Pasqua: le poesie celebri d’autore

Pasqua: quali sono le poesie celebri d'autore dedicate alla ricorrenza più importante della Chiesa cattolica? Noi abbiamo scelto dei versi, opera di alcuni tra i poeti più famosi della letteratura italiana.

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    La Settimana Santa avanza, la Pasqua si avvicina e vogliamo festeggiarla in modo insolito? Il pranzo pasquale è sempre lo stesso? Stessi riti, stesse tradizioni? Beh, da queste non si può certo sfuggire, tuttavia è possibile renderle un pochino più frizzanti e innovative proponendo qualcosa di insolito. Se siete religiosi è probabile che prima del pranzo di Pasqua vi dedichiate un attimo alla preghiera. Assolutamente lecito, ma perché non far seguire questo momento a una lettura di poesie? Magari intanto che gli antipasti vengono serviti potreste leggere ad alta voce una di queste poesie di Pasqua che vi proponiamo, oppure durante il dolce o l’apertura delle uova di cioccolato. Si tratta di poesie d’autore, celebri e famose, scegliete quella che più vi aggrada e leggetela con voce stentorea e tonante o soffusa e malinconica, a seconda del soggetto prescelto. Guardiamo quelle che abbiamo selezionato per voi, nelle prossime pagine.

    Gesù, di Giovanni Pascoli

    Gesù

    ‘E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,/

    campagne sotto il mietitor rimorte,/

    il suo giorno non molto era lontano./

    E stettero le donne in sulle porte/

    delle case, dicendo: Ave, Profeta!/

    Egli pensava al giorno di sua morte./

    Egli si assise, all’ombra d’una mèta/

    di grano, e disse: Se non è chi celi/

    sotterra il seme, non sarà chi mieta./

    Egli parlava di granai ne’ Cieli:/

    e voi, fanciulli, intorno lui correste/

    con nelle teste brune aridi steli./

    Egli stringeva al seno quelle teste/

    brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,/

    temo per l’inconsutile tua veste;/

    Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:/

    -Il figlio Giuda bisbigliò veloce-/

    d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:/

    Barabba ha nome il padre suo, che in croce/

    morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi/

    -No-, mormorò con l’ombra nella voce,

    e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi’/

    Dall’uovo di Pasqua, di Gianni Rodari

    Dall’uovo di Pasqua

    ‘Dall’uovo di Pasqua/

    è uscito un pulcino/

    di gesso arancione/

    col becco turchino./

    Ha detto: ‘Vado,/

    mi metto in viaggio/

    e porto a tutti/

    un grande messaggio’./

    E volteggiando/

    di qua e di là/

    attraversando/

    paesi e città/

    ha scritto sui muri,/

    nel cielo e per terra:/

    Viva la pace,/

    abbasso la guerra’/

    Pasqua, di Guido Gozzano

    Pasqua

    ‘A festoni la grigia parietaria/

    come una bimba gracile s’affaccia/

    ai muri della casa centenaria./

    Il ciel di pioggia è tutto una minaccia/

    sul bosco triste, ché lo intrica il rovo/

    spietatamente, con tenaci braccia./

    Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo/

    il richiamo di Pasqua empie la terra/

    con l’antica pia favola dell’ovo’/

    Elegia Pasquale, di Andrea Zanzotto

    Elegia Pasquale

    ‘Pasqua ventosa che sali ai crocifissi/

    con tutto il tuo pallore disperato,/

    dov’è il crudo preludio del sole?/

    e la rosa la vaga profezia?/

    Dagli orti di marmo/

    ecco l’agnello flagellato/

    a brucare scarsa primavera/

    e illumina i mali dei morti/

    pasqua ventosa che i mali fa più acuti/

    E se è vero che oppresso mi composero/

    a questo tempo vuoto/

    per l’esaltazione del domani,/

    ho tanto desiderato/

    questa ghirlanda di vento e di sale/

    queste pendici che lenirono/

    il mio corpo ferita di cristallo;/

    ho consumato purissimo pane/

    Discrete febbri screpolano la luce/

    di tutte le pendici della pasqua,/

    svenano il vino gelido dell’odio;/

    è mia questa inquieta/

    Gerusalemme di residue nevi,/

    il belletto s’accumula nelle/

    stanze nelle gabbie spalancate/

    dove grandi uccelli covarono/

    colori d’uova e di rosei regali,/

    e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario/

    dei propri lievi silenzi./

    Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra/

    le bocche non sono che sangue/

    i cuori non sono che neve/

    le mani sono immagini/

    inferme della sera/

    che miti vittime cela nel seno’/

    Pasqua 2004, di Luciano Somma

    Pasqua 2004

    ‘Ogni anno/

    Nasci e muori/

    Poi risorgi/

    Cristo/

    Dio padre e figlio/

    Mio fratello/

    Sei qui tra noi/

    Presenza di speranza/

    In mezzo a quest’incendio/

    D’odio infame/

    Di guerre fatte/

    E irrimediabilmente perse./

    Ma come un fiore/

    Che rinasce sempre/

    Anche là tra le croci/

    In mezzo ai sassi/

    Tra i rovi d’una vita/

    Esasperata/

    Sento il nuovo profumo/

    D’un amore/

    E sul cammino/

    Verso un’altra meta/

    Sembra più tollerabile/

    Il calvario’/