Nessuno si salva da solo: le frasi più belle dal libro di Margaret Mazzantini

Nessuno si salva da solo: le frasi più belle dal libro di Margaret Mazzantini
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20/06/2016 18:57

    Nessuno si salva da solo – molte delle frasi più belle nelle pagine seguenti – è il libro di Margaret Mazzantini da cui è stato tratto l’omonimo film (nelle sale dal 5 marzo 2015) per la regia di Sergio Castellitto. Pubblicato nel 2011 – dopo il successo, un paio d’anni prima, di Venuto al mondo – il romanzo della scrittrice romana sta conoscendo una nuova giovinezza ripubblicato in versione tascabile da Mondadori ed in cima alle classifiche dei libri più acquistati dagli italiani. La storia è quella di Gaetano e Delia, della loro famiglia, del grande amore che li ha legati e della fine, inesorabile, del loro matrimonio. Dopo aver vissuto una passione travolgente, si sono sposati ed hanno messo al mondo due figli ed ora, poco dopo aver rotto quella che un tempo era una famiglia, si ritrovano, seduti ad un tavolo di un ristorante, a tirare le somme di una grande storia d’amore che non è andata come immaginavano.

    ‘Le persone diventano semplicemente quello che sono.’

    Delia e Gaetano si sono separati da poco: lei è rimasta a vivere nelle loro casa con i figli, lui si è trasferito in un residence. I due si sono conosciuti molti anni prima – Delia è una biologa nutrizionista, Gaetano uno sceneggiatore di programmi televisivi – si sono amati follemente ma ad un certo punto la loro storia è finita, e nessuno dei due ha capito il perché.

    ‘Non si può mai immaginare quanta stupida disperazione, quanta incapacità di vivere c’è in fondo alle persone.’

    Seduti di fronte, al tavolo di un ristorante all’aperto, Delia e Gae si ritrovano a fare i conti con una storia finita del cui fallimento si portano dentro ancora tanta rabbia e rancore.

    ‘Potevano camminare in terra e intanto volare in cielo, così soli e lontani da tutto.’

    Si sono separati perché non riuscivano più nemmeno a guardarsi, non si sopportavano più. Avevano cercato di rimanere insieme per amore dei figli, ma senza successo: Gae ha tradito Delia, lei avrebbe voluto farlo. A questo punto non aveva più senso stare insieme, non c’era stima, e neppure affetto.

    ‘Poteva sentire il suo cuore tremare e battere di felicità. Finalmente il cuore non serviva soltanto per sopravvivere in quelle giornate tutte uguali.’

    Seduti a quel tavolo, Delia e Gae, nonostante la rabbia, nonostante il rancore, fanno fatica a non tenersi per mano: a dispetto di tutto i loro pensieri vanno indietro nel tempo, ai giorni felici, quando tutto era bellissimo.

    ‘Non ha senso andare nella direzione opposta del tuo stato d’animo.’

    I due sanno che tra qualche tempo riusciranno ad incontrarsi con più serenità, a parlarsi senza più rabbia. Sono giovani, hanno ancora tutto il tempo per innamorarsi di nuovo. Rimane però solo un rimpianto: forse avrebbero potuto fare di più per salvare il loro amore, o forse qualcuno avrebbe potuto aiutarli. Del resto, come disse quel vecchio malato che chiese ai due di pregare per lui, ‘nessuno si salva da solo‘.

    ‘E’uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla.’

    Margaret Mazzantini affronta, in questo romanzo, le difficoltà, la rabbia e il rancore che accompagnano una coppia in crisi. Dopo una travolgente storia d’amore i due protagonisti si accorgono di aver esaurito la loro passione, il rispetto, la stima che avevano l’uno nei confronti dell’altro. Non senza gravi ripercussioni sulla vita personale di ognuno – Delia rischia di ricadere nell’anoressia – e sul modo di relazionarsi con i figli.

    ‘Non era destinato a una vita facile. Si prendeva tutto troppo a cuore e troppo dentro.’

    Tutto la narrazione si svolge intorno alla cena, con continui rimandi al passato, tra i momenti felici vissuti insieme e quelli brutti, difficili, preludio di una dolorosa, quanto inevitabile, separazione. I dialoghi sono pochi, a differenza dei monologhi interiori dei due protagonisti che la scrittrice imbastisce con un linguaggio crudo e schietto, ma anche molto intenso e struggente.

    ‘Sai qual è il problema? È che nessuno ha più il coraggio di fare la cosa più semplice, mettere a fuoco la propria vita. Quello che gli uomini hanno fatto da sempre come unica via possibile, lottando, rischiando tutto, a noi sembra una fatica inutile. (…). Non ci sembra necessario conoscere noi stessi.’

    Il romanzo è stato portato sullo schermo, come già per altri due libri della Mazzantini – Non ti muovere e Venuto al mondo – da Sergio Castellitto, regista del film nonché consorte della scrittrice. Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca, invece, hanno prestato il volto ai due protagonisti, Delia e Gae.

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