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Pasqua: i quadri e i dipinti più famosi

Pasqua: i quadri e i dipinti più famosi
da in Arte, Cultura, Dipinti, Pasqua
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 16:32

    I quadri e i dipinti più famosi da usare in questa Pasqua: la festività religiosa si sta avvicinando a grandi passi e con essa tutti i preparativi del caso, che vanno dal classico pranzo di Pasqua, ai bigliettini di auguri, alle decorazioni. Perché dunque non dare un tocco artistico alla nostra tavola, magari facendo dei segnaposti con i quadri più famosi dedicati alla Pasqua? Potremmo alternarli con i disegni e le immagini dei simboli della tradizione di Pasqua. Andiamo dunque a dare uno sguardo ai quadri più celebri di Pasqua, ovviamente si tratta quasi sempre di soggetti religiosi, ma, d’altra parte, Pasqua è la festa religiosa più importante per i Cristiani, quindi non poteva che essere diversamente. Oltre a quelli citati nelle prossime pagine, vi consigliamo di non perdere la nostra gallery, dove abbiamo raccolto quella che per noi è una panoramica delle più famose opere ‘pasquali’.

    Posto d’onore tra i quadri famosi spetta all’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci, uno dei quadri più famosi del mondo. Indipendentemente da Dan Brown, si intende. Qui Gesù si appresta a mangiare per l’ultima volta insieme ai suoi discepoli, incluso Giuda, il traditore. L’evento si tenne durante la Pasqua Ebraica, nel Cenacolo. Qui Gesù pronunciò la frase ‘Uno di voi mi tradirà’. Ed è sempre qui che nasce l’istituzione del rito dell’Eucarestia. Ovviamente sono stati tantissimi i pittori a raffigurare questa particolare scena, Salvador Dalì, Rubens, Tiziano, Giotto, ma il posto d’onore spettava a Leonardo Da Vinci.

    Un’altro must tra le opere famose è la Deposizione Borghese. Datato nel 1507, è ovviamente conservato nella Galleria Borghese a Roma. Si tratta dello scomparto principale della famosa Pala Baglioni. Qui assistiamo ad un altro momento topico in previsione della Pasqua: Gesù viene deposto dalla Croce. Qui assistiamo alla disperazione materna della Madonna e a quella della Maddalena. Ad essere sinceri era un soggetto alquanto inconsueto per una pala centrale, testimoniato anche dal fatto che la sua fu una lunga elaborazione, preceduta da diversi disegni preparatori.

    Forse lo conoscete di più come Claudio Loreonese, è stato un pittore francese, attivo soprattutto nella zona di Roma: con Nicolas Poussin viene considerato il maestro del genere del paesaggio ideale. In questo dipinto famoso si ricorda la mattina della Pasqua, giorno della resurrezione del Cristo, anche se il dipinto sembra concentrarsi più che altro sul paesaggio piuttosto che sui personaggi, che appaiono piccoli e quasi spersi in mezzo alla natura. Ma d’altra parte era un paesaggista ed è solo giusto che ci mostri degli splendidi scorci di panorama. Tanto che persino la sua tomba a Trinità dei Monti porta questo epitaffio: ‘Rappresentò in modo meraviglioso i raggi del sole all’alba e al tramonto sulla campagna’.

    Qui andiamo un pochino più sul moderno, con questo pittore francese scomparso nel 1943. Maurice Denis ci propone una versione alternativa delle donne che si recano al Sepolcro, il tutto immersi in un’atmosfera irreale, ma calda. Sembra quasi di passeggiare nel tranquillo bosco sotto casa. Come si può notare, si tratta di un artista fortemente attratto dall’arte sacra e dalla religione, capace di interpretare in maniera moderna l’antica pittura classica.

    Terminiamo il nostro excursus tra i famosi dipinti ‘pasquali’ con una classica scena pasquale: ecco Il Mattutino di Pasqua di Nikolai Pimonenko. Un’atmsofera di altri tempi, calda e avvolgente, che porta i fedeli in Chiesa per celebrare la Pasqua di Resurrezione. I devoti si accalcano nella chiesetta, mentre i più previdenti si dedicano alla colazione. Il tutto mentre l’alba fa capolino da dietro la cupola, ma tranquilli: il buio è tenuto alla larga dalle candele che uomini e donne hanno in mano. Forse un modo di celebrare Pasqua che la maggior parte della gente ha preferito accantonare, in favore delle frivolezze più moderne, ma che conserva sempre un certo fascino.

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