La top ten degli scrittori alcolizzati più famosi

La top ten degli scrittori alcolizzati più famosi: sembra che quelli americani del XX secolo fossero quelli maggiormente attaccati alla bottiglia.

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    Eccoci di nuovo tornati alla nostra top ten, questa volta andiamo a dare uno sguardo agli scrittori alcolizzati, quelli che hanno fatto della letteratura e dell’alcol la loro ragione di vita. Pare che soprattutto gli scrittori americani del 20esimo secolo abbiano avuto qualche serio problema con le bevande alcoliche, ma un dubbio ci assale. Senza un adeguato tasso alcolico nel sangue, sarebbero stati in grado di produrre tutti quei capolavori della letteratura mondiale? Oppure il fatto di dedicarsi alla bottiglia è provocato dall’assenza di ispirazione, dal mal di vivere, da una maggiore sensibilità, da una fragilità di carattere di fondo? Voi cosa ne dite? Ovviamente ce ne erano anche altri da mettere, quindi tutti quelli che non ci sono stati nella top ten per motivi di spazio, vi chiediamo di aggiungerli nei commenti.

    Ernest Hemingway

    Ernest Miller Hemingway nacque a Oak Park il 21 luglio 1899 e morì a Ketchum il 2 luglio 1961: è stato uno scrittore e giornalista statunitense. Fra le sue opere più famose ricordiamo ‘Il vecchio e il mare’, ‘Addio alle armi’ e ‘Per chi suona la campana’. Cominciò a bere troppo durante un safari in Africa negli anni ’30 e continuò così per quasi tutta la vita. Verso la fine di quel decennio cominciarono i primi problemi di fegato, nonostante i medici gli avessero più volte consigliato di smetterla con l’alcol. Nonostante le mogli, i ricoveri in ospedale e la depressione, continuò la sua china in discesa fino all’epilogo finale e al suicidio. Hemingway infatti lo potete trovare anche nella top ten degli scrittori suicidi.

    James Joyce

    James Augustine Aloysius Joyce nacque a Dublino il 2 febbraio 1882 e morì a Zurigo il 13 gennaio 1941: è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Fra le sue opere più famose ricordiamo l’ ‘Ulisse’, ‘Gente di Dublino’ e ‘Finnegans Wake’. Per quanto riguarda il bere, diciamo che nel suo caso ebbe un ottimo esempio nel padre John, che a causa di questo vizio portò la famiglia sull’orlo del disastro economico. Unite il suo carattere ribelle a una passione ereditaria per gli alcolici e sono presto spiegate le famose risse da pub in cui veniva spesso coinvolto. Anche lui depresso, morirà a seguito di un intervento per un’ulcera duodenale.

    F. Scott Fitzgerald

    Francis Scott Key Fitzgerald nacque a Saint Paul il 24 settembre 1896 e morì a Hollywood il 21 dicembre 1940: è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti. Fra le sue opere più celebri ricordiamo ‘Il grande Gatsby’, ‘Di qua dal Paradiso’ e ‘Belli e dannati’. La sua storia di alcolista inizia al college e continua per tutta la vita, esacerbata anche da una profonda crisi matrimoniale. Le sue bevute divennero leggendarie e ovviamente queste alla lunga provocarono gravi danni alla sua salute. Morì in seguito a una serie di ripetuti attacchi cardiaci, lasciando incompiuto il suo ultimo romanzo.

    Charles Bukowski

    Henry Charles Bukowski nacque a Andernach il 16 agosto 1920 e morì a San Pedro il 9 marzo 1994: è stato un poeta e scrittore statunitense. Fra le sue opere più famose citiamo ‘Pulp. Una storia del XX secolo’, ‘Panino al prosciutto’ e ‘Donne’. Vittima di abusi da parte di un padre tirannico, iniziò la sua carriera di forte bevitore già a 13 anni. Il suo rapporto con l’alcol era a dir poco morboso, soprattutto dopo il divorzio, durante il quale incrementò l’apporto di alcolici nella sua dieta. Solo la compagna Linda riuscì a moderare un po’ questo suo vizio, senza riuscire ad eliminarlo del tutto. La morte sopraggiunse a causa della tubercolosi.

    William Faulkner

    William Cuthbert Faulkner nacque a New Albany il 25 settembre 1897 e morì ad Oxford il 6 luglio 1962: è stato uno scrittore, sceneggiatore, poeta e drammaturgo statunitense. Ricordiamo fra le sue opere più famose ‘Mentre morivo’, ‘L’urlo e il furore’ e ‘Luce d’agosto’. Fu vittima dell’alcolismo per tutta la vita, ma, come detto da lui stesso e come testimoniato dai suoi amici, mai durante le fasi di scrittura e di elaborazione dei suoi libri. Perse parecchi parenti stretti, per cui si può spiegare in questo modo la sua dedizione all’alcol, con cui contagiò anche la moglie. Finito diverse volte in ospedale a causa del troppo bere, vittima della depressione, morì all’età di 64 anni.

    Jack Kerouac

    Jack Kerouac nacque a Lowell il 12 marzo 1922 e morì a St. Petersburg il 21 ottobre 1969: è stato uno scrittore e poeta statunitense. Fra le sue opere più famose ricordiamo ‘Sulla strada’, ‘Angeli di desolazione’ e ‘I vagabondi del Dharma’. Facente parte della Beat Generation, iniziò a bere giovanissimo, anche qui complici gli affari non brillanti del padre. Forte bevitore per tutta la vita, spese tutti i suoi guadagni nell’acquisto di alcolici: persino la madre era alcolizzata. Depresso, dedito alle risse da bar, perennemente ubriaco, muore di cirrosi epatica dopo aver vomitato sangue per tutto il tempo.

    Truman Capote

    Truman Capote nacque a New Orleans il 30 settembre 1924 e morì a Bel Air il 25 agosto 1984: è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, sceneggiatore, attore e dialoghista statunitense. Ricordiamo fra le sue opere più famose ‘Colazione da Tiffany’, ‘Incontro d’estate’ e ‘Sangue freddo’. Anche lui un forte bevitore da tutta la vita, la madre alcolizzata e il padre assente, venne anche arrestato per guida in stato di ubriachezza. Provò diverse volte a farsi ricoverare in una clinica per alcolisti, ma non riuscì mai a uscire fuori dal tunnel dell’alcol, aggiungendo a questa anche la tossicodipendenza. Anche lui morì a causa della cirrosi epatica.

    Edgar Allan Poe

    Edgar Allan Poe nacque a Boston il 19 gennaio 1809 e morì a Baltimora il 7 ottobre 1849: fu uno scrittore e poeta statunitense, considerato a ragione fra le figure più importanti della letteratura americana, inventore del racconto poliziesco, della letteratura horror e del giallo psicologico, ma anche uno dei grandi rappresentanti del racconto gotico. Fra le sue opere più famose ricordiamo ‘Il gatto nero’, ‘Il crollo della casa degli Usher’ e ‘Il pozzo e il pendolo’. Personalità tormentata fin da giovane, troppo fragile, si gettò anima e corpo nell’alcolismo. Il colpo di grazia arrivò con la morte prematura della giovane moglie, che sprofondò sempre di più Poe nel conforto della bottiglia. Non si conoscono esattamente le cause della sua morte: venne ritrovato delirante per le strade di Baltimora, condotto in ospedale, dove morì. Visto che all’epoca era disdicevole la morte per alcolismo, vennero fatte diverse ipotesi, come quella che fosse stato costretto a bere per diventare un elettore forzato, ma anche delirium tremens, una cardiopatia, epilessia, sifilide, meningite, colera e rabbia. Quest’ultima spiegherebbe i deliri e i tremori che lo accompagnarono alla morte.

    Dorothy Parker

    Dorothy Parker nacque a Long Branch il 22 agosto 1893 e morì a New York il 7 giugno 1967: è stata una scrittrice, poetessa e giornalista statunitense, più nota anche con i diminutivi di Dot o Dottie. Sue opere celebri furono ‘Il mio mondo è qui: novelle’, ‘Tanto vale vivere: racconti e poesie’ e ‘Uomini che non ho sposato’. Durante il corso della sua vita divenne sempre più dipendente dall’alcol e tentò diverse volte il suicidio. Tuttavia alla fine fu un infarto la causa della sua morte.

    Dylan Thomas

    Dylan Marlais Thomas nacque a Swansea il 27 ottobre 1914 e morì a New York il 9 novembre 1953: è stato un poeta, scrittore e drammaturgo gallese. Fra le sue opere più famose ricordiamo ‘Il mondo che respiro’, ‘Morti e ingressi’ e ‘Sotto il bosco di latte’. Tutta la sua vita trascorse all’ombra della dissolutezza e dell’alcolismo, nonostante la sua famiglia gli stesse sempre vicino. Tecnicamente morì di polmonite, peggiorata dallo smog, ma a dargli il colpo di grazia fu un’iniezione di morfina fatta dal suo medico. Per quanto riguarda il fegato, aveva solo lievi segni di cirrosi, ma ciò che affrettò la sua morte fu l’edema cerebrale provocato da una sacca di liquido cerebrospinale.