Le 9 cose da sapere sulla Pasqua: dal Triduo alla Via Crucis

Le 9 cose da sapere sulla Pasqua: Triduo, Via Crucis e digiuno sono solo alcuni dei riti legati alla festa più importante della religione cattolica. Guardiamo insieme anche gli altri.

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    Quali sono le 9 cose da sapere sulla Pasqua? Triduo, Via Crucis, digiuno, lavanda dei piedi, sono tra i riti fondamentali che accompagnano la festività più importante della religione cristiana. La Pasqua, infatti, ne celebra il momento culmine, la Resurrezione di Cristo, che avvenne, secondo le Scritture, dopo tre giorni dalla crocifissione. Secondo la tradizione ebraica, invece, è il ricordo della liberazione degli Ebrei, grazie a Mosè, dalla schiavitù egizia, mentre, da un punto di vista prettamente pagano, è legata a culti antichissimi – in onore della dea Eostre – che celebrano il risveglio della natura e la fertilità. Tornando alla tradizione cristiana, con la Quaresima e, soprattutto, con la domenica della Palme, si entra nel vivo delle celebrazioni liturgiche pasquali che, come dicevamo, portano con sé riti suggestivi e simboli religiosi carichi di significato. Ma quali sono le cose (più importanti) da sapere sulla Pasqua? Noi ne abbiamo scelto 9, quelle che descrivono al meglio il significato più profondo di questa festa. Guardiamole insieme, sfogliando le prossime pagine.

    Il Triduo Pasquale

    Il cuore della liturgia legata alla Pasqua è il cosiddetto Triduo Pasquale che celebra, nei tre giorni precedenti la festa, gli eventi fondamentali della religione cristiana: l’istituzione dell’Eucaristia, la passione e morte di Cristo e la resurrezione dopo la croce. Secondo il rito cattolico – romano, il Triduo inzia con i vespri del Giovedì Santo e si conclude con quelli della domenica di Pasqua.

    Giovedì Santo: Messa in Coena Domini

    Originariamente il Giovedì Santo non apparteneva al Triduo Pasquale, ma è entrato a farne parte solo a metà degli anni Sessanta, dopo il Concilio Vaticano II. E’ la giornata che introduce i riti fondamentali legati alla Pasqua ed appartiene, come tempo liturgico, sia alla Quaresima, poiché la conclude, sia al Triduo. Durante la celebrazione della messa vespertina, detta ‘In Coena Domini‘, si ricorda l’ultima cena di Gesù, prima della passione, con i discepoli ed istituisce, secondo la dottrina cattolica, il Sacramento del Sacerdozio e dell’Eucaristia.

    La lavanda dei piedi

    Durante la messa detta ‘In Coena Domini‘ si compie anche il rito della Lavanda dei piedi: il sacerdote che presiede la celebrazione ripete il gesto compiuto da Cristo che, nel corso dell’ultima cena, lavò i piedi ai suoi discepoli. Il rito è un atto di umiltà e riassume, simbolicamente, tutta la vita di Gesù che, stando alle parole del Vangelo di Marco, ‘non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti‘.

    Venerdì Santo: digiuno e astinenza

    Il Venerdì Santo è il giorno in cui si ricorda la crocifissione, la morte e la deposizione del Signore. Così come per il Mercoledì della Ceneri e tutti i venerdì di Quaresima, la tradizione cristiana invita all’astinenza dalla carne e al digiuno ecclesiasistico – che prevede un unico pasto per tutta la giornata. Secondo un’antichissima tradizione, il Venerdì Santo la Chiesa non celebra l’Eucaristia ma il sacerdote distribuisce quella consacrata il giorno precedente, durante la Cena del Signore. Un momento fondamentale di questa giornata è l’Adorazione della Croce che, nella Fede cattolica, non è vista come uno strumento di morte ma come segno dell’amore di Dio verso gli uomini.

    La Via Crucis

    Il Venerdì Santo prevede la celebrazione di un’altra importante solennità, la Via Crucis, un rito con cui la Chiesa cattolica ricostruisce il doloro percorso compiuto da Gesù prima della crocifissione sul Golgota. Le ‘stazioni’ della Via Crucis sono 14 e ripercorrono spiritualmente altrettanti episodi presi dal Vangelo e dalle tradizioni popolari: Gesù caricato della Croce, Veronica che gli asciuga la fronte, le tre cadute, l’aiuto di Simone di Cirene, fino alla morte e alla deposizione nel Sepolcro.

    Sabato Santo: la grande veglia Pasquale

    Il Sabato Santo è un giorno cosiddetto ‘a-liturgico’, cioè privo di liturgie, in cui la Chiesa cattolica ricorda la discesa di Gesù agli inferi. Qui il Signore trionfa contro il male, liberando le anime dei giusti e aprendo loro le porte del Paradiso. La sera, invece, ha luogo la grande Veglia Pasquale che sant’Agostino definiva ‘la madre di tutte le veglie‘. Quattro i momenti fondamentali della celebrazione: la liturgia della Luce – con la benedizione del fuoco, il cero, la processione e l’annuncio della Resurrezione; la liturgia della Parola, con la proclamazione di nove letture bibliche; la liturgia Battesimale, con la benedizione dell’acqua e il rinnovo dei voti battesimali e la liturgia Eucaristica vera e propria.

    Simbologia pasquale: fuoco e acqua

    Simbolo fondamentale della tradizione cristiana, il fuoco è la massima espressione del trionfo delle luce sulle tenebre e, proprio durante i riti pasquali, raggiunge l’apice della sua celebrazione. Nella notte tra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua, infatti, durante la grande Veglia, viene acceso un fuoco all’esterno della chiesa che servirà per accendere il Cero Pasquale. Anche l’acqua è uno degli elementi più importanti della religione cristiana – rappresenta, infatti, il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo – e viene benedetta proprio la notte di Pasqua durante il rito della liturgia Battesimale.

    Il Cero Pasquale

    Il Cero pasquale viene acceso durante la veglia del Sabato Santo ed è uno dei simboli cattolici più importanti legati alle celebrazioni di Pasqua. Esso, infatti, rappresenta la Resurrezione di Cristo e la luce che illumina il cammino di ogni uomo. Dopo l’accensione al fuoco, il Cero fa il suo ingresso nella Chiesa accompagnato dai fedeli che simboleggiano il nuovo popolo di Dio che segue il Signore risorto.

    Domenica: la Pasqua del Signore

    Come abbiamo più volte detto, la Pasqua è la festa più importante della liturgia cristiana, poiché ricorda la Resurrezione di Cristo dopo la morte sulla croce. E’ una festa cosiddetta ‘mobile‘ in quanto cade, secondo il sistema fissato nel IV secolo dal Concilio di Nicea I, la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. La tradizione cattolica vuole che la data della Pasqua venga annunciata ai fedeli duranti la celebrazione dell’Epifania.