Expo 2015: le opere d’arte da non perdere

Expo 2015: esposte nei padiglioni numerose opere d'arte quasi del tutto ignorate dai visitatori. Capolavori, invece, assolutamente da non perdere.

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    Expo 2015: quali sono le opere d’arte assolutamente da non perdere? Forse non tutti sanno che la grande Esposizione Universale di Milano ospita, oltre ad una miriade di stratosferici padiglioni, anche una serie di capolavori artistici dislocati nei vari spazi della fiera. Una specie di museo a cielo aperto dove, disposte strategicamente, diverse creazioni artistiche accolgono i visitatori e li accompagnano lungo tutto il percorso espositivo. Si tratta di opere, tra statue, quadri e sculture, di grande valore artistico, che rischiano però di passare quasi inosservate. Noi ve le vogliamo presentare descrivendole brevemente nelle prossime pagine, cosicché, qualora vi troviate a far visita alla grande Esposizione di Milano, saprete che tra cluster e padiglioni trovano spazio anche capolavori dell’arte passata e contemporanea; capolavori che vale la pena senz’altro di ammirare.

    Officine a Porta Romana, di Umberto Boccioni

    Chi avrà modo di visitare il padiglione di Intesa San Paolo potrà ammirare questo splendido dipinto di Umberto Boccioni, proveniente dalle collezioni d’arte della Banca. Conosciuto anche con il nome di ‘La strada di periferia‘, il quadro è un olio su tela del 1908 che il pittore di origini calabresi ha voluto inizialmente intitolare ‘Officine a Porta Romana‘; questo per rappresentare lo sviluppo della società dell’epoca, preludio alla sua opera successiva dal titolo ‘Città che sale‘.

    I quattro cavalli, di Francesco Messina

    Forse poco conosciuti, rispetto ad altre sculture, i quattro cavalli in movimento, opera in bronzo di Francesco Messina, fanno bella mostra di sé davanti al padiglione Eataly. Pronte ad accogliere i visitatori, le monumentali statue equestri provengono dalla mancata Esposizione Universale del 1942, a Roma.

    L’Ultima cena, di Jacopo Tintoretto

    Lo splendido dipinto a olio su tela, realizzato dal pittore veneziano tra il 1561 e il 1562, è l’opera che domina il padiglione della Santa Sede. La tela proviene dalla chiesa di San Trovaso a Venezia e raffigura il momento in cui Cristo annuncia il tradimento. Un particolare del dipinto, oltre al dinamismo rappresentato dalla posizione degli apostoli, è la presenza di Giuda in primo piano, facilmente riconoscibile per l’assenza dell’aureola.

    Le quattro ali, di Daniel Libeskind

    Piazza Italia, considerata il cuore di Expo 2015, è abbellita, nei suoi quattro lati, dalle maestose sculture disegnate da Daniel Libeskind. Realizzate in alluminio spazzolato, ed alte 10 metri, sono composte da eliche che si intrecciano sviluppandosi a mo’ di spirale, come i rami di un albero. Ricordano le ali di un grande volatile e rappresentano perciò, come ha spiegato l’artista statunitense, ‘il volo della mente’.

    La macchina di Santa Rosa

    La monumentale torre simbolo di Viterbo e della sua patrona Santa Rosa, è l’unico monumento italiano trasportato e ricostruito negli spazi di Expo Milano 2015. L’imponente struttura, portata in processione il 3 settembre di ogni anno, era, nel Medioevo, alta solo pochi metri: nel corso dei secoli è diventata una gigantesca torre elicoidale sovrastata, ad un’altezza di 30 metri, dalla statua di Santa Rosa, per un peso complessivo di oltre 5mila chili. Dal 2013, inoltre, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

    L’opera Senza Fine Unica, di Gaetano Pesce

    Forse per qualcuno un’opera di dubbio gusto, la sedia di Gaetano Pesce è senz’altro una delle creazioni più insolite e bizzarre in cui ci si imbatte visitando Expo 2015. Situata anch’essa all’interno di Eataly, l’opera sembra fatta di spaghetti o di lombrichi: in realtà si tratta di un unico cordone in silicone che compone una sorta di trono e che sembra non avere né inizio e né fine. Un modo, per l’artista, di ribellarsi alla cultura dello standard e meditare, invece, sull’importanza della cultura degli oggetti.

    Il seme dell’Altissimo, di Emilio Isgrò

    Quest’imponente scultura, alta sette metri ed opera di Emilio Isgrò, è posta all’entrata dell’Esposizione pronta ad accogliere i milioni di visitatori provenienti da tutte le parti del mondo. Molti di loro, però, non hanno idea di cosa possa rappresentare la scultura che, riproducendo un gigantesco seme d’arancia, rimanda al concetto di fertilità e dunque di vita e di origine dell’uomo. Realizzata in purissimo marmo bianco proveniente dal monte Altissimo, l’opera è stata realizzata appositamente per la grande Esposizione Universale.

    I carciofi tricolore, di Patrick Laroche

    All’ingresso del padiglione della Francia fanno bella mostra di sé i carciofi tricolore – bianco, rosso e blu – opera dello scultore Patrick Laroche. Gli ortaggi, ovviamente, richiamano i colori nazionali della bandiera francese e sono stati realizzati appositamente per la partecipazione della Francia ad Expo Milano 2015.

    Mostra della Coca Cola

    Forse non tutti sanno che nel padiglione della Coca Cola, inaugurato con una grande festa in occasione dei cento anni della celebre bottiglietta, sono state messe in mostra anche alcune opere firmate Andy Warhol. L’esposizione, chiusa per alcuni giorni, riaprirà nuovamente al pubblico domani, 23 maggio 2015.

    La (copia della) Madonnina

    Concludiamo la nostra breve carrellata di opere d’arte assolutamente da non perdere per chi visita Expo 2015, con il simbolo di Milano: la Madonnina che domina la città dalla guglia più alta del Duomo. La statua, fedelmente riprodotta in scala 1:1, è collocata all’ingresso del padiglione Veneranda Fabbrica. E’ alta quasi cinque metri ed è stata realizzata con la tecnica della fusione ‘a cera persa’, la stessa utilizzata per i Bronzi di Riace.