Libri sulla televisione italiana: 10 suggerimenti per saperne di più

Libri sulla televisione italiana: 10 suggerimenti per saperne di più
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/03/2016 11:30

    Cercavate libri sulla televisione italiana da consultare? NanoPress ha deciso di stilare una lista con alcuni suggerimenti. Perché, se non decide di buttare il telecomando una volta per tutte, lo spettatore di oggi è nella maggior parte dei casi anche lo spettatore di domani. Ciò che decide di guardare, in un certo senso ricade sulle decisioni future del piccolo schermo: produrre o no un altro programma, affidarsi o meno ad un genere televisivo piuttosto che a un altro. Continuare o non continuare per una strada.

    Proprio su questa ricaduta del presente sulla televisione italiana del futuro, riflette il libro di Bettetini-Braga-Fumagalli intitolato Le logiche della televisione: ‘Se qualcosa ha avuto successo si tende a sfruttare al massimo il trend e a ripetere questi modelli o queste formule all’infinito, portando spesso il pubblico alla stanchezza e/o al rifiuto’.

    Cosa ne pensano dei format di cucina gli autori del libro Lo spettacolo del cibo – I cooking show nella televisione italiana, Nicolò Gallio-Marta Martina? ‘Il cibo televisivo cambia con l’arrivo dei canali tematici, per arrivare alla sua contemporanea spettacolarizzazione, in cui assistiamo ad una pervasività in una cornice di puro intrattenimento’.

    Un altro testo è Il libro nero della Rai di Loris Mazzetti. Un obiettivo, forse quello principale della tv è la pubblicità. Però idee non ce ne sono: ‘E’ possibile che tra circa diecimila dipendenti non ci sia qualcuno che abbia un’idea di varietà?’.

    Sempre più pubblicità, sempre meno originalità, sempre meno satira. Ecco come è descritto dall’Autore Giorgio Simonelli nel libro I peggiori anni della sua vita – la televisione italiana nel nuovo millennio il programma di Daniele Luttazzi Satyricon: ‘Un contenitore’ che ‘spicca nel clima assolutamente piatto della tv italiana’.

    Nel libro di Gennaro Pesante, Onorevole Tv: la televisione parlamentare e i canali istituzionali nel mondo (ma non in Italia) è scritto che la ‘è il proscenio più ambito. Il luogo che tutti, prima o poi nella vita, vorrebbero frequentare’.

    C’è, però, chi non ha mai rinunciato del tutto al fascino e a quei tratti di mistero rintracciabili nella conduzione televisiva italiana, come l’autore televisivo Peppi Nocera, nel libro La presentatrice morta: è ben descritta nella pagine da lui firmate, ma di chi mai si tratterà? Questo il rompicapo da risolvere.

    I rischi di un impasto tra informazioni e sentimenti? Proporre un’integrazione ai telespettatori o muoversi costantemente su un confine labile. Lo spiegano senz’altro meglio gli autori Gabrio Forti e Marta Bertolino nel libro La televisione del crimine, grazie al termine Discorso sulla paura: ‘la comunicazione pervasiva, la consapevolezza simbolica e l’aspettativa che il pericolo e il rischio siano un aspetto centrale della vita di ogni giorno’.

    Aspetti, quelli appena indicati, che non sempre finiscono per coincidere con la tutela dei minori davanti al televisore. Ce ne parla Lucia Musselli nel suo libro Televisione e minore: tutela pubblicistica. Il problema centrale, ricorda l’autrice a pagina 33 del libro in questione, non è risolvere la dialettica da sempre esistente tra ‘protezione’ e ‘autodeterminazione’ dei minori, ma interrogarsi su quale possa essere il ‘modello migliore’ per una tutela effettiva.

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