Fotografi italiani contemporanei: la lista dei più famosi

Fotografi italiani contemporanei: la lista dei più famosi
da in Arte, Artisti, Cultura, Fotografia
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 16:16

    Chi sono i fotografi italiani contemporanei più famosi? La fotografia, si sa, è un’arte affascinante che, fin dalla sua invenzione ha rivoluzionato il modo di percepire il mondo. Ne coglie gli aspetti più nascosti, quelli che non saremmo in grado di apprezzare con il solo senso visivo, evocando, al tempo stesso, i sentimenti più contrastanti: gioia, dolore, amore, curiosità, paura. Gli artisti che dell’immagine hanno fatto la loro forma espressiva privilegiata, hanno anche regalato all’arte la loro personalissima visione della realtà, raccontata attraverso degli scatti che hanno fatto la storia della fotografia mondiale. Gli artisti italiani dell’obiettivo sono tanti, ognuno con il suo gusto, ognuno con il suo modo di raccontare; tutti però accomunati da un talento unico che, a dispetto del soggetto ritratto, riesce a descrivere, anche solo attraverso uno scatto, un mondo enorme fatto di uomini, di paesaggi e di tante, tantissime sensazioni. Di tutti i grandi fotografi italiani contemporanei più famosi, noi ve ne vogliamo presentare alcuni, quelli che, a nostro avviso, varrebbe la pena conoscere meglio. Il tutto nelle prossime pagine, sfogliatele con noi.

    Sono un testimone che cerca di essere il più obiettivo possibile nel fotografare la realtà‘. Così si definisce Gianni Berengo Gardin, classe 1930 e uno dei fotografi italiani più conosciuti al mondo. Inizia come fotoreporter per alcune tra le maggiori testate internazionali – Le Figaro, Epoca, Stern – per passare poi alla fotografia come forma d’arte prescelta per esprimere tutto il suo talento. Il modo con cui Berengo Gardin utilizza l’obiettivo lo ha portato ad essere uno dei fotografi più richiesti nel campo della comunicazione per immagini. Questo perché la sua attenzione è puntata al mondo e alle sue realtà più diverse: dal paesaggio all’architettura, dalla vita quotidiana allo scempio provocato dall’uomo all’ambiente. A tal proposito, significativa è stata la mostra allestita tempo fa a Venezia – dal titolo piuttosto evocativo, Mostri a Venezia – in cui il fotografo denunciava, attraverso una trentina di scatti tutti rigorosamente in bianco e nero, la violenza della grandi navi da crociera che attraversano ormai da anni il Canale della Giudecca.

    Mimmo Jodice è nato a Napoli nel 1943. Inizia ad interessarsi alla fotografia negli anni Sessanta rivolgendo l’attenzione soprattutto alla sua città natale, nei suoi aspetti storici, sociali e paesaggistici. Il suo modo di fotografare è una ricerca continua – ‘sperimentare più che documentare, credendo fortemente che la fotografia abbia diritto a essere considerato un linguaggio dell’arte‘ – in grado di suscitare sensazioni profonde in chi osserva i suoi scatti. E’ il primo fotografo ad aver ricevuto, nel 2003, il Premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia nazionale dei Lincei. Nello stesso anno entra ufficialmente nell’enciclopedia Treccani, mentre nel 2006 l’Università Federico II di Napoli gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Architettura.

    Allievo, come lui stesso amava definirsi, di Berengo Gardin, Gabriele Basilico (1944 – 2013) aveva una passione particolare per gli spazi urbani che amava fotografare perché ‘la città è come un grande corpo dilatato da osservare‘. Ed è proprio la città il soggetto preferito per la ricerca espressiva della sua arte, dedicando a molte delle metropoli più importanti del mondo numerosi lavori: dalla Milano dominata dal Pirellone, alla San Francisco della Silicon Valley, fino alla Beirut devastata dalla guerra ma viva, nonostante le macerie; e ancora Amburgo, Madrid, Roma, Parigi, Barcellona e tante altre capitali mondiali. Dopo aver esposto nei musei più prestigiosi, ora le sue opere fanno parte delle collezioni, pubbliche e private, sia italiane che internazionali.

    Ferdinando Scianna, siciliano di Bagheria dov’è nato nel 1943, inizia a fotografare, giovanissimo, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua terra. A soli ventun’anni, infatti, pubblica, in collaborazione con Sciascia, il libro Feste religiose in Sicilia, con il quale vince il Premio Nadar 1966. Per il fotografo siciliano la fotografia è un modo per ‘catturare una fetta di visibile‘, un pezzettino di tempo, ‘vivendo in maniera curiosa e schizofrenica il presente‘, sapendo di costruire, attraverso l’obiettivo, una memoria. Fotografo tra i più versatili del mondo, Scianna è stato particolarmente apprezzato da Henri Cartier-Bresson, che lo ha invitato ad entrare in Magnun Photo di cui diviniene membro nel 1989.

    Nato a Milano nel 1942, Oliviero Toscani è uno dei fotografi pubblicitari più conosciuti a livello internazionale. Il suo modo di interpretare la fotografia, spesso malvisto e addirittura censurato dalla critica, si basa essenzialmente sulla provocazione che il fotografo utilizza per denunciare i mali che affliggono la nostra società: pregiudizi, razzismo, pena di morte, tanto per citarne alcuni. Avanguardista e pubblicitario per antonomasia – ha collaborato con i marchi ed i giornali più prestigiosi del mondo – la sua opera fotografica, in particolare lo ‘shockvertising‘ realizzato durante la sua lunga collaborazione con Benetton, è stata esposta nei musei più importanti del pianeta, ricevendo anche numerosi riconoscimenti.

    Nella nostra breve carrellata dei fotografi italiani contemporanei più famosi, non potevamo non citare Giuliana Traverso, genovese di nascita e una delle figure più rappresentative della fotografia di casa nostra. Nei suoi scatti traspare la maestria nell’aver saputo coniugare la sobrietà delle sue origini con il desiderio di rottura degli schemi sociali di fine Novecento, di cui è stata non solo testimone ma soprattutto protagonista. Fondamentale per la sua carriera fu il corso Donna Fotografo che la Traverso istituì nel 1968, un’iniziativa che ha dato un forte impulso creativo alla fotografia declinata al femminile, formando centinaia di professioniste ed ottenendo uno straordinario successo. Ancora oggi, infatti, è una pietra miliare ed un punto di riferimento preciso nel vastissimo panorama italiano, ed internazionale, dedicato all’arte dell’obiettivo.

    Nella classifica dei 100 fotografi più influenti di tutti i tempi, stilata dal sito inglese Professional Photographer, il ‘nostro’ Paolo Roversi, classe 1947, occupa un’ottima ventesima posizione. Dallo stile facilmente riconoscibile, Roversi è considerato uno dei fotografi di moda contemporanei dotati di maggior talento. Dopo gli inizi da fotoreporter, si trasferisce a Parigi nel 1973 e diviene direttore creativo della rivista Elle. E’ a questo punto che consacra definitivamente la sua arte al mondo della moda, cominciando una proficua collaborazione con riviste come Marie-Claire, Harper’s Bazaar Italia e Vogue Italia. Proprio per il suo modo di interpretare la fotografia, la critica lo definisce un ‘pittore di immagini’ che, attraverso l’uso di pellicole Polaroid, conferisce ai suoi soggetti – soprattutto ritratti e nudi femminili – un’atmosfera eterea sospesa tra sogno e realtà. Tante le dive e le modelle che Roversi ha immortalato, tra le quali Kate Moss, Isabella Rossellini, Tilda Swinton e Natalia Vodianova.

    Il linguaggio visivo di Franco Fontana, nato a Modena nel 1933, è inconfondibile: amante dei paesaggi e del colore – che considera ‘una sensazione fisiologica, un’emozione, un’interpretazione e un mezzo di conoscenza‘ – le immagini immortale dal suo obiettivo sembrano delle vere e proprie composizioni geometriche in cui i toni accesi e ben definiti ne scandiscono le linee e i piani sovrapposti. Durante la sua intensa carriera ha esposto nei musei più importanti del mondo e dopo aver ricevuto diversi premi e riconoscimenti, il Politecnico di Torino gli ha conferito, nel 2006, la laurea Honoris Causa in Design.

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