Expo 2015 Milano, Padiglione Italia: scelte le opere d’arte che rappresenteranno il Belpaese

Expo 2015 Milano: al Padiglione Italia saranno in mostra, durante tutta l'Esposizione Universale, alcune opere d'arte che racconteranno la storia e la cultura del Belpaese.

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    Expo 2015 Milano, Padiglione Italia: sono state presentate ieri, 21 aprile, le opere d’arte che rappresenteranno il Belpaese e che rimarranno esposte per tutta la durata dell’Esposizione Universale. Le opere, in linea con le tematiche della manifestazione, sono state selezionate dal commissario generale di Padiglione Italia, Diana Bracco, e saranno funzionali al percorso multisensoriale sull’identità italiana proposto dal direttore artistico del Padiglione, Marco Balich. L’iniziativa vuole sottolineare la bellezza, le capacità e l’innovazione dell’Italia che sarà così rappresentata da ‘capolavori straordinari che racconteranno al visitatore il senso del Paese, dell’arte e della cultura‘, ha spiegato Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Il messaggio, del resto, è quello di cui si fa portavoce Expo 2015, e cioè far conoscere l’unicità dell’Italia rappresentata da ‘un patrimonio culturale che non ha uguali al mondo‘. I capolavori selezionati, provenienti da varie regioni italiane, confermano la volontà dell’iniziativa di rendere partecipe tutto il territorio nazionale, di cui si vuole mostrare ai visitatori la storia, la bellezza e la cultura. Nelle prossime pagine, le opere esposte al Padiglione Italia durante Expo 2015.

    Jennifer Statuario, di Vanessa Beecroft

    Tra i capolavori esposti, il Padiglione Italia vanterà la presenza di un’opera particolare, realizzata appositamente per Expo 2015 dall’artista italiana Vanessa Beecroft. Si tratta di una scultura, anzi due, ricavata dal calco dal vero della sorella dell’artista. La figura è posta a testa in giù tra due grossi massi, allo scopo di rovesciare il concetto di classicità che, in realtà, attraversa tutta l’opera.

    Hora, I secolo dopo Cristo

    In contrasto con l’opera della Beecroft, e per costruire una sorta di dialogo tra antico e moderno, tra le opere che rappresenteranno l’Italia ad Expo 2015, c’è anche questa bella scultura – che rappresenta la fecondità – risalente al I secolo dopo Cristo e ‘prestata’ dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, appositamente per l’Esposizione. Realizzata con marmo lunense di Carrara, alla statua sono state aggiunte la testa, la base e parte delle mani risalenti, con molta probabilità, alla metà del XVI secolo.

    Vucciria, di Renato Guttuso

    L’esplosione di colori dello splendido dipinto realizzato da Guttuso nel 1974 sarà ciò che i visitatori potranno ammirare appena usciti dal percorso del mercato sensoriale, durante il quale potranno scoprire i prodotti della terra solo attraverso le forme e i profumi. Il percorso, infatti, progettato con l’Istituto per ciechi, è completamente al buio. Il celebre quadro del pittore siciliano è una bellissima rappresentazione dello storico mercato di Palermo, arriva da Palazzo Steri ed approderà al Padiglione Italia grazie alla concessione del Rettore, Roberto Lagalla e di Fabio Carapezza Guttuso, Presidente Archivi Guttuso.

    L’ortolano, di Giuseppe Arcimboldo

    Simbolicamente legato ai temi di Expo 2015, L’ortolano di Arcimboldo è uno dei rari dipinti del pittore milanese ad essere reversibile: capovolgendolo di 180 gradi, infatti, si trasforma in un soggetto totalmente diverso: da un ritratto ad una cesta di ortaggi. Conosciuto anche con il nome di Natura morta reversibile, il quadro rappresenta la fecondità - la testa dell’ortolano – e la forza generatrice della natura – gli ortaggi. Realizzato nel 1590, è attualmente conservato al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.

    Trapezophoros, IV secolo avanti Cristo

    Tra le opere esposte al Padiglione Italia, in rappresentanza della bellezza, della storia e della cultura nazionali, c’è anche il Trapezophoros, un sostegno di mensa, realizzato in marmo dipinto, che risale alla seconda metà del IV secolo avanti Cristo. La scultura è una delle opere-simbolo dell’attività di recupero dei capolavori artistici e dei reperti archeologici trafugati. Il sostegno, infatti, è stato rubato negli anni Settanta durante gli scavi presso l’area archeologica di Ascoli Satriano, in Puglia, e restituito all’Italia nel 2007 dal J. Paul Getty Museum di Malibù.

    Genio Futurista, di Giacomo Balla

    Ancora un balzo dall’antico al moderno con l’opera di Giacomo Balla, dal titolo Genio Futurista, che conclude il percorso espositivo all’interno del Padiglione Italia. L’opera, un olio su tela d’arazzo, è la più grande mai realizzata dall’artista torinese e sarà esposta per tutta la durata di Expo, 90 anni dopo esser stata protagonista della grande Esposizione Universale di Parigi nel 1925. Concessa per l’occasione dalla Fondazione Biagiotti Cigna, l’opera, composta come se fosse un prisma, rappresenta l’Italia, sia per i colori dominanti – rosso, bianco e verde su fondo blu e azzurro – che per la testa della figura centrale, a forma di stella.