Analisi grammaticale: indicativo trapassato prossimo, usi e coniugazione in italiano

Analisi grammaticale: indicativo trapassato prossimo, usi e coniugazione in italiano
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    Analisi grammaticale: indicativo trapassato prossimo, usi e coniugazione in italiano

    Continua il nostro viaggio alla scoperta dell’analisi grammaticale. Questa settimana ci dedichiamo allo studio del tempo verbale noto come trapassato prossimo, facente sempre parte del modo indicativo. In linea generale si può dire che con il termine ‘trapassato’ in grammatica si indica un arco di tempo ancora più lontano di quello espresso con gli altri tempi verbali del passato, il passato prossimo, che abbiamo già visto e il passato remoto, argomento del prossimo articolo.

    In pratica con il trapassato, oltre a indicare un defunto, indichiamo anche una distanza temporale più ampia, il cosiddetto ‘passato del passato’. Oggi andremo a vedere il trapassato prossimo, il cui nome originario era alquanto improponibile, ovvero piuccheperfetto: si indica con esso un’azione avvenuta anteriormente rispetto ad una avvenuta con la voce verbale coniugata al passato prossimo.

    Per quanto riguarda la creazione del trapassato prossimo, esso si forma facilmente unendo l’imperfetto indicativo degli ausiliari avere o essere con il verbo da coniugare nella forma del participio passato. Un esempio potrebbe essere: ‘Avevo detto ad Alice di non mangiare la panna montata: ti ricordi di quando era stata male?’. Ogni verbo vuole il suo ausiliare, tranne alcune eccezioni che possono reggerli entrambi, cambiando leggermente di significato.

    Normalmente il più usato è avere, anche se essere non è da meno.

    In pratica il trapassato vuole esprimere la differenza temporale relativa al fatto che l’azione che enuncia è già passata rispetto alle altre forme verbali utilizzate nella proposizione (‘Quel giorno avevo mangiato alle 12′). Tuttavia c’è un’applicazione interessante del trapassato prossimo. Se lo usiamo con il verbo venire, questa forma verbale indica più che altro cortesia: ‘Ciao. Ero venuto per mangiare con te’. Tendenzialmente però questo tempo verbale si usa in frasi che vedono nella reggente la presenza di forme verbali come:

    - imperfetto (‘Da piccola non mangiavo se non avevo avuto un fumetto da sfogliare’)

    - passato remoto (‘Lasciai il vecchio lavoro perché il capo mi aveva stufato’)

    - passato prossimo (‘Ho studiato tanto perché mi avevano detto che il test di ingresso era difficile’)

    - presente storico (‘Pubblica il suo primo romanzo proprio quando aveva smesso di sperare’)

    Unica eccezione degna di nota è il trapassato remoto, che non è previsto in una proposizione in cui si utilizza il trapassato prossimo. Ma ecco come si coniuga il trapassato prossimo, modo indicativo:

    Io avevo mangiato
    Tu avevi mangiato
    Egli aveva mangiato
    Noi avevamo mangiato
    Voi avevate mangiato
    Essi avevano mangiato

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