Piramide Cestia di Roma: dopo il restauro torna all’antico splendore

Piramide Cestia di Roma: dopo il restauro torna all’antico splendore
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    Piramide Cestia di Roma: dopo il restauro torna all’antico splendore
    La Piramide Cestia di Roma cambia look

    La Piramide Cestia di Roma torna all’antico splendore: dopo il restauro costato 2 milioni di euro, l’opera, fatta realizzare da Caio Cestio nel I secolo avanti Cristo, ha ripreso il suo colore originario, un bianco candido e splendente. I lavori, iniziati meno di un anno fa e terminati con netto anticipo rispetto ai tempi previsti, sono stati condotti dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e finanziati grazie al cospicuo contributo offerto dal magnate della moda giapponese Yuzo Yagi.

    La Piramide Cestia, il monumento sepolcrale in stile egizio che domina Porta San Paolo a Roma, è tornato all’antico splendore, grazie alla generosità del magnate giapponese Yuzo Yagi che ha finanziato i lavori di restauro. Soprannominato il ‘mecenate bianco’, Yagi si è detto particolarmente attratto dai tre elementi principali della struttura, che sono poi quelli fondamentali della sua cultura: il colore, le linee nette e ‘purissime’ e la sensazione che il tempo lì intorno si sia fermato.
    Realizzata dopo la conquista dell’Egitto, la Piramide è uno dei monumenti più famosi della capitale: alta circa 36 metri, con una base quadrata di 29 metri per lato, fu fatta costruire dal magistrato Caio Cestio per il proprio sepolcro, tra il 18 e il 12 a.C. La piccola camera funeraria interna, affrescata in stile pompeiano, è stata non solo oggetto di tutela da parte di Papa Alessandro VII – che stanziò 5 mila scudi per il suo restauro – ma anche luogo privilegiato per riunioni esoteriche alle quali pare abbia preso parte anche Ugo Foscolo.

    I lavori di restauro, compiuto a tempo di record – 327 giorni, 75 in meno rispetto al tempo previsto – hanno interessato una superficie di oltre 2mila metri quadri, riportando all’originale candore il marmo di Carrara danneggiato dall’inquinamento e dal degrado.

    I dipinti che adornano la camera interna, invece, sono stati messi al riparo dall’umidità e dalle infiltrazioni d’acqua. ‘E’ straordinario restituire quest’opera alla città bianca come duemila anni fa, ha commentato l’imprenditore giapponese durante l’inaugurazione ieri, 20 aprile 2015, ‘è stato un ottimo lavoro con una grande squadra, guidata da due donne‘, Rita Paris e Maria Grazia Filettici, entrambe funzionari della soprintendenza speciale ai beni archeologi. Perché il monumento possa conservarsi nel tempo, a riparo dagli effetti corrosivi dello smog, è stata proposta la chiusura al traffico di tutta la zona circostante, ‘con la creazione di una zona archeologica pedonale, ha commentato Rita Parsi, che colleghi il museo di Porta San Paolo alla Piramide‘.
    In occasione del completamento del restauro, infine, sono state istituite, dal 21 al 24 e il 26 di aprile, una serie di visite guidate a carattere straordinario che permetteranno, a chiunque lo desideri, di visitare uno dei monumenti più famosi, ed enigmatici, dell’antica Roma. Per il resto dell’anno, la Piramide sarà aperta al pubblico, come di consueto, il secondo ed il quarto sabato di ogni mese, alle 11 per le visite individuali, e alle 10 e alle 12, per quelle di gruppo.

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