La top ten dei figli meno conosciuti di padri famosi

La top ten dei figli meno conosciuti di padri famosi
da in Cultura, Letteratura, Albert Einstein, Galileo Galilei, Winston Churchill
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 16:47

    La top ten dei figli meno conosciuti di padri famosi: tema decisamente scottante, la storia è piena di queste sfortunate figure. Una delle sfide più difficili da affrontare nella vita, infatti, è quella di fare i conti con dei personaggi famosi in famiglia, figuriamoci poi se sei un loro figlio. La loro grandezza è tale che ai figli non rimangono molte scelte: essere distrutti nel tentativo di emularli o surclassarli, scegliere una strada del tutto diversa o ancora proseguire sulle loro orme, talvolta diventando altrettanto famosi, talvolta no. Vediamoli questi sfortunati figlioli.

    Randolph Frederick Edward Spencer Churchill nacque a Londra il 28 maggio 1911 e morì il 6 giugno 1968: è stato un ufficiale, giornalista e politico inglese. Egli era figlio dello statista inglese Winston Churchill: vi immaginate come deve essersi sentito essendo figlio di un personaggio di tale caratura? Non che non ci abbia provato: tentò di entrare in politica, ma venne sempre bocciato, non raggiungendo neanche lontanamente la figura paterna. E c’è di più: veniva letteralmente considerato la pecora nera della famiglia: era irascibile, dal pessimo carattere e dedito all’alcolismo. Capendo di non poter eguagliare il padre, decise di dedicarsi alla carriera letteraria: oltre a fare il giornalista scrisse una sua autobiografia e tentò di produrre quella del padre, ma arrivò a soli due capitoli. Morì a causa di un attacco cardiaco.

    James Roosevelt nacque nel 1907 e morì nel 1991: era il figlio del ben più celebre Franklyn Roosevelt. A differenza del precedente, che tentò la stessa carriera del padre con miserrimi risultati, James fu un politico niente male, ma fu comunque condannato a trascorrere l’esistenza all’ombra del padre. Forse anche perché iniziò sostenendo proprio il padre, un buon trampolino di lancio, ma che lasciò una forte impronta su di lui. Camminò sulle sue gambe dopo la Seconda Guerra Mondiale, dove raggiunse il grado di colonnello, anche a causa della morte del padre, ma di sicuro non raggiunse i risultati paterni.

    Hans Albert Einstein nacque a Berna il 14 maggio 1904 e morì a Woods Hole il 20 luglio 1973: è stato un ingegnere svizzero, figlio primogenito del celeberrimo premio Nobel Albert Einstein. Vi immaginate come deve essere stata la vita del figlio di un tal geniale uomo? Ma Hans Albert appartiene alla categoria dei figli di padri celebri che, intraprendendo una strada diversa, ottenne numerosi riconoscimenti per suoi meriti propri. Fu infatti uno dei maggiori studiosi di ingegneria idraulica, ed ha dato fondamentali contributi nel campo del trasporto solido da parte di correnti fluviali. Certo, se non siete del campo magari non lo conoscete, ma è indubbio che riuscì a scrollarsi almeno parzialmente di dosso l’ombra paterna.

    Ernst Freud nacque nel 1892 e morì nel 1970. Era il terzogenito di Sigmund Freud ed è un chiaro esempio di come un figlio può raggiungere l’eccellenza in un campo totalmente diverso da quello paterno. Pensate cosa vuol dire avere un padre come Freud: non puoi pronunciare mezza parola che vieni immediatamente psicanalizzato! Forse per questo motivo decise di lasciare totalmente perdere la carriera di medico, per dedicarsi con profitto all’architettura. Fu profondamente influenzato dal collega Mies van der Rohe. Nella foto Freud con i figli Ernst (a sinistra) e Martin (a destra).

    Robert Todd Lincoln nacque a Springfield il 1 agosto 1843 e morì a Manchester il 26 settembre 1926: è stato un politico statunitense, primogenito di Abraham Lincoln. Anche qui ci troviamo di fronte a un padre di peso, come avrà affrontato la sua vita Todd? Beh, più o meno come Randalph Churcill: con una fallimentare carriera in politica. Certo, nessuno si aspettava che raggiungesse le vette del padre, ma tutti gli storici concordano sul fatto che lui e la politica non fossero fatti l’uno per l’altro. Aveva un carattere meditativo e introverso, forse causato anche dal fatto di essere a conoscenza della preferenza dei genitori per il fratello morto. Però si dimostrò lungimirante: rifiutò di aderire ad alcuni movimenti politici, ben sapendo che la richiesta derivava solo dal suo cognome famoso. Se c’è una cosa di buono che fece, fu quella di dedicarsi alle opere di carità. Forse se avesse intrapreso un’altra strada, le cose sarebbero andate meglio.

    Napoleone II di Francia nacque a Parigi il 20 marzo 1811 e morì a Vienna il 22 luglio 1832: fu il figlio di Napoleone Bonaparte e della seconda moglie Maria Luisa d’Asburgo-Lorena e per un breve periodo, Imperatore dei Francesi. Chi è tuo padre? Napoleone! Immaginatevi a pronunciare queste parole, il carico di responsabilità deve essere stato impressionante. La fine di suo padre fu la sua: venne mandato in esilio in Austria insieme alla madre, dopo la sconfitta del padre a Waterloo, prima ancora di poter dimostrare quanto valesse. In realtà probabilmente vide che la vita dell’uomo di potere era troppo stressante e piena di incertezze, per questo non tentò mai di seguire le orme paterne. Purtroppo contrasse la tubercolosi e morì. Si dice che la sua unica influenza storica fosse quella di obbligare il cugino ad assumere il titolo di Napoleone III, visto che lui era stato brevemente il II.

    Johann Christoph Friedrich Bach nacque a Lipsia il 21 giugno 1732 e morì a Bückeburg il 26 gennaio 1795: è stato un compositore tedesco, figlio del più celebre Bach. Lui non ebbe scampo nella scelta del mestiere: il padre diede lezioni a tutti i figli fin dalla più tenera età, impossibile sfuggire al mestiere del compositore. In realtà la sua carriera fu assai mediocre, non tentando nemmeno di raggiungere il padre, ma neanche i fratelli, che avevano nelle vene una maggior quantità del sacro fuoco dell’arte. Era bravo, ma non come può essere il puro genio, bensì come può esserlo un insegnante.

    Vincenzo Galileo è il figlio illegittimo dell’illustre Galileo Galilei e della di lui amante Marina Gamba. Porta il nome del nonno e decise fin da subito che era perfettamente inutile dedicarsi alle scienze del padre, meglio una carriera nel mondo dell’arte. Messi da parte gli studi di legge che il padre aveva scelto per lui, si dedicò alla poesia e alla musica, le sue grandi passioni. Non sarà diventato una cima in questi campi, ma almeno tentò di liberarsi dell’ingombrante ombra paterna. Anzi, pare che i due litigassero spesso, talvolta per questioni economiche, ma quando Galileo venne accusato dalla Chiesa, il figlio ne divenne il principale supporto.

    Diego Colombo Moniz, primo duca di Veragua, primo marchese della Giamaica e secondo ammiraglio delle Indie nacque nel 1479-1480 a Porto Santo o 1474 a Lisbona e morì il 23 febbraio o 26 febbraio 1526 a Montalbán: fu il quarto viceré delle Indie e il figlio primogenito di Cristoforo Colombo e Filipa Moniz. Beh, che dire di lui? Il padre fece tutto, anche se non deve essere stato facile convivere con un padre del genere. Lo immaginiamo da piccolo che dice tutto orgoglioso al padre di aver scoperto una nuova scorciatoia per arrivare al mercato e il padre che lo blocca subito dicendogli che lui ha scoperto l’America (va bene, pensava che fosse l’India, ma l’importante è scoprire qualcosa, no?). In realtà Diego ha passato tutta la sua vita a cercare di riconquistare i titoli che il padre aveva perso. Tanto disse e tanto fece che i titoli ottenuti dal padre, alla sua morte, divennero ereditari.

    Pipino, detto il Gobbo nacque nel 769 e morì nel 811: fu il primogenito di Carlo Magno. I problemi esistenziali di Pipino il Gobbo iniziano subito: era il frutto dell’amore fra Carlo Magno e la nobildonna Imiltrude. Non erano sposati agli occhi della Chiesa, quindi quest’ultima invalidò la sua nascita, dichiarandolo un illegittimo. Nonostante questo continuò a vivere a corte, ovviamente privato dei suoi titoli, almeno fino a quando non partecipò a una congiura contro il padre e i fratelli: venne scoperto e condannato a prendere i voti. Dagli torto: malformato fin dalla nascita, diseredato e condannato a trascorrere la vita accanto a titoli e privilegi che sentiva spettargli di diritto!

    1802

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