Poesie di Natale per la scuola primaria: le più belle per i bambini

Poesie di Natale per la scuola primaria: le più belle per i bambini
Di

1742

Bambini Natale

Natale si avvicina e così anche la tradizionale recita della scuola primaria: suvvia, chi di noi non ha partecipato almeno una volta nella vita alla rappresentazione natalizia della propria classe? E’ proprio in queste occasioni che di soliti vengono declamate poesie di Natale adatte ai bambini o addirittura vere e proprie recite. Tuttavia non è detto che la lettura di poesie per Natale debba essere confinata alla scuola. E se i bambini vi facessero un bel regalo di Natale con una declamazione casalinga la sera della Vigilia? Questo è solo uno dei tanti modi in cui potreste utilizzare queste poesie di Natale dedicate alla scuola primaria: magari la sera della Vigilia, dopo il cenone, prima dell’apertura dei regali e fra un canto e l’altro di Natale potreste proporre ai vostri bambini di imparare una poesia memoria da far recitare di fronte alla famiglia. Se però i bambini sono timidi, non sforzateli: magari potreste leggere voi la poesia insieme a loro oppure potreste usarle come lettura della buona notte in clima natalizio. O ancora si potrebbero leggere a tavola fra una portata e l’altra, usare come segnaposto o anche come auguri nei bigliettini che accompagnano le strenne natalizie. Continuate dunque a seguirci nelle prossime pagine dell’articolo, dove troverete poesie di Natale adatte ai bambini della scuola primaria.

Il mago di Natale, di Gianni Rodari

S’io fossi il mago di Natale/
farei spuntare un albero di Natale/
in ogni casa, in ogni appartamento/
dalle piastrelle del pavimento,/
ma non l’alberello finto,/
di plastica, dipinto/
che vendono adesso all’Upim:/
un vero abete, un pino di montagna,/
con un po’ di vento vero/
impigliato tra i rami,/
che mandi profumo di resina/
in tutte le camere,/
e sui rami i magici frutti: regali per tutti./
Poi con la mia bacchetta me ne andrei/
a fare magie/
per tutte le vie./
In via Nazionale/
farei crescere un albero di Natale/
carico di bambole/
d’ogni qualità,/
che chiudono gli occhi/
e chiamano papà,/
camminano da sole,/
ballano il rock an’roll/
e fanno le capriole./
Chi le vuole, le prende:/
gratis, s’intende./
In piazza San Cosimato/
faccio crescere l’albero/
del cioccolato;/
in via del Tritone/
l’albero del panettone/
in viale Buozzi/
l’albero dei maritozzi,/
e in largo di Santa Susanna/
quello dei maritozzi con la panna./
Continuiamo la passeggiata?/
La magia è appena cominciata:/
dobbiamo scegliere il posto/
all’albero dei trenini:/
va bene piazza Mazzini?/
Quello degli aeroplani/
lo faccio in via dei Campani./
Ogni strada avrà un albero speciale/
e il giorno di Natale/
i bimbi faranno/
il giro di Roma/
a prendersi quel che vorranno./
Per ogni giocattolo/
colto dal suo ramo/
ne spunterà un altro/
dello stesso modello/
o anche più bello./
Per i grandi invece ci sarà/
magari in via Condotti/
l’albero delle scarpe e dei cappotti./
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono/
che posso fare?/
Non ho che auguri da regalare:/
di auguri ne ho tanti,/
scegliete quelli che volete,/
prendeteli tutti quanti./

E’ nato Gesù, di Ettore Bogno

Il gregge stanco ansando riposava/
sotto le stelle nella notte fonda./
Dormivano i pastori. Il tempo andava./
Qund’ecco una gran luce il cielo inonda./
E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto/
suona per l’aria, in armonia gioconda./
Si destano i pastori, al gregge accanto,/
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli/
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!/
E’ nato un bimbo tutto luce e amore./
In una stalla, avvolto in pochi veli,/
povero è nato e pure è il Re dei cieli./
E dice a tutti: “State cuore a cuore,/
come fratelli! Non odiate mai!/
L’anima che perdona è come un fiore./
Chi crede in me non perirà mai”./

A Gesù Bambino, di Umberto Saba

La notte è scesa/
e brilla la cometa/
che ha segnato il cammino./
Sono davanti a Te, Santo Bambino!/
Tu, Re dell’universo,/
ci hai insegnato/
che tutte le creature sono uguali,/
che le distingue solo la bontà,/
tesoro immenso,/
dato al povero e al ricco./
Gesù, fa’ ch’io sia buono,/
che in cuore non abbia che dolcezza./
Fa’ che il tuo dono/
s’accresca in me ogni giorno/
e intorno lo diffonda,/
nel Tuo nome./

La Befana, di Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana/
vien dai monti a notte fonda./
Come è stanca! La circonda/
neve, gelo e tramontana./
Viene viene la Befana./
Ha le mani al petto in croce,/
e la neve è il suo mantello/
ed il gelo il suo pannello/
ed il vento la sua voce./
Ha le mani al petto in croce./
E s’accosta piano piano/
alla villa, al casolare,/
a guardare, ad ascoltare/
or più presso or più lontano./
Piano piano, piano piano./
Che c’è dentro questa villa?/
Uno stropiccìo leggero./
Tutto è cheto, tutto è nero./
Un lumino passa e brilla./
Che c’è dentro questa villa?/
Guarda e guarda…tre lettini/
con tre bimbi a nanna, buoni./
guarda e guarda…ai capitoni/
c’è tre calze lunghe e fini./
Oh! tre calze e tre lettini./
Il lumino brilla e scende,/
e ne scricchiolan le scale;/
il lumino brilla e sale,/
e ne palpitan le tende./
Chi mai sale? Chi mai scende?/
Co’ suoi doni mamma è scesa,/
sale con il suo sorriso./
Il lumino le arde in viso/
come lampada di chiesa./
Co’ suoi doni mamma è scesa./
La Befana alla finestra/
sente e vede, e s’allontana./
Passa con la tramontana,/
passa per la via maestra,/
trema ogni uscio, ogni finestra./
E che c’è nel casolare?/
Un sospiro lungo e fioco./
Qualche lucciola di fuoco/
brilla ancor nel focolare./
Ma che c’è nel casolare?/
Guarda e guarda… tre strapunti/
con tre bimbi a nanna, buoni./
Tra la cenere e i carboni/
c’è tre zoccoli consunti./
Oh! tre scarpe e tre strapunti…/
E la mamma veglia e fila/
sospirando e singhiozzando,/
e rimira a quando a quando/
oh! quei tre zoccoli in fila…/
Veglia e piange, piange e fila./
La Befana vede e sente;/
fugge al monte, ch’è l’aurora./
Quella mamma piange ancora/
su quei bimbi senza niente./
La Befana vede e sente./
La Befana sta sul monte./
Ciò che vede è ciò che vide:/
c’è chi piange e c’è chi ride;/
essa ha nuvoli alla fronte,/
mentre sta sull’aspro monte.

E’ nato! Alleluia!, di Guido Gozzano

E’ nato il sovrano bambino,/
è nato! Alleluia, alleluia!/
La notte che già fu sì buia/
risplende di un astro divino./
Orsù, cornamuse, più gaie/
suonate! Squillate, campane!/
Venite, pastori e massaie,/
o genti vicine e lontane!/
Non sete, non molli tappeti,/
ma come nei libri hanno detto/
da quattromill’anni i profeti,/
un poco di paglia ha per letto./
Da quattromill’anni s’attese/
a quest’ora su tutte le ore./
E’ nato, è nato il Signore!/
E’ nato nel nostro paese./
Risplende d’un astro divino/
la notte che già fu sì buia./
E’ nato il Sovrano Bambino,/
è nato! Alleluia, alleluia!

Babbo Natale viene di notte

Babbo Natale viene di notte/
viene in silenzio a mezzanotte./
Dormono tutti i bimbi buoni/
e nei lettini sognano i doni./
Babbo Natale vien fra la neve,/
porta i suoi doni là dove deve./
Non sbaglia certo: conosce i nomi/
di tutti quanti i bimbi buoni./
La stella cometa/
Brilla in cielo una stella/
Si ode dentro la capanna,/
una dolce ninna-nanna./
C’è un bambino biondo, biondo/
Col visetto tondo, tondo,/
che riceve doni e fiori/
dagli umili pastori./
tanti auguri…

Nasce Gesù, di Luisa Nason

Campana piccina/
che attendi lassù/
intona il tuo canto/
che nasce Gesù./
O stella, stellina/
che brilli lassù,/
ravviva il tuo lume/
che passa Gesù/
O cuore piccino/
che attendi quaggiù/
prepara i tuoi doni/
che nasce Gesù.

L’albero

Brilla e scintilla/
di mille colori/
un albero adorno,/
che gioia nei cuori./
Un dono speciale/
potrai qui trovare/
se un amico vicino/
saprai aiutare./
C’è aria di festa/
in tutti più amore:/
Natale per tutti/
ha un dolce sapore.

Natale: auguri piccolini, di Vincenzo Riccio

Io sono piccolino/
che ti posso regalare/
per la festa di Natale?/
Uno strillo di capricci?/
di parole smozzicate?/
Io due l’ho “impaccate”/
con un nastro di colori./
E se adesso tu lo strappi/
le parole saltan fuori./
Sono i gridi del mio amore/
che vi voglio regale:/
per la festa di Natale.

Presepio, di G. Grossi

Ora è Natale e nella capanna/
c’è un dolce bimbo con la sua mamma,/
mentre il padre dal volto sereno/
la mangiatoia riempie di fieno./
C’è tanto freddo e tanto gelo/
e per coprirlo non c’è un velo./
Ma l’asino e il bue messisi a lato/
lo riscaldano col loro fiato.

Segui NanoPress
torna su
NANOPRESS MOBILE

Scarica gratis l'applicazione NanoPress dall'App Store

IPHONE IPAD