Street art in 3D: le opere di Alice Pasquini sul lungomare di Ostia

Street art in 3D: le opere di Alice Pasquini sul lungomare di Ostia
da in Arte, Cultura, Street Art

    E’ una street art in 3D quella che Alice Pasquini ha voluto portare sul lungomare di Ostia. Artista romana specializzata in murales, è autrice del progetto ‘Under Layers‘ che ‘abbellisce’, con opere di arte urbana tridimensionale, alcune delle nicchie cieche di un grande palazzo del Lido di Ostia. Insieme al fotografo Stefano Montesi, la Pasquini ha realizzato le prime opere murarie in 3D visibili al pubblico fino al 3 ottobre 2015. L’intento è quello di trasformare il tradizionale graffito bidimensionale in un’esperienza del tutto nuova, unica e personale, oltrepassando il limite della parete grazie agli speciali occhialini 3D anaglyph, disponibili nelle vicinanze o presso il Teatro cittadino del Lido.

    Il lungomare Paolo Toscanelli di Ostia, dunque, si abbellisce con le originali opere di arte urbana tridimensionale, realizzate dalla street artist Alice Pasquini. Opere in cui le figure umane emergono da schizzi di pittura colorata che, indossando gli speciali occhiali 3D, lascia davvero senza fiato: i disegni sembrano oltrepassare il muro, lasciando intravvedere una profondità che, pur essendo un’illusione ottica, trasforma la ‘visione’ in un’esperienza unica, decisamente coinvolgente.

    Per la prima volta delle opere murali sono fruibili in tre dimensioni, ha spiegato l’artista romana, i cui soggetti ricorrenti sono ‘gli abitanti di un’ipotetica città volante, su cui le nicchie di questo muro sono delle finestre aperte per l’immaginazione dei passanti‘. Passanti che, fino al prossimo 3 ottobre, avranno modo di ammirare questa originale galleria, all’aperto, in 3D. Il progetto, dal titolo ‘Under Layers‘, proseguirà poi con altre due esposizioni (sempre negli stessi spazi del lungomare), per culminare all’OPENGRA di Roma dove, dal 23 al 25 ottobre 2015, nuove opere tridimensionali si potranno ammirare da grandi finestre sulla strada.

    L’idea di realizzare murales tridimensionali è nata dall’incontro con la tecnica di Stefano Montesi che da anni lavora sulla fotografia in 3D. Per realizzare le opere, infatti, la Pasquini ha dipinto lo stesso soggetto su dei piccoli vetri per quattro volte, in modo tale da scomporre in diversi livelli le figure. I vetri sovrapposti sono stati poi fotografati da Montesi da diverse angolazioni e con due macchine fotografiche. Il risultato è un’immagine stereoscopica dal cui sfondo tridimensionale, sembra emergere una figura.

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