Si scrive curriculum o curricula? Il parere dell’Accademia della Crusca e le obiezioni

Si scrive curriculum o curricula? Il parere dell’Accademia della Crusca e le obiezioni
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    Si scrive curriculum o curricula? Il parere dell’Accademia della Crusca e le obiezioni

    Si scrive curriculum o curricula? Il dubbio grammaticale è lecito e – occorre precisarlo subito – alimenta diatribe non completamente risolte. Vediamo, dunque, qual è la risposta fornita dall’Accademia della Crusca, ma anche quali sono le obiezioni – che appaiono legittime – alle indicazioni fornite. Va detto, in primo luogo, che la prima documentazione della parola latina curriculum in italiano risale al 1892. Dapprima, si riscontra unicamente la locuzione invariabile curriculum vitae, con il significato di corso della vita in breve; poi, a partire dagli anni Quaranta, si registrano occorrenze della forma singolo curriculum.

    Così, l’utilizzo della forma invariabile si diffonde anche per la parola singola, al punto che nei dizionari italiani viene riportata come sostantivo maschile invariabile. In latino, il termine curriculum appartiene al genere neutro (i sostantivi in latino possono essere di genere maschile, femminile o neutro): evidentemente, nel passaggio in italiano, dove il genere neutro non esiste, è stato assimilato ai nomi maschili.

    Viene, dunque da chiedersi quale sia la corretta forma plurale: bisogna mantenere l’invariato curriculum oppure bisogna ricorrere a curricula, che rappresenta, appunto, la forma plurale del termine in latino? Detto che in italiano esiste anche la parola curricolo, che rappresenta un’italianizzazione invero piuttosto brutta di curriculum, dotato a sua volta del plurale curricoli, è comunque la forma curriculum che va per la maggiore.

    Non ci sono dubbi che curricula sia il plurale di curriculum.

    Come riporta l’Accademia della Crusca, “questa forma viene usata con qualche resistenza perché, se la forma singolare è talmente diffusa che si suppone sia conosciuta da tutti, il plurale del neutro latino con la tipica terminazione in -a è più lontano dal sistema morfologico dell’italiano e presuppone la conoscenza almeno delle nozioni elementari del latino. Si può quindi scegliere tra la parola italianizzata curricolocon plurale curricoli o la forma originaria latina curriculum con il suo pluralecurricula“.

    Insomma, per l’Accademia al plurale curriculum diventa curricula. Tale indicazione, come detto, suscita però più di un dubbio. Perché, per esempio, il plurale di tutor non diventa tutores?

    Sul tema si è espresso qualche settimana fa su Libero Mattias Mainiero, che nell’edizione del 20 ottobre del quotidiano ha sottolineato che “Lo sport è lo sport. Se sono due o più di due, rimangono sport, non sports. Così come tante altre parole inglesi o latine che usiamo correntemente: film, pullover, bit, top model, tutor, corpus, lapsus, post scriptum, sponsor“. Come dargli torto?

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