Segni di punteggiatura in italiano: il punto fermo, ortografia e grammatica

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    Segni di punteggiatura in italiano: il punto fermo, ortografia e grammatica

    Basta con l’analisi grammaticale, ogni tanto ci va un piccolo cambiamento, altrimenti fra verbi, avverbi e aggettivi non ne usciamo più fuori. Questa settimana ci concentriamo sull’ortografia, anzi, sul più importante segno della punteggiatura italiana: ecco a voi il punto fermo. Chiamato per comodità punto, è uno dei segni di interpunzione più utilizzato. Viene definito come la singola traccia di inchiostro su un foglio di carta, mentre nella lettura è la più lunga pausa esistente, comparabile solo al punto interrogativo o al punto esclamativo.

    Nell’italiano scritto il punto viene usato fondamentalmente per separare due settori del discorso contenenti idee di base diverse, definiti periodi. Regola base è che quando il punto viene usato per concludere un periodo, la prima parola di quello che segue deve avere obbligatoriamente la lettera maiuscola e deve essere separato da uno spazio. In pratica è anche l’unica regola che c’è da tenere a mente.

    Talvolta il punto viene utilizzato anche come segno di abbreviazione e lo possiamo trovare sia alla fine che in mezzo a una parola: per esempio abbiamo Dott. al posto di Dottore e Dott.ssa al posto di Dottoressa. Ovviamente quando viene usato in questo modo non richiede né la maiuscola né lo spazio. Il punto poi viene a far parte anche di altri segni di punteggiatura: lo troviamo singolo nel punto esclamativo, nel punto interrogativo e nel punto e virgola, mentre ne troviamo due nei due punti e tre nei puntini di sospensione. Questo è quanto c’è da sapere sull’uso del punto nella grammatica italiana.

    Ma non dimentichiamo che il punto viene anche usato nel linguaggio scientifico e nell’informatica. Nel primo caso, non viene utilizzato, come spesso erroneamente accade, per indicare la separazione fra la parte intera e decimale di un numero, in quanto nel Sistema Internazionale si utilizza la virgola, ma viene piuttosto usato per raggruppare le cifre a blocchi di tre, in alternativa all’uso dello spazio.

    In informatica, invece, il punto viene usato come delimitatore, per esempio per identificare i domini internet (DNS) e gli indirizzi IP. E ancora: nei sistemi operativi, il punto è il carattere Unicode e ASCII 46, mentre in esadecimale diventa 0x2E. Nel C viene usato per entrare negli elementi di una struct, mentre nei file system si usa per separare il nome di un file dalla sua estensione. Infine, nei sistemi Windows e Unix, il punto rappresenta la directory corrente, mentre i due punti consecutivi quella di livello superiore.