Le 10 navi fantasma più famose della storia tra misteri e leggende

Tra le 10 navi infestate da fantasmi più famose della storia vi sono quelle ritrovate alla deriva senza equipaggio. Mistero, leggenda o realtà?

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    Quali sono le 10 navi fantasma più famose della storia? L’argomento, tra i capitoli più affascinanti di tutta la storia nautica, riguarda non tanto le imbarcazioni, come la Queen Mary, infestate dagli spettri, bensì quelle che vengono ritrovate alla deriva senza equipaggio e senza alcuna spiegazione per questa sparizione. Si tratta di imbarcazioni inquietanti, magari sono navi da guerra che dovrebbero contenere equipaggi di centinaia di marinai e invece sono totalmente deserte. Oppure navi in cui sembra che gli occupanti siano rimasti li fino a qualche secondo prima, salvo poi sparire misteriosamente. Andiamo dunque a scoprire quali sono le navi fantasma più famose della storia.

    Ourang Medan

    Nel giugno del 1947 richieste di soccorso arrivarono dalla nave Ourang Medan. La prima imbarcazione ad arrivare sul posto fu la Silver Star: un agghiacciante spettacolo li aspettava. A bordo l’equipaggio era tutto morto, la maggior parte come congelato con delle smorfie di orrore dipinte sul volte, rivolti verso il sole. Anche il cane di bordo era congelato, stava sulle quattro zampe e ringhiava all’aria. Sui corpi c’era l’assenza totale di ferite e di lesioni. Ovviamente non si conosce la causa di questa misteriosa morte di gruppo, le ipotesi vanno dagli alieni a oggetti inquietanti trasportati a perdite di gas dal fondale marino.

    Mary Celeste

    La Mary Celeste è una delle navi fantasma più famose di sempre. Partita il 7 novembre da New York con destinazione Genova, il 5 dicembre incontra la Dei Gratia del capitano Morehouse: questi si stupisce della rotta seguita dal suo amico, il capitano Brigg e cerca di contattare la Mary Celeste. Niente da fare, nessuna risposta e così decide di salire a bordo. La nave era deserta, l’equipaggio sembrava aver lasciato in fretta l’imbarcazione. Tutti i documenti erano spariti, ad eccezione del diario di bordo del capitano: l’ultima indicazione era quella del 25 novembre, dove si diceva che la Mary Celeste aveva superato le Azzorre. Gli effetti personali, il carico e il cibo erano tutti a bordo, non c’era nessun segno di lotta. Morehouse così guida la nave fantasma fino a Gibilterra, dove fa il suo ingresso il 13 dicembre. Pirateria, frode fiscale, maremoto, maltempo, ammutinamento, cause sovrannaturali: ogni spiegazione è possibile.

    Lady Lovibond

    La Lady Lovibond è una nave fantasma che appare ogni cinquant’anni circa. In pratica il 13 febbraio 1748 Simon Reed conduce la sua nuova sposa Annette a bordo della sua nave, nonostante fosse risaputo che avere una donna a bordo porta sfortuna. Disgraziatamente a bordo c’era anche John Rivers, il primo amante della donna che, furibondo per la gelosia, pugnala il timoniere e conduce la nave verso le Goodwin Sands. Nessun membro dell’equipaggio sopravvisse a questo viaggio. E ogni cinquant’anni la nave fa la sua comparsa, ma ogni volta che qualcuno va ad indagare sul quel misterioso relitto, non ne trova traccia né in mare né sulla sabbia.

    Octavius

    L’11 ottobre 1775 la Whaler Herald fa una macabra scoperta: il relitto della Octavius. Saliti a bordo, scoprono che l’equipaggio è morto congelato. Nella cabina del capitano trovano lui in persona, seduto, intento a scrivere, un marinaio, una donna e un bambino con una coperta. Purtroppo nel diario, essendo anche esso congelato, si può vedere solo la prima e l’ultima pagina: l’ultima annotazione del capitano risale al 1762. Questo vuol dire che la Octavius è rimasta imprigionata nei ghiacci dell’Alaska per ben 13 anni, lasciando l’equipaggio immutato nella morte. Molto probabilmente il suo capitano aveva optato per una rotta che aveva portato l’imbarcazione a incastrarsi nei ghiacci: nei mesi primaverili è probabile che l’imbarcazione si liberasse e vagasse per i mali gelidi, in attesa di finire nuovamente nella morsa del ghiaccio al successivo inverno. Da quell’avvistamento, la Octavius non si è più fatta vedere.

    Young Teazer

    Lo Young Teazer era uno Schooner americano privato costruita nel 1813. Era velocissima e nello stesso anno della sua costruzione, per fuggire allo Nova Scotian, entrò in un banco di nebbia. A questo punto sulle sue tracce si mette la HMS La Hogue che, durante la notte, viene raggiunta dalla HMS Orfeo. A questo punto la tragedia: La Hogue manda una scialuppa verso la Young Teaser, ma il primo ufficiale Frederick Johnson impazzisce e getta del fuoco nel reparto delle munizioni. L’equipaggio muore e la nave cola a picco. E qui arriva la parte paranormale della vicenda: nelle notti di nebbia, soprattutto nei tre giorni del plenilunio, nel punto in cui affondò lo Young Teazer si vede emergere una nave infuocata, sprizzante fiamme e chi l’ha vista dice di aver provato un angosciante senso di paura.

    Flying Dutchman

    Flying Dutchman, l’Olandese Volante è in realtà il nome di diverse navi famose sparse per il mondo. Quella che ci interessa è quella che si trova al largo del Capo di Buona Speranza. Mentre si trova a doppiarlo, scoppia una grande tempesta: al posto di andare in un porto sicuro, il capitano Hendrick Van Der Decken tenta un passaggio pericoloso, mentre l’equipaggio lo supplica di ripensarci. Lui ride, beve, fuma, li ignora, fino a quando l’equipaggio si ammutina. A questo punto il capitano li uccide tutti e sfida il cielo, sparando in alto. Peccato che la pistola gli scoppi in mano. A questo punto scatta la maledizione: da quel momento in poi sarà a capo di un equipaggio fantasma, costretto a navigare in eterno per i sette mari, senza mai avere pace. Di norma avvistare l’Olandese Volante è sinonimo di sventura per la nave in questione.

    MV Joyita

    Il MV Joyita era uno yacht di lusso costruito nel 1931 a Los Angeles. Il 3 ottobre 1955 il Joyita salpò da Samoa per le Isole Tokelau: il viaggio richiedeva due giorni al massimo, ma al terzo giorno ancora nessuna nuova della nave. Non vennero neanche ricevuti dei messaggi di soccorso. Nonostante le ricerche della Royanl New Zealand Air Force, il Joyita venne ritrovato solo il 10 novembre dalla nave Tuvalu. Il ponte mezzo sommerso, il carico perso, equipaggio e scialuppe di salvataggio assenti, una borsa da medico macchiata di sangue abbandonata sul pavimento, giornale di bordo e sestante mancanti. Pirati? Frode assicurativa?

    Eliza Battle

    L’Eliza Battle era era un piroscafo di lusso in legno che aveva lo scopo di intrattenere presidenti e vip. Nel 1858 un incendio divampa fra le balle di cotone sul ponte e va subito fuori controllo. La nave affonda, la maggior parte dei passeggeri muore e ancora adesso si dice che durante le piene primaverili, soprattutto se c’è la luna piena, il fantasma dell’Eliza Battle torni a navigare sul fiume, fra musica e fiamme così brillanti da permettere di leggere sulla fiancata della nave il suo nome. Anche qui, vederla è presagio di sventura imminente per le altre imbarcazioni.

    Baychimo

    Il disastro della Baychimo avvenne nel 1931: al largo di Barrow la nave ghiaccia. L’equipaggio scende, si rifugia nell’interno, attende che la nave scongeli e risale a bordo. Ma una settimana dopo la nave congela di nuovo: i marinai scendono e si costruiscono un riparo per aspettare la fine dell’inverno. Solo che una notte la nave scompare. Viene avvistata poco distante, l’equipaggio si affanna a recuperare il prezioso carico di pellicce e abbandona la nave ancora una volta. Ancora oggi la Baychimo è imprigionata nei ghiacci da qualche parte nell’Artico, ogni tanto qualcuno la vede, ma poi sparisce subito dopo.

    Carrol A. Deering

    La Carrol A Deering era uno Schooner a 5 alberi costruita nel 1911. Il 2 dicembre 1920 la nave lascia Rio, ma per un malore del capitano William Merrit, il suo posto viene lasciato al sostituto capitano Wormell. Dopo aver lasciato Rio, la Deering si fermò a Barbados per le forniture. Qui il Primo Ufficiale comincia a lamentarsi del capitano. Poi si perdono le tracce della nave fino al 28 gennaio 1921: il guardiano di un faro incrocia la nave, vede un marinaio dai capelli rossi sul ponte che gli dice che la nave ha perso le ancore. Il 31 gennaio l’imbarcazione viene trovata in secca sulla Diamonds Shoals, al largo di Cape Hatteras: l Deering era stato completamente abbandonato. I registri di navigazione mancavano, così come due scialuppe di salvataggio. La cambusa stava preparando i pasti per i giorni seguenti. Purtroppo il relitto venne fatto saltare in aria prima di poter compiere indagini più approfondite. Ma se vi diciamo che il tutto è successo nel Triangolo delle Bermuda?