Il maggio dei libri… preferiti da noi

Il maggio dei libri… preferiti da noi
da in Cultura, Letteratura, Libri
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 06/05/2015 10:58

    Siamo nel pieno del “Maggio dei libri”, la campagna per la diffusione del libro e della lettura promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali, con il patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori. Un intero mese dedicato alla lettura, che bello! Specie in un paese come il nostro, molto poco dedito a questo meraviglioso passatempo. Le statistiche parlano chiaro: stando all’Istat, nel 2014 i lettori in Italia sono 23milioni750mila, il 41,4% della popolazione. Per lettori, si intende chi ha letto per svago (non per dovere, non per obblighi scolatici) almeno un libro nel corso dell’anno. I “lettori forti” (un libro al mese, attenzione: tanta roba!), sono invece il 14,3% dei lettori: vale a dire, 3milioni400mila. Non è finita: il 10% delle famiglie italiane dichiara di non avere in casa nemmeno un libro. Addirittura! Ve lo dicevo che la situazione era deprimente! E dunque, cari non lettori, cari italiani che ad abbandonarvi al piacere di leggere non ci pensate proprio, a voi proponiamo i nostri libri del cuore, quelli preferiti da noi. Sappiamo di farvi un gran regalo, e che in fondo in fondo, prima o poi, lo apprezzerete. Ciascuno di noi ha risposto a queste tre domande: qual è il tuo libro preferito, perché, 3 aggettivi per descriverlo.

    Qual è il tuo libro preferito? Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Perché? Wilde è un genio e qui me lo conferma nella descrizione di un mondo così lontano da me, di ricerca estrema della bellezza, della giovinezza e del piacere a tutti i costi attraverso un personaggio affascinante e completamente folle. Tre aggettivi per descriverlo: Folle. Unico. Perfetto.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Cent’anni di solitudine di G.G. Marquez; 2) Shantaram di Gregory D. Roberts Perché? 1) Perché lo stile con cui Marquez racconta la storia di questa famiglia, condannata da generazioni a vivere diverse tipologie di solitudine, viaggia a metà tra realtà e magia, una magia però che non serve tanto ai fini narrativi ma ad aprire una finestra sugli aspetti più emotivi e profondi dei personaggi. 2) Shantaram racconta la storia di un uomo che scappando dalla legge atterra in un mondo in cui morale e legalità sono concetti molto relativi, ma dove la gente ha un enorme senso etico e religioso. Il romanzo quindi, ambientato in India, alterna momenti di narrazione (in cui il protagonista per lo più infrange la legge) a parti di riflessione filosofico-religiose su Dio, l’Amore e la vita davvero molto belle. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Poetico. Interessante. Introspettivo. 2) Avvincente. Emozionante. Profondo.

    Qual è il tuo libro preferito? Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda. Perché? Rivedo in quelle pagine alcuni tratti della mia vita. Dalla morte della mamma che pensa in primis al suo piccolo, proprio come la forza che ha spinto fino all’ultimo mia mamma, ad avere qualcuno che ti aiuti a superare le mille difficoltà e a crescere, dove rivedo la figura dei miei fratelli, fino a riuscire a spiccare il volo, inciampando, cadendo e rialzandosi ogni volta un pochino più acciaccato, ma con un briciolo di motivazione in più. Lo consigliano come libro per bambini, ma credo sia fondamentale risfogliarlo ciclicamente per ritrovare quelle sfumature che si colgono solo col passare degli anni. Tre aggettivi per descriverlo: Coraggioso. Motivazionale. Romantico.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Anna Karenina di Lev Tolstoj; 2) Castelli di rabbia di Alessandro Baricco Perché? 1) Perchè rappresenta tutte le storie d’amore insieme. 2) Perchè come fai a non amare un libro che ti insegna questo: – E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa? – Già. – Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola lì la schifezza. – Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza? – No. Ma sta’ attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. È solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante. (p. 52) Tre aggettivi per descriverlo: 1) Travolgente. Dolce. Rovinoso. 2) Non ci sono aggettivi. Castelli di rabbia è un libro senza parole, è solo una lunga, meravigliosa, poesia.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Il signore degli anelli di Tolkien; 2) World War Z di Max Brooks Perché? 1) Leggerlo ti fa vivere un sogno, trasportandoti in un mondo fantastico dove si sperimentano tutte le sfumature di emozioni. E’ incredibilmente perfetto dalla prima all’ultima pagina. 2) Zombie, umanità a rischio estinzione e l’istinto di sopravvivenza a regolare il nuovo mondo: come si può non amarlo? Tre aggettivi per descriverlo: 1) Magico. Coinvolgente. Emozionante. 2) Avvincente. Profondo. Gasante.

    Qual è il tuo libro preferito? L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez Perché? Ricordo ancora la sensazione di familiarità che provai dopo aver letto l’incipit: “Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati”. Era il MIO libro ed è stato amore a prima vista. Come non appassionarsi alla figura tormentata e passionale di Florentino Ariza, che per più di mezzo secolo cerca in tutti i modi di ricongiungersi con il suo primo amore, nonostante le rughe, i capelli bianchi e gli acciacchi della vecchiaia? È stato il libro che più di tutti ha segnato la mia adolescenza, ma ancora oggi continua ad emozionarmi. Il motivo? Credo che l’amore, in tutte le sue forme, sia la più bella e contagiosa malattia che ti possa capitare. Tre aggettivi per descriverlo: Struggente. Poetico. Pittoresco.

    Qual è il tuo libro preferito? Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. Perché? Letto in tre giorni (mai successo) è una storia intensa che racconta un po’ del nostro paese e ma soprattutto parla d’ amicizia. Tre aggettivi per descriverlo: Intenso. Emozionante. Toccante.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) I Demoni di Fëdor Dostoevskij; 2) Le novelle della Pescara di Gabriele D’Annunzio Perché? 1) Nell’età anagrafica della disillusione, la prima lettura che è stata nuovamente ‘svelamento’ (aletheia). 2) Nell’età anagrafica dell’illusione, ‘L’Origine del Mondo’. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Antropologico. Storico. Teoretico. 2) Primitivo. Espressionistico. Incontaminato.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) 1984 di George Orwell; 2) Com’era verde la mia vallata di Richard Llewellyn Perché? 1) Perché ha anticipato di 60 anni tutto quello che stiamo vivendo ai giorni nostri. 2) Perché è uno dei romanzi di formazione meglio costruiti che abbia mai letto, che racconta un periodo storico attraverso le vicende di una famiglia di minatori del Galles. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Distopico. Avvincente. Profetico 2) Storico. Generazionale

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Il falco di Svevia di Maria R. Bordihn; 2) Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij Perché? 1) Perché è il romanzo migliore sulla vita di Federico II di Svevia e il ritmo della narrazione inoltre, tiene sempre viva la curiosità per la pagina successiva. Dai Mercati di Palermo (dove è cresciuto adottato dalla semplicità del popolo) all’apice dell’Impero inseguendo il sogno di riportare la sua terra all’antica grandezza, facendone il punto d’incontro di filosofi e scienziati di tutto il Mediterraneo. Suggerisco questo libro perché sebbene romanzata la storia è ricchissima di dettagli veri, non solo nella ricostruzione storica ma anche e soprattutto nella descrizione dei luoghi, dei contesti sociali e dei rapporti vulcanici con il più grande centro di interessi e potere della storia: il Papato. E’ un libro che esalta la tolleranza e il carisma di un imperatore illuminato. Le sue contraddizioni, le passioni amorose e quelle per le arti e le scienze. Uno stratega colto e ambizioso capace di circondarsi di collaboratori eccezionali in tutte le materie. Vincitore da scomunicato di una crociata vinta con l’arte della mediazione. Non una goccia di sangue versato. 2) Perché legge e interpreta benissimo l’esperienza della solitudine. Quella che almeno una volta nella vita ognuno ha vissuto. Forse un rifugio da tutte le paure, ma anche una gabbia per speranza. Le confidenze semplici e talvolta banali di due ragazzi che si raccontano speranze, dubbi, frustrazione e gioie. La rivelazione del ragazzo alla giovane della sua incapacità di vivere, di creare legami con le altre persone, di amare e sentire realmente se stesso nei rapporti. La Sua solitudine è un mondo onirico fatto solo di se stesso. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Passionale. Energico. Sanguigno. 2) Rivelatore. Illusorio. Struggente.

    Qual è il tuo libro preferito? Il Critone di Platone Perché? Perché descrive la coerenza che ciascun uomo dovrebbe avere nella propria vita e quanto bisognerebbe essere disposti a sacrificare per l’ideale in cui si crede (in questo caso Socrate sacrifica la propria vita pur di restare coerente ai propri ideali). Inoltre, essendo strutturato secondo il metodo dialogico socratico, porta il lettore ad arrivare alla stessa conclusione del “protagonista”: insomma il lettore non si siede ad ascoltare una lezione con cui può anche non concordare, ma arriva lui stesso a sostenere quella stessa tesi (anche se, magari, nella vita poi non riesce ad attuarla). E poi perché dice una delle cose, a mio parere, più vere: “Magari, o Critone, la gente fosse capace di fare il male, perché allora saprebbe fare anche il bene. La gente, invece, operò così, a casaccio”. (vado a memoria quindi qualche parola potrebbe non essere corretta) Tre aggettivi per descriverlo: Concreto. Educativo. Ovviamente coerente.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Alcatraz, un dj nel braccio della morte di Diego Cugia; 2) Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi Perché? 1) Ti prende la mano e la immerge nell’oscurità dei tuoi dolori. E ti mostra che fanno male solo se lo vuoi tu. 2) Offre speranza anche a chi si sente sbagliato, senza futuro, ingrato e degno solo di castigo. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Rabbioso. Umano. Indifeso. 2) Desolante. Terrorizzante. Redentivo.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Momo di Michael Ende; 2) Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini Perché? 1) E’ il mio libro preferito perché è il primo vero romanzo che ho letto nella mia vita, durante l’estate della quarta elementare. Seppur travestito da storia per ragazzi, Momo è un racconto molto profondo della società occidentale odierna e dell’impiego che viene fatto del tempo a disposizione. E’ anche una profonda critica al consumismo e alla frenesia che ci contraddistinguono e che talvolta fanno perdere di vista il reale obiettivo umano: la ricerca della felicità. Mi piacerebbe molto rileggerlo adesso, a distanza di 25 anni, per vedere se lo amo ancora allo stesso modo. 2) Penso che un libro possa definirsi buono quando, una volta chiuso, ti lascia una sensazione di vuoto, di magone che ti prende allo stomaco come per la perdita di qualcosa. Il cacciatore di aquiloni mi ha fatto questo effetto. Mi ha portato in un paese e in un periodo storico dei quali sapevo poco o nulla e mi ha raccontato una storia di profonda amicizia. Mi ha catturata, coinvolta e sconvolta, lasciandomi senza fiato. Quando si terminano libri come Il cacciatori di aquiloni è difficile iniziarne subito un altro. Sai già che la lettura successiva non sarà all’altezza. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Simbolico. Onirico. Meditativo. 2) Coinvolgente. Sconvolgente. Potente

    Qual è il tuo libro preferito? Trafalgar di Benito Pérez Galdós Perché? Per due motivi: il primo la sua rigorosità storica e il secondo per come riesce a descrivere e farti avvicinare alla battaglia che cambiò la storia della Spagna e dell’Inghilterra. Tre aggettivi per descriverlo: Irripetibile. Fugace. Umano.

    Qual è il tuo libro preferito? Il nome della rosa di Umberto Eco Perché? E’ stato il primo libro che mi ha appassionato, che mi ha introdotto nel mondo della lettura. Dopo di esso tutto è stato diverso; ho iniziato veramente a leggere. Tre aggettivi per descriverlo: Misterioso. Colto. Intrigante.

    Qual è il tuo libro preferito? I detective selvaggi di Roberto Bolaño Perché? È uno di quei libri da leggere quando ti viene voglia di spegnere il cervello e buttarlo nel gabinetto: ti ricorda che nonostante tutto è bello averne uno. Tre aggettivi per descriverlo: Appassionato. Tumultuoso. Letterario.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) Correndo con le forbici in mano di Augusten Burroughs; 2) Novecento di Alessandro Baricco Perché? 1) Perché, non essendo la lettura il mio hobby preferito, ho bisogno di testi che mi facciano ridere (ho riso dall’inizio alla fine); e poi alcune cose divertenti del libro le ritrovo nel mio vissuto (il che fa ancora più ridere). 2) E’ un testo che ho letto durante un corso di recitazione e ci sono affezionato. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Divertente. Spassoso. Veloce. 2) Scorrevole. Malinconico (ma non deprimente). Romantico (ma non diabetico).

    Qual è il tuo libro preferito? On the road di Jack Kerouak Perché? Forse sarò un po’ prolissa, ma quando scrivo non ho il dono della sintesi. Amo viaggiare, forse è la mia ossessione, e l’America è uno dei miei continenti preferiti (pur ammettendo di avere un rapporto di amore e odio con gli amici americani). Quando ho letto per la prima volta questo libro, che mi fu regalato da una persona speciale, ero al liceo. Insomma, una diciottenne che sognava il viaggio coast to coast con zaino in spalla non poteva non innamorarsi di questo racconto. Credo che Kerouak con questo libro sia in grado di far sognare, di immaginare quei paesaggi e quel viaggio così “pazzo” e così all’avventura. Molte volte (ancora oggi) mi verrebbe voglia di lasciarmi tutto alle spalle, attivare la leva del CORAGGIO e dell’INCOSCIENZA, disattivare quella della RESPONSABILITA’ e andare da qualche parte… non so di preciso dove. Perché alla fine credo che un po’ tutti alle volte sentiamo la voglia di rischiare, di cambiare, la necessità di cercare qualcosa che non abbiamo… Come disse Kerouak: “Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo” “Per andar dove, amico mio?” “Non lo so, ma dobbiamo andare”. Tre aggettivi per descriverlo: Stimolante. Alternativo (un po’ underground). Ispirazionale

    Qual è il tuo libro preferito? 1984 di George Orwell Perché? Perché ho sempre apprezzato la capacità di Orwell di prevedere il futuro: un modo di vedere le cose così in maniera pessimista, una società così in crisi di valori come quella in 1984. Scritto a fine anni 40, sembra che parli degli anni 2000. Tre aggettivi per descriverlo: Pessimista. Utopico al contrario (ho visto ora che si dice distopico). Cinico.

    Qual è il tuo libro preferito? Il giorno dopo domani di Allan Folsom Perché? Ogni pagina un colpo di scena Tre aggettivi per descriverlo: Misterioso. Incalzante. Intrigante.

    Qual è il tuo libro preferito? Io ci sono – La mia storia di non amore di Lucia Annibali Perché? Perché racconta la rinascita di una donna, senza filtri, ma con ironia. Tre aggettivi per descriverlo: Forte. Intenso. Necessario.

    Qual è il tuo libro preferito? Sotto cieli noncuranti di Benedetta Cibrario Perché? Perché l’autrice riesce a farti sentire parte della storia, descrive i personaggi in un modo che ti sembra di conoscerli da sempre e quando finisce il libro ti dispiace quasi “lasciarli”. Un giallo “sottile”, forse non è il libro della vita, ma mi ha tenuto compagnia e lo consiglierei a tutti, trovo che l’autrice abbia uno stile di scrittura molto delicato. Tre aggettivi per descriverlo: Delicato. Profondo ma Leggero.

    Qual è il tuo libro preferito? La ragazza delle arance di Jostein Gaarder Perché? Perché racconta di grandi amori Tre aggettivi per descriverlo: Malinconico. Emozionante. Magico.

    Qual è il tuo libro preferito? Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi Perché? Perché l’ho letto a 15 anni, l’età perfetta per questo libro, che mi ricorda quindi un periodo bellissimo della mia vita, il liceo, gli anni in cui tutto ti sembra possibile e impossibile al tempo stesso, i primi amori, i primi struggimenti, le passioni esaltate e le delusioni brucianti. Tutto vissuto in full hd e a 180 bpm. Tre aggettivi per descriverlo: Adolescenziale (in senso buono). Genuino (perché scritto con la testa e le parole di un diciottenne). Romantico.

    Qual è il tuo libro preferito? 1) I Fiori del Male di Charles Baudelaire; 2) La peste di Albert Camus Perché? 1) Perché nessun’altra opera scava così a fondo nell’animo umano, tra cattiva coscienza della menzogna e il fuggitivo riscatto della bellezza. Il vertice poetico di tutti i tempi. 2) Perché dopo aver interiorizzato quella coscienza della menzogna e scoperto la presenza del male, non rimane altro da fare che aprirsi alla più umana delle possibilità, la solidarietà e l’armonia con gli altri, nonostante tutto. Tre aggettivi per descriverlo: 1) Potente. Sofferto. Carnale. 2) Intenso. Speranzoso. Salvifico.

    Qual è il tuo libro preferito? Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba Perché? Uno per tutti, tutti per uno. Tre aggettivi per descriverlo: Avventura. Amicizia. Pappa col pomodoro (lo so non è un vero aggettivo ma dice tutto).

    Qual è il tuo libro preferito? L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson Perché? E’ il mio preferito perché nonostante la sua semplicità comunicativa riesce a fotografare dei comportamenti contrastanti comuni a tutti gli uomini: egoismo/altruismo, coraggio/codardia, solitudine/aggregazione. Tre aggettivi per descriverlo: Esotico. Intramontabile. Educativo.

    Qual è il tuo libro preferito? Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi Perché? Adoro i fantasy, le letture semplici e coinvolgenti. L’ho divorato tutto d’un fiato. Tre aggettivi per descriverlo: Avvincente. Scorrevole. Semplice.

    Qual è il tuo libro preferito? I Viceré di Federico De Roberto Perché? E’ un romanzo del 1894 e racconta le vicende della famiglia Uzeda. Ma ci ritrovo l’Italia, di ieri, di oggi, forse di domani. Corrotta, feroce, impietosa. L’Italia che, unita nel concetto di nazione, deve sempre e comunque trovare il modo di far prevalere egoismi, privilegi (di pochi), individualità. Tre aggettivi per descriverlo: Incompreso (il romanzo). Cinico. Lucido.

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