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Nepal: il terremoto distrugge le bellezze artistiche del Paese

Nepal: il terremoto distrugge le bellezze artistiche del Paese
da in Architettura, Cultura, Monumenti storici, Terremoto
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 16:24

    Nepal: il terremoto che ha sconvolto il Paese, il 25 aprile scorso, lascia dietro di sé migliaia di vittime e danni incalcolabili alle bellezze artistiche nepalesi. Colpiti soprattutto i centri storici delle cittadelle nei pressi di Kathmandu che, tra templi e palazzi, contava ben sette siti dichiarati dall’Unesco patrimonio storico dell’Umanità. Ridotti in macerie anche alcune delle principali attrattive turistiche del Paese, come le Durbar Square della capitale, della vicina Patan e della cittadina medievale di Bhaktapur dove, nei primi anni Novanta, Bertolucci girò il film Piccolo Buddha. A pochi giorni dal sisma, il Governo ha steso un primo elenco delle opere andate distrutte, cominciando dalla celebre torre di Dharhahara e dai quattro monumenti storici sulla Basantpur Durbar Square di Kathmandu – tra questi, anche il celebre tempio di Kasthmandap. Ma quali sono le opere artistiche andate distrutte dal terribile sisma che ha colpito il Nepal? Guardiamo brevemente le più importanti, sfogliando le prossime pagine.

    Simbolo della capitale, la torre di Dharahara era un punto di riferimento per tutto il paesaggio urbano circostante. Alta oltre 60 metri, contava nove piani ai quali si accedeva tramite una lunghissima scala a chiocciola. Fu costruita nel 1832 dal Primo Ministro nepalese Bhimsen Thapa e dichiarata, nel 1979, patrimonio storico dell’Umanità.

    Il sisma che ha colpito la zona di Kathmandu il 25 aprile 2015 ha sbriciolato in pochissimi secondi uno dei simboli architettonici, e culturali, più importanti del Paese. Aperta al pubblico dal 2005, la torre era giornalmente visitata da centinaia di persone: tra le migliaia di vittime del sisma, infatti, anche moltissimi turisti rimasti uccisi dal crollo della struttura.

    Piazza Durbar, a Kathmandu, è una delle piazze che l’Unesco ha dichiarato patrimonio storico dell’Umanità. E’ il punto nevralgico della città ed ospitava alcuni dei monumenti più importanti dell’architettura nepalese che non hanno resistito, purtroppo, alla furia devastatrice del sisma. Tra questi, la colonna che sosteneva la statua di Garuda, una divinità induista rappresentata dall’aquila.

    Questo è ciò che resta del pilastro che sosteneva la statua di Garuda a Kathmandu. Il sisma che ha colpito il Nepal nei giorni scorsi, è uno dei più catastrofici della storia.

    Il Maju Deval era un piccolo tempio dedicato a Shiva costruito nel 1960. Era il luogo di ritrovo più popolare della città, dal quale si godeva uno splendido panorama su piazza Durbar e sui tetti dell’antico centro storico cittadino.

    Il tempio è stato completamente distrutto dalle scosse. Dopo quella distruttiva del 25 aprile scorso, infatti, stimata intorno ai 7,9 gradi della scala Richter, altre ancora – di magnitudo tra i 3,9 e i 4,8 – hanno continuato a scuotere la terra, peggiorando lo stato di molti monumenti già gravemente lesionati.

    Questo splendido tempio si trovava a Bhaktapur, a pochi chilometri dalla capitale, e terza città più importante di tutta la valle di Khatmandu. La struttura era uno dei monumenti più importanti della città, insieme al Palazzo Reale e al Tempio Nyatapola. Costruito nel XVII secolo dal re Jagat Prakash Malla, il Tempio Vatsala era prezioso soprattutto per il delicato lavoro della pietra stessa con il quale era costruito.

    Purtroppo dell’antico tempio, e della splendida scalinata su cui sorgeva, è rimasto solo un cumulo di macerie. Dopo il sisma, centinaia di persona si sono riversate nel centro storico di Bhaktapur, cercando di proteggersi dalle scosse incessanti.

    Questo è un altro dei templi principali, situati a sud di Piazza Durbar, distrutti dalla furia devastatrice del sisma del 25 aprile scorso. In pochi secondi, anche questo simbolo della storia e della cultura nepalese è andato distrutto.

    Ecco quel che resta del tempio: solo un cumulo enorme di macerie. Secondo alcuni esperti internazionali, citati dal quotidiano britannico The Guardian, il terremoto che ha devastato il Nepal ha spostato il terreno sotto l’area di Kathmandu fino a tre metri verso sud.

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