Fumetti italiani più costosi di sempre: la classifica dei più belli

Fumetti italiani più costosi di sempre: la classifica dei più belli
da in Cultura, Fumetti, Topolino
Ultimo aggiornamento: Giovedì 20/08/2015 11:41

    Fumetti italiani più costosi di sempre: ecco la classifica dei più belli. Possedere dei numeri rari degli albi che hanno fatto la storia del fumetto italiano è il sogno di tutti i collezionisti ma trovarli, spesso, si rivela un’impresa piuttosto ardua: oltre alla difficoltà nello scovare gli ‘introvabili’, e ai prezzi che spesso sono da capogiro, c’è il rischio di incappare in pessimi affari visto che, sovente, vengono spacciati per originali fumetti che in realtà non lo sono. Contraffazioni a parte, quello che prima veniva chiamato ‘hobby da carta straccia‘ – o ‘mercato delle carte povere’, quello, per intenderci, che comprende anche le locandine dei film, i santini, gli album di figurine, etc – è oggi un vero e proprio business che coinvolge, oltre ai nostalgici, anche studiosi, giornalisti e giovanissimi. Ma cos’è che rende ‘appetibile‘ un albo? In primo luogo la rarità – determinata dal fatto che molti dei fumetti più ‘antichi’ (vedi, ad esempio, i primissimi numeri di Topolino) erano realizzati con carta facilmente deteriorabile – poi l’integrità – niente pagine mancanti, strappi, macchie e compagnia bella – e, infine, la richiesta. In base a questi tre elementi si determina il valore, e dunque il costo, di un fumetto. L’Italia, com’è noto, ha una tradizione di tutto rispetto per quanto riguarda il mondo dei comics, tanto che molti dei numeri più vecchi di Tex, Zagor, Diabolik e via dicendo hanno raggiunto cifre esorbitanti. Noi abbiamo provato a stilare una classifica, quella dei fumetti italiani più costosi, e più belli, di sempre: nelle prossime pagine, sfogliatele con noi.

    Creato nel 1974 da Silver (nome d’arte di Guido Silvestri) Lupo Alberto è il personaggio principale tra gli animali che popolano la fattoria Mckenzie. Metafora dell’uomo comune rappresenta, insieme ai suoi amici – la gallina, nonché sua fidanzata, Marta, il cane Mosè, con il quale è in continua lotta, ed Enrico la Talpa – uno spaccato della società italiana. Famosissimo nel corso degli anni, è diventato una vera e propria icona pop soprattutto negli anni Novanta.

    Deboroh La Roccia è l’alter ego di Rat Man, nato dalla matita di Leo Ortolani come parodia dei supereroi americani, in particolare Batman. Maldestro e imbranato – si caccia continuamente nei guai – in realtà Rat Man non ha nulla di ‘supereroico’, se non un’immensa ammirazione per gli eroi in calzamaglia. E’ tra i fumetti italiani più ‘giovani’ – è nato nel 1989 – ed è diventato un vero e proprio fenomeno di costume grazie al suo umorismo accattivante, ai continui rimandi ai comics di supereroi più famosi e alla cultura pop in generale. Attualmente è tra i personaggi più amati del panorama fumettistico italiano.

    Creato da Franco Bonvicini, meglio conosciuto come Bonvi, Sturmtruppen è tra i grandi classici del fumetto italiano e rappresenta una versione ‘satirica‘ della Seconda Guerra Mondiale vista attraverso gli occhi delle truppe tedesche. Il fumetto fece la sua prima apparizione nel 1968 sul quotidiano romano Paese Sera, per continuare fino al 1995, anno della prematura scomparsa del suo autore. Protagoniste delle strisce appunto le Sturmtruppen, un reparto di truppe d’assalto dall’inconfondibile accento tedesco – o, per meglio dire, italiano ‘germanizzato’ – alle prese con le difficoltà della guerra e con la severità/pazzia dei generali comandanti. Tra i comics all’italiana più amati, il fumetto mescola abilmente elementi surreali a situazioni grottesche e demenziali.

    Alan Ford è uno dei fumetti comico-satirici meglio riusciti nel panorama dei comics di casa nostra. Creato nel 1969 da Magnus (Roberto Raviola) e da Max Bunker (Luciano Secchi) – rispettivamente ‘matita’ e ‘mente’ della striscia – il fumetto narra le vicende di un gruppo di improbabili agenti segreti denominato Gruppo TNT che rappresenta, tra umorismo ed avventura, la parodia della società italiana con tanto di critica e di satira del costume. E’ il fumetto italiano a sfondo umoristico-sociale più longevo, tanto che molti dei suoi protagonisti – dall’ingenuo Alan al cleptomane Conte Oliver – sono ormai entrati nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati del settore.

    Tra i fumetti italiani più costosi, ricercati e belli non poteva certo mancare uno dei capolavori dell’arte fumettistica di casa nostra, Corto Maltese, il marinaio giramondo uscito dalla straordinaria matita di Hugo Pratt. Esordì nel nel 1967 ed è, a tutti gli effetti, il primo esempio di graphic novel italiana – invece che negli albi, le avventure di Corto Maltese sono narrate in veri e propri racconti. Ambientate all’inizio del Novecento, le storie del marinaio originario de La Valletta lo portano in giro per il mondo spesso alla ricerca di misteriosi tesori nascosti.

    Il Corriere dei Piccoli è stata la prima rivista italiana interamente dedicata ai fumetti. Apparve per la prima volta nel 1908 come supplemento del Corriere della Sera, ed il primo numero è stimato, attualmente, intorno ai 1500/2000 euro. Lettura di riferimento per bambini e ragazzi, la rivista conteneva, oltre a fumetti diventati nel tempo dei classici - Pimpa, Signor Bonaventura, Nick Carter e tanti altri – anche la versione italiana di numerosi fumetti stranieri, tra i quali Bibì e Bibò e Felix the Cat.

    Di grande successo internazionale, Diabolik è sicuramente un caposaldo della storia del fumetto italiano. Creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani, ha inaugurato il filone del fumetto ‘noir’, spopolando, in Italia e non solo, soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta. Il protagonista è lo spietato ed inafferrabile ladro Diabolik che, insieme all’inseparabile compagna Eva Kant, ha un unico scopo: rubare denaro e gioielli. Dall’inconfondibile tuta nera, il ladro più famoso del mondo dei fumetti è diventato un’icona noir ispirando film e diverse serie tv. Il primo albo, dal titolo Il re del terrore, pubblicato nel 1962, è il più ricercato ed è attualmente stimato intorno ai 3mila euro.

    Ideato nel 1961 dal celeberrimo fumettista/editore Sergio Bonelli, Zagor, tuttora in edicola dopo oltre cinquant’anni, è uno dei personaggi più originali, e meglio riusciti, tra quelli ispirati a Tarzan. Ambientato nell’immaginaria foresta di Darkwood, negli Stati Uniti, il fumetto mescola sapientemente western e fantasy, ed ha per protagonista Patrick Wilding, meglio conosciuto come Zagor che, insieme all’amico Cico, lotta continuamente in difesa della foresta e dei nativi americani. Celeberrima la sua scure indiana fatta con una pietra arrotondata.

    Al secondo posto, nella nostra personalissima classifica dei fumetti italiani più costosi e più belli di sempre, c’è lui, l’indagatore dell’incubo che, fin dalla prima uscita, il 26 settembre del 1986, è diventato una vera e propria istituzione nel mondo dei comics italiani. Il merito è del suo geniale creatore, Tiziano Sclavi, che ha inventato un personaggio originalissimo – accompagnato da un altrettanto strampalato assistente – protagonista di storie in cui l’horror la fa da padrone. Ogni storia, però, ha un taglio diverso – ironico, malinconico, grottesco o truculento – e non è raro trovare, all’interno delle vicende, generi come il giallo, il fantasy o la storia d’amore. Ricchissimo di rimandi e di citazioni culturali, Dylan Dog è attualmente uno dei fumetti più amati e venduti in Italia.

    Non poteva che esserci lui, Tex Willer, sul podio della nostra top ten dei fumetti italiani più costosi e più belli di sempre. Creato nel 1948 da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini, Tex è, a tutt’oggi, il fumetto che in assoluto ha avuto più successo in Italia. Ambientato nel vecchio West, il ranger tutto d’un pezzo Tex Willer incarna i valori di coraggio, integrità e lealtà tipici dell’Ottocento americano, appassionando intere generazioni in Italia e non solo. Tra le serie di fumetti più ricercate dai collezionisti, il numero 1 di Tex a strisce, Il totem misterioso, di Tex Gigante, La mano rossa e di Tex Albo d’Oro sono stimati tutti tra i 1200 e i 2000 euro.

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