La top ten delle coppie famose della letteratura per San Valentino

La top ten delle coppie famose della letteratura per San Valentino
da in Cultura, Divina Commedia, Letteratura, Libri, Romanzi, Romeo e Giulietta, Scrittori, Scrittrici, William Shakespeare
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 16:05

    Eccoci con una nuova top ten: quella dedicata alle coppie celebri della letteratura, quelle più famose e passionali. Ce ne sarebbero a bizzeffe, ma non vogliamo elencare tutte quelle presenti nei romanzi d’amore, bensì quelle il cui amore è diventato leggenda, nel bene o, più spesso, nel male. Eh già, perché non so se ci avete fatto caso, ma le più grandi storie d’amore dei romanzi tendono tutte a finire male: o ci si deve lasciare per cause di forza maggiore o uno dei due protagoniste defunge o, peggio, muoiono tutti e due in una sorta di romantica ecatombe finale. Andiamo a dare uno sguardo alle coppie più passionali della letteratura.

    Paolo e Francesca sono una delle coppie più passionali e sfortunate della letteratura. Personaggi storici realmente esistenti, sono stati resi celebri dal V canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri. Francesca da Polenta va in sposa all’anzianotto Gianciotto Malatesta da Rimini. Peccato che gli occhi di lei sono tutti rivolti al più aitante e giovane Paolo Malatesta e, galeotto la comune lettura di Lancillotto e Ginevra, la vicenda amorosa è presto fatta. Con tanto di vendetta da parte di Gianciotto che trucida i due amanti.

    Che dire di Dante e Beatrice? Cosa c’è di vero e cosa c’è di falso nella loro presunta storia d’amore? Certo è che Dante ne fu sempre adoratore a distanza, anche perché ad essere sinceri lui era sposato e lei doveva essere casta e pura per finire in Paradiso. A meno che non si sia trattato di una licenza poetica, al sommo Vate tutto è permesso. Fosse anche stato un amore platonico quello fra Dante e la bella Bice Portinari, il loro amore è entrato nella leggenda, immortalato per sempre nella Divina Commedia.

    Continua il nostro viaggio nelle storie d’amore più passionali e, in questo caso, sfortunate della letteratura. Romeo Montecchi ama Giulietta Capuleti: peccato che le due famiglie veronesi, rese celebri dalla penna di William Shakespeare, si odiano cordialmente. E questo odio si spinge fino a costringere i due giovani al suicidio. Il finale è di quelli tragici: il piano di fuga per i due amanti prevede che Giulietta prenda una pozione per simulare la morte. Peccato che il messaggio del frate che dovrebbe avvertire Romeo dell’inganno non arrivi a destinazione. Romeo si precipita dal presunto cadavere di Giulietta e, preso dell’arsenico, pronuncia la celebre frase ‘E così con un bacio io muoio’ e muore. Al che finisce l’effetto del soporifero preso da Giulietta, la quale si sveglia e trova il suo amato morto. Visto che il veleno è terminato, si colpisce al cuore col pugnale di Romeo.

    E che dire dell’amore fra Lancillotto e Ginevra? Qui andrebbe citato anche Artù, perchè il re di Excalibur amava veramente sia la bella Ginevra che il coraggioso Lancillotto. Tuttavia quello che tutti ricordano è l’amore infedele di Ginevra per il bel cavaliere Lancillotto. Anche questo però non è un amore destinato a un lieto fine: ci sono diverse versioni su cosa aspetti ai tre protagonisti di questa vicenda, ma Artù, oltre a vivere perennemente col fantasma del tradimento coniugale alle spalle, muore per mano del filiastro Mordred. Lancillotto impazzisce e diventa un eremita dei boschi e Ginevra si chiude in monastero.

    Tristano e Isotta, anche per loro un amore scritto nelle stelle, ma che finisce in tragedia. Si tratta di un mito celtico, ma le prime trascrizioni sono state fatte dai normanni. Qui un filtro d’amore erroneamente somministrato da una serva fa innamorare la bella Isotta dai capelli d’oro, figlia del re d’Irlanda con Tristano, nipote del re Marco di Cornovaglia, di cui è destinata a diventare moglie. Qui trascorrono mesi di amori clandestini, portati alla luce da un mago malvagio che esitano in una fuga per i boschi. I due amanti si rendono conto che l’amore è bello, ma quando si ha un tetto sopra la testa e così Tristano restituisce Isotta al re Marco. A questo punto Tristano migra in Bretagna, trova il tempo di sposare Isotta dalle Bianche Mani, ma lei non fa per lui, torna in patria, la salva e ancora una volta va via. Ferito, capisce che solo Isotta la Bionda può curarlo e la manda a chiamare, chiedendo che issi vela bianca se è sulla nave e vela nera se non ci fosse. Ma qui interviene giustamente la snobbata Isotta dalle Bianche Mani: Isotta la Bionda è sulla nave, le vele sono bianche, ma lei riferisce che le vele sono nere. Tristano muore di dolore, Isotta la Bionda muore di dolore, Isotta dalle Bianche Mani fa spedire i corpi in Cornovaglia: sulla loro tomba si intrecciano per sempre un nocciolo e un caprifoglio.

    Adesso guardiamo una coppia un po’ più moderna: Rhett Butler e Rossella O’Hara. Li troviamo nel romanzo Via col vento di Margaret Mitchell, da cui è anche stato tratto l’omonimo e famoso film. Rossella all’inizio è innamorata di Ashley, il quale gli preferisce la cugina Melania Hamilton, garantendosi così una vita coniugale decisamente più tranquilla. Rossella, capricciosa come non mai, decide di comunicargli lo stesso il suo amore, ma lui educatamente tergiversa: qui Rossella conosce per la prima volta Rhett Butler che ha orecchiato di nascosto la conversazione. Rossella, per far dispetto ad Ashley, sposa Carlo Hamilton il quale parte poco dopo per la guerra. Per farla breve, Hamilton muore di rosolia, Rhett si dichiara a Rossella, ma lei è ancora innamorata di Ashley e lo respinge. Dopo un altro matrimonio e un’altra vedovanza, Rossella e Rhett si sposano, hanno una figlia Diletta la quale muore cadendo da cavallo: questo e il comportamento di Rossella che pensa sempre di essere innamorata di Ashley, li allontanano. Solo alla fine Rossella si renderà conto di aver sempre amato un’illusione e che l’unico e vero amore della sua vita è sempre stato Rhett Butler.

    Mitico romanzo di Charlotte Bronte: d’accordo, potreste obiettare che l’amore fra Jane Eyre e Edward Rochester non sia esplicitamente passionale, ma trovo che la loro sia una bellissima storia d’amore, capace di superare qualsiasi difficoltà. Fra precedenti mogli dementi, incendi, zie crudeli, eredità non recapitate in tempo i due riescono a far trionfare il loro amore. Bellissima la scena in cui Rochester dichiara a un’inconsapevole Jane il suo amore.

    Bellissima anche la storia d’amore fra Fitzwilliam Darcy e Elizabeth Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’ di Jane Austen. Forse non così passionale come la vorreste, non aspettatevi slanci d’amore travolgenti, tuttavia il loro amore cresce pagina per pagina, noi lo percepiamo quando ancora loro non si sono resi conto di quello che sta per travolgerli. Sempre, ovviamente, se apprezzate le storie d’amore litigarelle e sostenute, di quelle non apertamente evidenti, ma striscianti e subdole, che ti colgono impreparato.

    Va bene, lo confessiamo, ci piacciono le storie d’amore dove i bisticci la fanno da padrone, dove gli amanti non sono facili da gestire. Qui ci troviamo in ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di William Shakespeare, che riprende i personaggi di Oberon e Titania, re e regina delle fate. I due si amano indubbiamente, ma forse complice la loro natura magica, tendono a guardarsi un po’ troppo e gli intrighi di Puck e le varie pozioni magiche non fanno che peggiorare la situazione. Salvo alla fine, quando l’amore trionfa e Titania e Oberon si riconciliano, capendo di essere destinati l’uno all’altro.

    Altra tragedia di Shakespeare, qui troviamo l’amore di Otello e Desdemona. Qui troviamo due innamorati, sposati in segreto, ma il cui amore non è abbastanza forte da superare la prova fedeltà. Credendo a delle false testimonianze, Otello si convince che la fedele Desdemona lo stia tradendo e finisce per ucciderla nel talamo nuziale. Alla fine, verrà svelato l’inganno e per il rimorso Otello si suiciderà. Da qui si può trarre un insegnamento prezioso: un rapporto d’amore può solo finire male se non c’è fiducia fra le parti. E la gelosia nuoce gravemente alla salute, come insegnano Otello e Desdemona.

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