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Maturità 2015, orale: date e consigli per superare l’ultima prova degli Esami di Stato

Maturità 2015, orale: date e consigli per superare l’ultima prova degli Esami di Stato
da in Cultura, Esami di Maturità, Scuola, Studenti
Ultimo aggiornamento: Martedì 23/06/2015 15:12

    Passati gli scritti, ai quasi 500 mila studenti italiani alle prese con questa Maturità 2015, non resta che affrontare le date dell’orale, ultima prova e per alcuni la più faticosa, dei tanto temuti Esami di Stato. La fase delle interrogazioni inizia, come di consueto, una settimana dopo la fine degli scritti, quando anche i quadri con i punteggi delle prime tre prove sono stati pubblicati. L’interrogazione è condotta dalla commissione esaminatrice composta, secondo le norme vigenti, da tre membri esterni e da tre membri interni, più il presidente esterno. Ma quali sono i consigli per affrontare, e superare nel migliore dei modi, l’ultimo scoglio prima del tanto sospirato diploma? Noi ve ne vogliamo suggerire alcuni: guardiamoli insieme!

    Prima di tutto sarebbe utile seguire i colloqui dei compagni per capire in che modo sono condotte le interrogazioni, il tipo di domande più frequenti e il tempo dedicato ad ogni materia. Sarebbe opportuno osservare bene anche i docenti che interrogano, per carpirne, ad esempio, qualche piccola ‘mania’ – se chiede sempre le stesse cose, se interrompe, se parla molto, se ha degli argomenti che preferisce, e via dicendo. E’ importante capire anche se e quanto viene considerata la tesina, poiché se la stessa viene semplicemente citata, si potrà dedicare più tempo all’approfondimento di tutti gli altri argomenti.

    Un buon consiglio, invece, per iniziare il ripasso generale delle materie, potrebbe essere, dopo aver preparato il discorso da affrontare, quello di mettersi davanti allo specchio e provare a ripetere a voce alta e chiara. L’obiettivo di questo metodo, infatti, è, oltre ad imparare a gestire e a combattere l’emotività, quello di dimostrare alla commissione di conoscere bene i temi trattati e di saperli collegare ragionevolmente tra loro. Conviene, orologio alla mano, cronometrare il tempo impiegato, considerando che l’esposizione iniziale – la tesina – in genere dura dai 10 ai 15 minuti.

    Durante il colloquio orale, o perlomeno nel discorso introduttivo, non è necessario inserire tutti gli argomenti affrontati durante l’anno: bastano due o tre collegamenti ben ragionati, intorno ad un tema centrale che verrà sviluppato in maniera più approfondita. E’ importante infatti riuscire a dimostrare non solo la capacità di legare tra loro le materie, quanto di saperle indagare in maniera originale, affrontando, magari, argomenti che durante il percorso sono stati solo accennati. Gli insegnanti apprezzano molto la creatività degli studenti e ed è per questo, infatti, che è fondamentale anche l’incipit del discorso: cattura l’attenzione e predispone bene all’ascolto.

    Uno dei segreti per far bella figura all’esame orale è cercare di essere un po’ più originali. Come? Evitando di portare – per quanto possibile – argomenti troppo scontati o troppo ‘gettonati’. Per rispondere bene alla famosa domanda ‘di cosa mi vuole parlare?’ infatti sarebbe buona norma prepararsi in maniera più approfondita due o tre argomenti importanti affrontati durante il percorso scolastico.

    Per effetto speciale s’intende, ad esempio, una presentazione multimediale, un brano musicale o una bella bibliografia ragionata che, a differenza dei lavori presentati, come le tesine, fanno, d’impatto, sempre un certo effetto. Attenzione però che questo tipo di supporto sia fatto con criterio, altrimenti si rischia di dimostrare che dietro una bella facciata non c’è alcuna sostanza.

    Non dimentichiamo che, sebbene non se ne parli ormai più, gli Esami di Stato si chiamano anche Esami di Maturità: ed è quella che, oltre alle conoscenze acquisite, il maturando deve dimostrare di aver raggiunto. Non solo nozioni, dunque, ma anche abilità e capacità elaborative, spirito critico e di ragionamento: competenze che, senza strafare, il maturando dovrebbe dimostrare di aver acquisito. L’importante è non impelagarsi in percorsi al di sopra delle proprie possibilità: se non si è strasicuri di ciò che si dice, è meglio evitare di parlare o, peggio ancora, di ‘citare’. Soprattutto in latino.

    Cosa s’intende per ‘persuadere’? L’astuzia dello studente – preparato, ovviamente – sta nella capacità di individuare, in ogni materia, un particolare intrigante che attiri l’attenzione del docente e lo spinga ad intervenire laddove lo studente desidera che intervenga. In altre parole: gettando sapientemente l’amo, l’esaminando potrà far scivolare il discorso dove preferisce, uscendo magari da un percorso minato nel quale rischierebbe pericolosamente di impantanarsi.

    Sebbene l’aspetto non conti granché, è sempre consigliabile presentarsi in un certo modo davanti alla commissione d’esame: non sarà certo come ci si veste ad influenzare l’esito della prova, ma mostrarsi ordinati, ben vestiti e pettinati, predispone senz’altro bene la commissione che si ha di fronte. Perciò, con buona pace di chi ama le creste e i pantaloni a vita bassa, ma molto bassa, sarebbe consigliabile, almeno in sede di Maturità, vestirsi per una volta da adulti.

    Se ci abbiniamo poi sorriso di circostanza, tesina e penna alla mano, il gioco è fatto: è quel tipo di sicurezza che ai docenti piace tanto vedere negli studenti. Ma non solo. Il bon ton della maturità prevede anche di evitare, il più possibile, di inframmezzare il discorso con gli antipaticissimi ‘cioè‘, ‘volevo dire‘, ‘insomma‘, ‘assolutamente sì‘, ‘assolutamente no‘: in questi casi, un sincero ‘non lo so‘ va decisamente meglio ed evita di indisporre o contraddire l’esaminatore. L’importante è dimostrarsi sicuri, parlare con chiarezza ed evitare di addentrarsi in argomenti poco conosciuti. Bandita, ovviamente, qualsiasi forma di temerarietà e di indisponenza.

    L’ultimo suggerimento è anche quello principale, da cui può dipendere tutto l’esito della prova: mantenere la calma. Il colloquio orale dura all’incirca un’ora ma una volta che si è lì, sebbene sia difficile da pensare, passa davvero in fretta: i primi 15 minuti sono per il discorso introduttivo – che ognuno avrà accuratamente preparato a casa – un’altra decina per rivedere gli scritti – i cui argomenti sono già stati ripassati – e gli ultimi 40 minuti circa per l’interrogazione tradizionale. Un sistema potrebbe essere iniziare con una materia sulla quale non si è troppo ferrati per portare poi il discorso sugli argomenti che, al contrario, si conoscono bene; ma l’inizio solitamente è affidato al candidato: sarà lui, con la propria abilità, a condurre il discorso, fermo restando una buona preparazione che si acquisisce con un’unica e sola regola: studiare.

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