Museo delle cere di San Pietroburgo: un progetto choc sugli effetti devastanti della droga

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    E’ davvero impressionante l’iniziativa del Museo delle cere di San Pietroburgo che ha deciso di proporre un progetto sugli effetti devastanti della droga. Un progetto nuovo che ha dell’incredibile poiché presenta al pubblico una serie di statue che descrivono quello che succede alle persone che assumono sostanze stupefacenti. Organizzata, pare, in collaborazione con un ente governativo, la mostra è stata allestita in un edificio piuttosto squallido, forse a sottolineare ancor di più il messaggio che l’iniziativa intende mandare.

    Una mostra per odiare la droga. E’ senz’altro questo lo spirito che ha mosso l’iniziativa choc proposta dal Museo della cere di San Pietroburgo. Una sorta di ‘macabro percorso educativo’ che illustra le terribili conseguenze fisiche e psichiche della droga sulle persone. Il tutto proposto attraverso delle statue che, a giudicare dalle immagini che circolano in rete, sembrano realizzate dai migliori professionisti di effetti speciali.

    Chi ha avuto la possibilità di visitare la mostra, è stato accolto da una splendida statua di Freddie Mercury posizionata in bella vista all’ingresso dell’edificio. La rock star è ritratta con il pugno alzato in segno (apparentemente) di trionfo, ma chi l’ha ammirata più da vicino, non ha potuto non notare che era stata messa lì non per celebrare una delle icone rock più amate di sempre, ma per sottolineare la passione del cantante per la cocaina. Un po’ più in là, immediatamente prima di entrare nell’edificio, una di quelle lavagne di legno che i baristi o i ristoratori posizionano davanti ai locali, con la foto di una ragazza col viso diviso a metà: da una parte, i (bei) lineamenti, dall’altra solo scheletro, circondato da rose e siringhe. Insieme alla foto, una scritta: Il Museo delle Cere presenta un incredibile nuovo progetto: ‘Al limite‘, Per illustrare gli effetti delle droghe sull’organismo.

    L’esposizione segue un percorso di tipo cronologico, poiché parte dalle culture più antiche responsabili dell’attuale e devastante epidemia di droga: ecco quindi il malvagio cinese che si inebria con i fumi dell’oppio la cui versione, economica, russa è il famigerato krokodil, una sostanza stupefacente derivante dalla morfina, facilmente sintetizzabile. Gli effetti che questa nuova droga, diffusissima in Russia, produce sul corpo umano sono a dir poco agghiaccianti poiché chi ne fa uso si ritrova, in pochissimo tempo, con la pelle squamosa e la carne che gli si stacca a brandelli.

    L’altra droga ‘raccontata’ dalla mostra è la marijuana che i russi chiamano ‘nonnina verde‘: a rappresentarne gli effetti un ragazzo, visibilmente ‘sballato’ e con indosso una veste satinata, nell’atto di offrire una canna.

    Oltre ad un’infinità di statue inquietanti che raccontano lo squallore, la miseria e la disperazione che circondano chi della droga ne ha fatto compagna di vita, anche l’invito a rinunciare all’alcol e alla droga quando si decide di mettere al mondo un figlio: e qui, forse, la manifattura russa specializzata in statue di cera ha raggiunto davvero il massimo: il neonato fatto di cera, vaselina, un tubo di PVC e tempera rossa, infatti, è davvero impressionante.

    Insomma, un’iniziativa discutibile, cruda e soprattutto coraggiosa che dimostra, senza alcun filtro se non quello del forte impatto visivo, la distruzione cui va incontro chi, purtroppo, della droga non riesce a fare a meno.