Festa del Papà 2015: le poesie più belle per il 19 marzo

Festa del Papà 2015: le poesie più belle per il 19 marzo
da in Cultura, Festa del papà, Letteratura, Poesia, Poeti
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 16:13

    La Festa del Papà 2015 è ormai alle porte e, tra le poesie più belle dedicate a questo giorno, ne abbiamo selezionato alcune da poter utilizzare come idea regalo. Ovviamente tutte le poesie dedicate al 19 marzo – che, lo ricordiamo, è anche il giorno in cui si festeggia San Giuseppe - sono studiate per celebrare la figura paterna, troppo spesso messa in ombra da quella materna. In effetti, come ci spiega la storia dell’origine della festa del 19 marzo, questa ricorrenza venne appositamente creata per fare da contrappeso a quella più diffusa e antica della Festa della Mamma: una specie di par condicio insomma. Se volete regalare un 19 marzo insolito al vostro papà, dunque, create un bel biglietto di auguri utilizzando una di queste poesie: ce ne sono veramente tantissime, alcune più adatte ai bambini, altre invece per i più grandicelli. Sfogliate le prossime pagine: non vi resta che scoprire quella più adatta a voi!

    Padre, se anche tu non fossi il mio/ padre, se anche fossi a me un estraneo,/ per te stesso, egualmente t’amerei./ Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno/ che la prima viola sull’opposto/ muro scopristi dalla tua finestra/ e ce ne desti la novella allegro./ Poi la scala di legno tolta in spalla/ di casa uscisti e l’appoggiasti al muro./ Noi piccoli stavamo alla finestra./ E di quell’ altra volta mi ricordo/ che la sorella, mia piccola ancora,/ per la casa inseguivi minacciando./ (la caparbia avea fatto non so che)/ Ma raggiuntala che strillava forte/ dalla paura, ti mancava il cuore:/ che avevi visto te inseguir la tua/ piccola figlia e, tutta spaventata,/ tu vacillante l’attiravi al petto/ e con carezze dentro le tue braccia/ avviluppavi come per difenderla/ da quel cattivo ch’era il tu di prima./ Padre, se anche tu non fossi il mio/ padre, se anche fossi a me un estraneo,/ fra tutti quanti gli uomini già tanto/ pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

    Mi sei mancato quando ancora ero piccino/ qualcuno ti ha portato via senza un perchè/ forse scordandosi di me… che c’ero!/ ti ho cercato tra nubi sparse nel cielo/ per poterti dire che eri speciale/ come per tutti i bambini poterti abbracciare/ mentre ti auguravo: ‘Buona Festa Papà’/ nel tempo… ti ho trovato nel cuore/ ho cercato la sedia in cui sedevi/ per leggere il giornale nel cortile assolato/ ho trovato il mio scoglio ad ascoltarmi/ ho cercato i tuoi occhiali/ per vedere che fai di bello nel cielo/ ho trovato la tua luce che è in me/ mentre mi accompagnavi negli anni/ nel percorso dei tanti perchè/ cercavo nel mio viso le tue carezze mancate/ ho trovato nei racconti della gente…/ nel mio chiedermi interiormente/ nel cercare tra le immagini dei miei ricordi/ ho trovato ch’è in me… che è restato tutto di te.

    Non sono un muratore/ ‘mi spiace papà’/ non sono un poeta/ non sono un adulto/ ma neanche un bambino/ forse lo so cosa sono/ sono quel sorriso/ appena accennato/ sulle labbra di mia madre/ sono l’ultimo vagone/ di quel treno/ fermo al tramonto/ prima che il mio cane mi lecchi il viso./ papà…

    Papà/ se sapessi…/ il tuo orologio mi funziona…/ come dirtelo piano/ all’orecchio/ da vecchie foto aeree/ sorreggendoti le palpebre…/ trascinarti a me/ nella pianura dell’oro/ e lentamente/ togliere le ossa/ all’ora/ rimanendo figlio/ dentro/ e al polso la tua voce.

    Ciao papà, ti vedo stanco/ sarà la sera che ti cade addosso,/ oppure gli anni che si fan sentire./ E’ strano come le montagne,/ si inchinino al passaggio della vita,/ lasciando cadere a valle,/ le sue rocce sgretolatosi nel tempo./ Li hai passati tutti i tuoi momenti,/ restando sempre attento ai tuoi presenti,/ e restare con lo sguardo al tuo passato/ di cui a noi figli molto hai dedicato./ Mi hai fatto grande ma non solo fuori,/ io di te ho molto dentro./ Quel che è stata la tua vita/ per contarla non bastan le dita/ di tutta quella gente che ti ha visto crescere/ e lottare contro la tua sorte./ Starei una vita a raccontarmi di te,/ che oggi mi guardi con lo sguardo di un bambino/ e con il coraggio di darebbe la sua vita,/ per farti vivere, la tua, un po di più./ grazie papà.

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