e Ingrid, accusata, a sua volta, di aver commesso il delitto.

    Secondo della serie dedicata al commissario di Vigata, Il cane di terracotta si annovera, a detta di molti, tra i romanzi più belli e ‘romantici’ di Camilleri. Sulla scia di un’indagine su un traffico di armi di stampo mafioso, Montalbano giunge in una caverna che nasconde, oltre alle armi, anche una altro segreto: qui, infatti, giacciono i cadaveri di due amanti, abbracciati e sorvegliati da un cane di terracotta. Svelati i nomi dei due giovani, il commissario cerca di ricostruire gli avvenimenti, scoprendo una storia appassionante che lo riporta indietro nel tempo.

    Pubblicato da Mondadori nel 2000, La scomparsa di Patò è considerato come uno degli esempi più alti della verve narrativa di Andrea Camilleri. Ambientato anch’esso nella Vigata di fine Ottocento, racconta della misteriosa scomparsa, durante la sacra rappresentazione del Venerdì Santo, del ragionier Antonio Patò, uomo integerrimo ed amorevole padre di famiglia. Cosa sarà successo? Scritto alla stregua di un dossier giornalistico, il romanzo è ricco d’ironia e di trovate esilaranti con le quali l’autore descrive i (mal)costumi dell’epoca insieme a quelli della società contemporanea.

    Definito come un romanzo storico La concessione del telefono è un’altra delle opere camilleriane la cui trama, costruita su un intreccio assurdo, conferma l’abilità stilistica del suo autore. Scritto in due ‘forme’ diverse – ‘le cose scritte‘, lettere, bigliettini, articoli, tutti riportati tipograficamente nel testo, e ‘le cose dette‘, ossia i dialoghi tra i personaggi, concepiti a mo’ di copione teatrale – il romanzo narra di un piccolo commerciante di legnami, Filippo Genuardi, che invia una lettera al prefetto per l’installazione di una rete telefonica privata. Non ottenendo risposta, si rivolge ad uno dei capi della mafia locale al quale fa, tra l’altro, delle importanti rivelazioni. Sullo sfondo della Sicilia di fine Ottocento Camilleri descrive, tra il comico ed il grottesco, lo scontro tra la burocrazia e le tradizioni della sua terra, dando vita ad un romanzo surreale che è, al contempo, una straordinaria commedia degli equivoci.

    Tra i libri più belli di Camilleri vale la pena segnalare anche L’odore della notte che, come molti altri romanzi dedicati a Montalbano, è approdato in televisione con Luca Zingaretti nel ruolo del commissario. Pubblicato da Sellerio nel 2001, racconta di un caso (anomalo) sul quale Montalbano si ritrova ad indagare: la morte di un grosso truffatore siciliano che ingannava i vecchietti spillando loro denaro per avviare fantomatici investimenti.

    Donne, invece, pubblicato da Rizzoli nel 2014, non è un romanzo vero e proprio ma un’antologia che raccoglie 39 ritratti di donna, scelti tra quelle che hanno avuto un’importanza particolare nella vita dello scrittore. Si parla di Beatrice, Giovanna d’Arco e Nefertiti così come dell’amata nonna, dell’amica Elvira Sellerio e di Ingrid, una giovane svedese con cui Camilleri ebbe un flirt in gioventù. Un tenero omaggio all’universo femminile per un libro che, in stile squisitamente cammilleriano, non ne tradisce il piglio investigativo e si presenta ricco di aneddoti, ironia e grande saggezza.

    Concludiamo la nostra carrellata dei libri più belli di Andrea Camilleri con un altro grande classico dedicato a Salvo Montalbano. La vampa d’agosto, pubblicato nel 2006, è il decimo romanzo con protagonista il commissario di Vigata alle prese, stavolta, con un’indagine dagli strani risvolti: dopo un’invasione di scarafaggi, di topi e di ragni di un villino sul mare in affitto ad una famiglia di genovesi, il piccolo di casa scompare misteriosamente. Nella ‘vampa’ torrida del mese più caldo dell’anno, il commissario Montalbano indaga sul caso, scoprendo un misterioso cunicolo e, manco a dirlo, il cadavere di una ragazza di cui da sei anni non si hanno più notizie. Un Montalbano d’annata assolutamente da non perdere.

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