L’influenza di Vincent Van Gogh nel mondo dell’arte

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    Van Gogh come non l'avete mai visto

    E’ il pittore maledetto per antonomasia, Vincent Van Gogh, a cui l’Olanda dedica, in occasione dei 125 anni dalla scomparsa, un evento cinematografico eccezionale: un tour nel museo di Amsterdam a lui dedicato, per ripercorrerne la vita attraverso i grandi capolavori che hanno segnato la sua carriera artistica. Dal titolo ‘Van Gogh: un nuovo modo di vedere‘, il viaggio in uno dei luoghi d’arte più importanti e popolari del mondo, porta la firma alla regia di David Bickerstaff, e sarà trasmesso, in contemporanea mondiale, solo per un giorno, il 14 aprile 2015.

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    Ma chi era Van Gogh? E soprattutto, qual è stata l’influenza della sua pittura nella storia dell’arte mondiale? La firma dell’artista olandese, tanto inquieto e tormentato, quanto ricco di talento e di grande sensibilità, è facilmente riconoscibile e le sue opere – oltre ottocento, tra tele, schizzi e disegni – hanno profondamente segnato tutta l’arte del XX secolo. Prima di dedicarsi alla pittura, a cui si votò piuttosto tardi, Van Gogh svolse diversi lavori, senza mai trascurare però la sua passione più grande, il disegno, che coltivò fin da bambino. Verso i trent’anni, dopo che a Parigi incontrò il movimento Impressionista, la decisione di dedicarsi alla pittura, attraverso la quale riuscì ad esprimere tutto il tormento del suo mondo interiore, sebbene i suoi dipinti non furono all’epoca per niente apprezzati ed il suo genio totalmente incompreso. Negli anni successivi, però, la storia dell’arte ha completamente rivalutato la sua opera, annoverando il pittore tra i più illustri e significativi di tutti i tempi.

    Dalla sua sensibilità artistica, dal suo modo di dipingere, dai colori, dal tratto forte e dalla drammaticità dei contenuti, secondo molti storici dell’arte, prese vita l’Espressionismo, un movimento artistico che trovò in Matisse, Munch, Kirchner e Schiele, tanto per citarne alcuni, i suoi esponenti più significativi.

    La differenza tra i due movimenti, quello Impressionista da cui parte la ricerca artistica di Van Gogh, a quello Espressionista, che dalle sue opere ha preso vita, è piuttosto profonda e riguarda la diversa concezione della realtà ed il modo con cui approcciarvi. Gli impressionisti, infatti, guardavano al mondo esteriore con atteggiamento positivo, rappresentandone il bello con luminosità e vivacità di colori; il linguaggio espressionista, al contrario, è molto più drammatico e, teso a rappresentare l’interiorità profonda dell’animo umano, si distingue per i colori molto forti, a tratti ‘violenti’, e una deformazione quasi caricaturale dei soggetti dipinti.

    Fortemente influenzato dalla pittura di Van Gogh, Henri Matisse è uno degli esponenti più originali dell’Espressionismo francese. Il suo modo di raffigurare la realtà, infatti, predilige forme semplificate, appiattite e bidimensionali, in cui l’accostamento di colori accesi e in contrasto tra loro, la fa da padrone. Insieme a lui, come dicevamo, anche Eduard Munch che, attraverso la pittura, ha saputo esprimere al meglio il disincanto ed il tormento dell’animo umano. Basta guardare al suo capolavoro più famoso, L’urlo, uno dei quadri più celebri dell’Espressionismo nordico in cui l’artista esprime al massimo il rapporto angoscioso che aveva nei confronti della vita.

    Non solo. Come dicevamo l’arte di Van Gogh ha influenzato anche artisti come Kirchner, Heckel e Nolde, esponenti di spicco dell’Espressionismo tedesco che, attraverso i colori forti e le forme irregolari, quasi orride, dei loro soggetti, descrivono la spiacevole sensazione legata alla bruttezza e al degrado dell’animo umano.

    La pittura di Vincent Van Gogh, dunque, è stata un punto fondamentale nello sviluppo dell’arte successiva: il suo tormento, i problemi psichici, i momenti di euforia alternati a profonde crisi esistenziali lo hanno reso non solo punto di riferimento imprescindibile per molti degli artisti a lui successivi, ma, nell’immaginario collettivo, l’artista moderno per eccellenza, il pittore maledetto che ha identificato la sua vita con la sua arte, vivendo entrambe con sofferenza e profonda drammaticità. Come ogni genio incompreso anche Van Gogh muore solo e disperato, per giungere a quella fama a cui molti talenti arrivano solo grazie alla riscoperta postuma.