Analisi grammaticale, pronomi combinati: uso, regole e esempi in italiano

Analisi grammaticale, pronomi combinati: uso, regole e esempi in italiano
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    Analisi grammaticale, pronomi combinati: uso, regole e esempi in italiano

    Bentornati al nostro appuntamento con l’analisi grammaticale italiana. Un po’ di tempo fa vi avevamo parlato dei pronomi personali. Questa settimana, invece, andremo a vedere la particolare forma dei pronomi combinati, gioia e dolori dell’italiano. In linea generale possiamo già affermare che i pronomi mi, ti, ci, vi, si quando sono seguiti da un altro pronome, cambiano in: me, te, ce, ve, mentre le (femminile singolare) e gli diventano glie-. Talvolta queste forme possono essere seguite dai pronomi lo, la, li, le, ne, dando origine alle seguenti forme: me lo, te la, se li, ce le, ve ne…

    Andiamo dunque a vedere tutti i casi possibili della combinazione fra mi, ti, gli, si, ci, vi, si e lo, la, li, le, ne:

    - mi: me lo, me la, me li, me le, me ne

    - ti: te lo, te la, te li, te le, te ne

    - gli: glielo, gliela, glieli, gliele, gliene

    - si: se lo, sa la, se li, se le, se ne

    - ci: ce lo, ce la, ce li, ce le, ce ne

    - vi: ve lo, ve la, ve li, ve le, ve ne

    - si: se lo, se la, se li, se le, se ne

    In linea generale vale anche la pena di notare alcune particolarità di questo pronomi combinati:

    - i pronomi indiretti precedono sempre i pronomi personali diretti (me lo)

    - la vocale i di mi, ti, ci, si e vi si trasforma in e, il pronome personale gli prende praticamente la vocale e

    - i pronomi combinati si scrivono sempre separati, ma fanno eccezione glielo, gliela, glieli, gliele, gliene che si scrivono attaccati

    In realtà in passato era considerato un grave errore utilizzare la forma gli alla terza persona plurale: si preferiva usare, infatti, loro. Tuttavia la lingua italiana è in continua evoluzione ed ecco che oggi loro viene messo un po’ da parte a favore di gli. Per esempio: ‘Hai dato da mangiare ai cani? No, non gliel’ho ancora dato’ al posto del più formale ‘Hai dato da mangiare ai cani? No, non l’ho ancora dato loro’. Questo soprattutto nella lingua parlata e negli articoli da giornale, mentre nei romanzi e nella letteratura in generale si può ancora trovare qualche accenno della forma più antica.

    Se nella frase trovate un pronome diretto o indiretto, seguito dal si riflessivo, impersonale o passivante, ricordante che non non cambia forma e rimane sempre in pole position: ‘Mi si offre una gradita cena’, ‘E’ una bella macchina, la si vende facilmente’, ‘Gli si rivolse con tono aspro’.

    Inoltre i pronomi personali si possono anche combinare con ci, inteso come avverbio di luogo o pronome dimostrativo:

    - mi ci, ci ti, ce lo, ce la

    - vi ci, ce li, ce le, ci si, ce ne

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