Mostra Urbino: lo studiolo del Duca di Montefeltro ‘ricomposto’ dopo 400 anni

Mostra a Urbino: lo studiolo del Duca ritorna all'antico splendore. Dal 13 marzo al 5 luglio 2015, esposti 14 ritratti di Uomini Illustri concessi in prestito dal Louvre.

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    Una mostra a Urbino ‘ricompone’ lo studiolo del Duca Federico da Montefeltro. Da oggi, 13 marzo, fino al 5 luglio 2015, la magnifica ‘stanza dei bottoni’ di Palazzo Ducale tornerà all’antico splendore grazie ai 14 ritratti di Uomini Illustri, tra poeti, papi e scienziati, concessi in prestito dal Louvre di Parigi. Un evento eccezionale – ‘un sogno impossibile che si avvera‘ hanno dichiarato i curatori – che rientra tra gli appuntamenti culturali del prossimo Expo 2015 e che riconferma – qualora ce ne fosse bisogno – l’enorme valore artistico di uno dei luoghi fondamentali del Rinascimento italiano. Qui, uno dei suoi protagonisti più importanti, il Duca Federico II, tesseva le trame del potere, un potere in cui, come ha ricordato l’assessore alla Cultura delle Marche, Pietro Marcolini, ‘cultura, arte e politica si fondevano in un connubio vitale ancora oggi di grande attualità‘. I 28 quadri ad olio raffiguranti altrettanti uomini illustri – opera di Giusto di Gand e Pietro Berruguete - dunque, si riuniscono, per la prima volta dal 1476, grazie ad una mostra dal titolo Lo studiolo del Duca – Il ritorno degli Uomini Illustri alla Corte di Urbino, che ricompone il corpus che decorava il fregio originale dello studiolo, dopo che era stato smembrato, in parti uguali, tra il Louvre di Parigi e la Galleria Nazionale delle Marche.

    San Sebastiano, di Pietro Berruguete

    I dipinti, i disegni e gli intarsi che decoravano originariamente lo studiolo furono realizzati da artisti fiamminghi e italiani tra il 1473 e il 1476. Disposti su due registri, i 28 ritratti che ne abbellivano le pareti – realizzati come dicevamo da Giusto di Gand e Pietro Berruguete – erano concepiti in modo tale che, grazie ad un punto di vista leggermente ribassato e allo sfondo unificato, la prospettiva generava un ‘effetto galleria‘.

    I due registri dello studiolo

    I ritratti che ornavano le pareti dello studiolo rappresentavano, come espressamente richiesto agli artisti dal Duca, sia personaggi civili che personaggi ecclesiastici, cristiani e pagani. Sulla parete nord si trovavano gli antichi pensatori e i Dottori della Chiesa – Platone, Aristotele, Sant’Agostino; su quella sud eruditi antichi e moderni e personalità religiose; su quella est personaggi dell’Antico Testamento e filosofi antichi – Cicerone, Seneca, Virgilio; mentre su quella ovest scrittori italiani medievali come Dante e Petrarca.

    Ritratto di Federico da Montefeltro con il figlio Guidobaldo, Pietro Berruguete

    Il Duca Federico amava moltissimo stare in questo luogo così intimo e privato dove non solo prendeva le sue decisioni politiche e strategiche più importanti ma, in solitudine, ‘dialogava’ con la grandezza dei pensatori più illustri dell’antichità, da Seneca a San Tommaso, da Ippocrate a Virgilio e Cicerone. Il ritratto di Berruguete rappresenta il completamento dell’allegoria che l’insieme delle opere che il Duca contemplava rappresentavano: ossia il tema della solitudine pensosa grazie alla quale il condottiero ‘nutre’ l’azione.

    Ritratto di Dante Alighieri, Pietro Berruguete

    Ciascuno dei 28 dipinti – 14 dei quali, appunto, concessi in prestito dal Louvre in occasione della mostra – è stato sottoposto ad analisi scientifiche che spiegano aspetti inediti delle opere chiariti in pannelli multimediali multilingue disposti lungo il percorso espositivo.

    Ritratto di San Tommaso d’Aquino, Giusto di Gand e Pietro Berruguete

    In occasione della mostra – curata da Maria Rosaria Valazzi, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche, in collaborazione con Carlo Bertelli e Alessandro Marchi – lo studiolo del Duca è stato dotato di una nuova illuminazione che mette ancor più in risalto le bellissime tarsie lignee decorate con fregi, note musicali e libri, elementi questi che dimostrano il legame tra la biblioteca, intesa come luogo culturale vero e proprio, e lo studiolo, uno spazio di riflessione intima e personale.

    Ritratto di Alberto Magno, Pietro Berruguete

    La metà dei 28 ritratti di Uomini Illustri che decoravano originariamente lo studiolo, fu acquisita da Napoleone III dopo una serie di razzie operate dal Cardinal Barberini, una complicata questione ereditaria ed una bancarotta, ed è questo il ‘corpus’ di opere – la metà dell’originale – attualmente conservato a Parigi.

    Ritratto di Seneca, Pietro Berruguete

    Lo studiolo di Federico da Montefeltro, che fu Duca d’Urbino dal 1474 al 1482, anno della sua morte, è situato all’interno di Palazzo Ducale nel cuore della cittadina marchigiana. La storia di questo luogo, esempio rarissimo di spazio concepito come nutrimento per l’intelletto, è davvero affascinante e complessa e rivela, come dicevamo, non solo un tratto fondamentale della storia di Urbino ma dell’intero Rinascimento italiano.

    Ritratto di Aristotele, Giusto di Gand

    Ambiente privatissimo fortemente voluto dal Duca che, oltre ad essere condottiero e capitano di ventura era anche uomo colto ed amante dell’arte, lo studiolo è l’unico ambiente del Palazzo ad essere rimasto pressocché integro. E’ situato al ‘piano nobile’ dell’edificio ed è interamente decorato, oltre che con 14 dei 28 ritratti in mostra, con tarsie lignee policrome di splendida fattura fiorentina. In esse sono raffigurati libri, clessidre, strumenti musicali e scientifici, armi e personificazioni allegoriche, mentre il soffitto a cassettoni dorati illustra le imprese ducali.

    Tarsia attribuita a Benedetto da Maiano

    Come dicevamo, le pareti dello studiolo sono ricoperte di tarsie lignee realizzate in modo da creare degli effetti ottici che sembrano continuare, prospetticamente, l’architettura della stanza che di per sé è davvero piccola. Vari sono gli artisti ai quali sono attribuite: Benedetto e Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli, Botticelli e Francesco di Giorgio Martini per i disegni, e Donato Bramante. Lo schema decorativo è formato da due parti, una fascia superiore e una inferiore.

    Ritratto di Solone, Giusto di Gand e Pietro Berruguete

    Giusto di Gand e Pietro Berruguete, entrambi pittori rinascimentali – il primo fiammingo, il secondo spagnolo – lavorarono parecchio tempo alla corte di Federico II da Montefeltro. Fu proprio il Duca a commissionare ai due artisti le decorazioni di Palazzo Ducale, in particolare quelle relative allo studiolo: opera dei due pittori, infatti, il ciclo degli Uomini Illustri oggetto della mostra di Urbino.