Alessandro Baricco, le frasi più belle: da Novecento a Oceano mare

Alessandro Baricco, le frasi più belle: da Novecento a Oceano mare
da in Case editrici, Cultura, Feltrinelli, Letteratura, Libri
Ultimo aggiornamento: Domenica 26/06/2016 19:35

    Alessandro Baricco, ecco le frasi più belle da Novecento a Oceano mare. Sono davvero tante le opere dello scrittore torinese dalle quali attingere citazioni sull’amore, sulla vita, sull’amicizia. La produzione letteraria dello scrittore, infatti, è molto vasta e pur essendo Baricco un autore piuttosto controverso, rimane senz’altro uno dei più noti della narrativa italiana contemporanea. Nato a Torino nel 1958, si afferma come scrittore soprattutto negli anni Novanta, con la pubblicazione di Castelli di Sabbia, nel 1991, Oceano Mare, nel 1993 e Novecento. Un monologo, nel 1994. E’ proprio con quest’ultimo lavoro – concepito non già come romanzo ma come opera teatrale – che si fa conoscere definitivamente dal grande pubblico. L’opera, infatti, era stata scritta perché fosse portata sulla scena – debuttò al festival di Asti nello stesso anno per la regia di Gabriele Vacis – ma la consacrazione vera e propria arrivò qualche anno dopo, nel 1998, con l’uscita del film di Giuseppe Tornatore, La leggenda del pianista sull’oceano, grande successo di pubblico e critica, ispirato al monologo dello scrittore. Proprio da quest’opera, e da quelle più conosciute di Alessandro Baricco, abbiamo scelto alcune frasi, le più belle, da Novecento a Oceano mare, quelle che, a nostro avviso, vale la pena leggere. Guardiamole insieme, nelle prossime pagine.

    ‘La miseria è un’invenzione degli uomini e la grandezza il normale andazzo del mondo.’

    Parlando di Alessandro Baricco, e delle frasi più belle che, da Novecento a Oceano mare, caratterizzano la sua produzione, iniziamo con questa citazione tratta da Smith&Wesson, una pièce teatrale in due atti, pubblicata nel 2014 per Feltrinelli. Ambientata nel 1902 nei pressi delle cascate del Niagara, racconta di due farabutti, il meteorologo Smith e il pescatore Wesson, ai quali si aggiunge la giovane giornalista Rachel che, alla ricerca di una storia sensazionale, trova nei due lo scoop che cercava.

    ‘Si incontreranno per tre volte, ma ogni volta sarà l’unica, e la prima, e l’ultima.’

    Tre volte all’alba è un romanzo, pubblicato anch’esso da Feltrinelli, uscito nelle librerie nel 2012. La vicenda è composta da tre episodi, tre storie in cui i protagonisti, che sono due, si incrociano per tre volte all’alba, in tre circostanze diverse. Il tutto, sullo sfondo di una hall di un albergo.

    ‘Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. (…). Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America.’

    Tra le frasi più belle di Alessandro Baricco, questa è senza dubbio tra le più famose: è tratta da Novecento che, insieme a Oceano mare, è uno dei suoi libri più famosi.

    ‘Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò.’

    (da Novecento. Un monologo)

    ‘Non ha mura, Timbuktu, perché da sempre pensano, laggiù, che la sua bellezza, da sola, fermerebbe qualsiasi nemico.’

    Tra le frasi più belle di Alessandro Baricco c’è anche questa, tratta da Oceano mare. La vicenda si svolge nella Locanda Almayer, dove convergono tutti i personaggi, ognuno con la sua storia, ognuno con le sue inquietudini. Ma al centro di tutto c’è il mare che lo scrittore analizza, attraverso i protagonisti e in un’atmosfera surreale, in tutte le sue sfaccettature.

    ‘Gli venne in mente, senza spiegazioni, una della tante leggende che circolavano su quella città: che le donne, laggiù, tenevano un solo occhio scoperto, meravigliosamente dipinto con terre colorate. Si era sempre chiesto perché mai avrebbero dovuto nascondere l’altro. [...] - Perché nessun uomo potrebbe reggere il loro sguardo senza impazzire.’

    (da Oceano mare)

    ‘L’unica persona che mi abbia davvero insegnato qualcosa, un vecchio che si chiamava Darrell, diceva sempre che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi. E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai quali sono i più felici.’

    (da Oceano mare)

    ‘Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d’un colpo. C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.’

    (da Oceano mare)

    ‘Morire è solo un modo particolarmente esatto di invecchiare.’

    Come abbiamo visto, molte delle frasi più belle di Alessandro Baricco sono tratte da Novecento e da Oceano mare. Tra le sue opere, però, c’è anche questa, pubblicata nel 2011 con il titolo di Mr Gwyn . E’ la storia di uno scrittore di successo, Jasper Gwyn, che ad un certo punto decide di smettere di scrivere. Ma volendo continuare a vivere di scrittura, decide di diventare un copista, ‘ritraendo’ le persone non già attraverso i pennelli ma con le parole.

    ‘Quando lei aprì gli occhi lui sentì la propria voce dire piano: Io ti amerò per sempre.’

    Seta è uno dei primi romanzi di Alessandro Baricco. Pubblicato nel 1996 da Rizzoli, dal libro è stato tratto un film, nel 2007, per la regia di François Girard. La storia è quella di Hervé Joncour, un negoziante francese di bachi da seta che per colpa di una tremenda epidemia è costretto ad andare in Giappone per comprarne le uova. Qui, in un viaggio surreale e delicato, il protagonista si ritrova alla scoperta del fascino e del mistero dell’Estremo Oriente.

    ‘Sapeva ascoltare, e sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso.’

    (Da Novecento. Un monologo)

    tim roth, attore

    ‘Lui era Novecento, e basta. Non ti veniva da pensare che c’entrasse qualcosa con la felicità, o col dolore. Sembrava al di là di tutto, sembrava intoccabile. Lui e la sua musica: il resto non contava.’

    (da Novecento. Un monologo)

    Concludiamo la nostra carrellata di frasi più belle di Alessandro BariccoNovecento e Oceano mare, come abbiamo visto, sono i suoi libri più famosi – citando La leggenda del pianista sull’oceano, trasposizione cinematografica del monologo Novecento, in cui Tim Roth interpreta il protagonista.

    1858