Festa della mamma 2015: le poesie e le frasi più belle

Festa della mamma 2015: le poesie e le frasi più belle
da in Cultura, Divina Commedia, Libri, Poesia, Poeti, Scrittori, Festa della mamma, Victor Hugo
Ultimo aggiornamento: Domenica 26/06/2016 20:00

    Il tema della madre, si sa, ha sempre affascinato scrittori e poeti. In occasione della Festa della Mamma 2015, poesie o semplici frasi potrebbero essere l’idea giusta per accompagnare un regalo, visto che, molto spesso, ci si scopre incapaci di esprimere con le giuste parole l’immenso affetto che ognuno di noi prova per la persona più importante in assoluto. La Festa della Mamma però, potrebbe essere occasione anche per scoprire quanto la letteratura italiana e non solo, abbia dedicato alla figura della madre, considerata da sempre uno dei temi più cari per gli artisti di tutto il mondo.

    La prima poesia che abbiamo scelto è ‘La mamma’ di Ada Negri, una tra le poetesse italiane più importanti di sempre.

    La mamma non è più giovane/ e ha già molti capelli/ grigi: ma la sua voce è squillante/ di ragazzetta e tutto in lei è chiaro/ ed energico: il passo, il movimento,/ lo sguardo, la parola.

    Anche la tormentata poetessa dei navigli Alda Merini ha dedicato dei versi splendidi alla figura materna, versi in cui parla come solo una madre può parlare a un figlio: in modo duro e appassionato, ma con tanto, tanto amore.

    Le madri non cercano il paradiso,/ il paradiso io l’ho conosciuto/ il giorno che ti ho concepito./ Perché vuoi morire?/ Non ti ricordi la tua tenera infanzia/ e quanto hai giocato con me?/ Perché vuoi inebriarti della tua anima?/ Tu stai uccidendo tua madre/ eppure non riesco a dimenticare/ i gemiti del parto./ Anch’io quel giorno sono morta/ quando ti ho dato alla luce,/ tu sei peggio/ di qualsiasi amante figlio mio/ tu mi abbandoni./

    Tra le poesie più belle dedicate alla mamma, non possiamo non segnalare ‘Le mani della madre‘, di Rainer Maria Rilke, narratore e drammaturgo austriaco, considerato l’autore in lingua tedesca più importante del XX secolo.

    Tu non sei più vicina a Dio/ di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende/ benedette le mani./ Nascono chiare in te dal manto,/ luminoso contorno:/ io sono la rugiada, il giorno,/ ma tu, tu sei la pianta./

    Anche Victor Hugo, tra i grandi protagonisti della letteratura del XIX secolo, si è lasciato coinvolgere dai sentimenti ispirati dalla figura materna.

    La madre è un angelo che ci guarda/ che ci insegna ad amare!/ Ella riscalda le nostre dita, il nostro capo/ fra le sue ginocchia, la nostra anima/ nel suo cuore: ci dà il suo latte quando/ siamo piccini, il suo pane quando/ siamo grandi e la sua vita sempre./

    E’ una struggente poesia in cui il poeta friulano, rievocando l’angoscia vissuta negli anni dell’adolescenza, esprime quasi il desiderio di ricongiungersi alla madre, morta ormai da tempo. Riportiamo qui di seguito, l’inizio del componimento.

    Madre che ho fatto soffrire/ (cantava un merlo alla finestra, il giorno/ abbassava, sì acuta era la pena/ che morte a entrambi io m’invocavo) madre/ ieri in tomba obliata,/ oggi rinata; presenza,/ che dal fondo dilaga quasi vena/ d’acqua, cui dura forza reprimeva,/ e una mano le toglie abile o incauta/ l’impedimento;/ presaga gioia io sento/ il tuo ritorno, madre mia che ho fatto/ come un buon figlio amoroso, soffrire./

    Non poteva mancare, nella nostra breve rassegna di poesie dedicate alla mamma, il Sommo Poeta e la sua celebre sequenza contenuta nell’ultima cantica della Divina Commedia, il sublime inno alla bellezza della Madre Celeste che racchiude, nella visione dantesca, la figura di tutte le madri del mondo.

    Vergine madre, figlia del tuo figlio,/ umile e alta più che creatura,/ termine fisso d’eterno consiglio,/ tu se’ colei che l’umana natura/ nobilitasti si’, che ‘l suo fattore/ non disdegnò di farsi sua fattura./ Nel ventre tuo si riaccese l’amore,/ per lo cui caldo ne l’eterna pace/ così è germinato questo fiore./ Qui se’ a noi meridiana face/ di caritate, e giuso, intra mortali,/ se’ di speranza fontana vivace./ Donna, se’ tanto grande e tanto vali,/ che qual vuol grazia e a te non ricorre/ sua disianza vuol volar senz’ali./

    Per ultima, ma non per questo meno bella, la poesia di Edmondo De Amicis Se fossi pittore, lo splendido inno d’amore di un figlio nei confronti della propria madre.

    Non sempre il tempo la beltà cancella/ o la sfioran le lacrime e gli affanni:/ mia madre ha sessant’anni,/ e più la guardo e più mi sembra bella./ Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto/ che non mi tocchi dolcemente il core;/ ah, se fossi pittore,/ farei tutta la vita il suo ritratto!/ Vorrei ritrarla quando china il viso/ perch’io le baci la sua treccia bianca,/ o quando, inferma e stanca,/ nasconde il suo dolor sotto un sorriso/ Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,/ non chiederei di Raffael da Urbino/ il pennello divino/ per coronar di gloria il suo bel volto;/ vorrei poter cangiar vita con vita,/ darle tutto il vigor degli anni miei,/ veder me vecchio, e lei/ dal sacrificio mio ringiovanita./

    Continuiamo la nostra carrellata di versi dedicati alla figura materna con alcune citazioni tratte da brani di autori famosi, da Elsa Morante a Marcel Proust.

    ‘Nessun affetto nella vita eguaglia quello della madre.’

    ‘La mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo’.

    ‘Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino’.

    ‘La mia sola consolazione, quando salivo per coricarmi, era che la mamma venisse a darmi un bacio non appena fossi stato a letto.’

    ‘Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono’.

    ‘Non scorderò mai mia madre, perché fu lei a piantare e nutrire i primi semi del bene dentro di me.’

    ‘La madre è sublime perché è tutta istinto. L’istinto materno è divinamente animale. La madre non è donna, ma femmina.’

    ‘Si può fregare tutti per un certo periodo, o qualcuno per sempre, ma non si può fregare la mamma.’

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