Mosul: museo devastato dall’Isis, distrutte statue dal valore inestimabile

Mosul: museo devastato dall’Isis, distrutte statue dal valore inestimabile
da in Cultura, Isis, Islam, Jihad Islamica
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 15:58

    A Mosul, museo devastato dall’Isis, statue distrutte a suon di martellate: ecco l’ennesimo attacco contro ogni forma di civiltà e di storia. Le falangi jihadiste, infatti, che da mesi stanno accanendosi, bruciando e distruggendo, contro ogni forma di cultura, hanno abbattuto a colpi di martello statue, manufatti e preziosi bassorilievi, tutti appartenenti al patrimonio archeologico dell’antica città di Ninive, oggi periferia di Mosul. Uno scempio che dimostra quanto la barbarie messa in atto dagli estremisti sia diretta non solo alle persone, ma anche alla cultura, alla storia. E’ l’altra faccia della medaglia, quella di un terrorismo che sta soffocando il mondo, di cui si fa fatica a trovare una logica, se non quella di una violenza assurda che si scatena contro l’essere umano, contro la civiltà e contro secoli di storia e di arte. Del resto non è la prima volta che gli integralisti dello Stato Islamico se la prendono con siti archeologici considerati ‘profani’: poco tempo fa distrussero una parte delle mura di Ninive risalenti al 4750 prima di Cristo, e ancora prima la tomba del profeta Giona, ritenuta luogo di ritrovo per coloro che rinnegano la religione islamica. Per non parlare delle migliaia di libri dati alle fiamme nella biblioteca di Mosul e degli strumenti musicali bruciati in Siria. Tanti sono i video e le immagini che si rincorrono sul web e che documentano la devastazione compiuta nel cuore dell’antica Mesopotamia: guardiamo insieme qualche immagine, forse ci servirà per comprendere meglio le sfaccettature della furia iconoclasta degli estremisti della jihad.

    Il museo di Mosul è stato devastato dalla furia iconoclasta degli estremisti islamici e con esso gran parte della storia della Mesopotamia. Le statue prese a martellate, infatti, appartengono al patrimonio archeologico della città di Ninive, antica capitale assira a cui gli arabi diedero il nome di Mosul.

    E’ un atto che va contro ogni logica quello compiuto dall’Isis nel museo di Mosul. Come già a suo tempo i Talebani – che distrussero con la dinamite i giganteschi Buddha di Bamiyan, in Afghanistan – così oggi gli esponenti del Califfato hanno fatto a pezzi, con mazze e martelli pneumatici, opere antiche preziosissime, patrimonio storico e artistico di tutta l’Umanità. Insieme ad esse la furia jihadista si è scagliata anche contro i cartelli in arabo e in inglese che spiegano i manufatti esposti.

    Nel video diffuso dal Califfato si vede un jihadista che di fronte alla telecamera intona: ‘Oh musulmani, questi artefatti dietro di me erano idoli e dei venerati da popoli che vissero qui prima di Allah. E il nostro profeta ordinò che venissero distrutti‘. La dottrina seguita da queste persone, infatti, è quella sunnita, che vieta qualsiasi riproduzione di essere umani o animali, specialmente se raffigurano delle divinità.

    Come dicevamo questo non è l’unico attacco alla cultura messo in atto a Mosul dagli uomini di al-Baghdadi: anche la biblioteca ha subito un terribile attentato con il rogo di circa 8mila testi, tra manoscritti e documenti, di grande valore storico. Secondo alcune fonti giornalistiche i volumi bruciati sarebbero più di 10mila, alcuni dei quali inseriti dall’Unesco in uno speciale elenco che include i testi più rari del mondo.

    Insieme all’arte e ai libri, anche la musica è, per i militanti dell’Isis, una forma di cultura che attenta alla interpretazione integralista delle leggi islamiche. Pertanto va condannata e distrutta sotto qualsiasi forma si possa rappresentare, com’è successo agli strumenti musicali bruciati nella provincia di Hasakah, in Siria.

    Secondo quanto riportato dal quotidiano panarabo al Hayat, anche una parte delle mura che circondano l’antica capitale assira Ninive sarebbero state distrutte: gli jihadisti dell’Isis, infatti, avrebbere fatto saltare in aria il tratto adiacente la grande moschea. Tutta la cinta muraria che circonda la città è lunga 12 chilometri ed è, in Iraq, uno dei più importanti resti archeologici della capitale dell’impero assiro.

    L’estate scorsa l’Isis ha distrutto anche la Tomba di Giona, una moschea intitolata al biblico profeta inghittito da una balena, tra i monumenti storici e religiosi più importanti di Mosul. L’edificio era meta di pellegrinaggio sia da parte dei musulmani che da parte dei crisitani ed è stato fatto saltare in aria dai miliziani dopo aver fatto uscire i fedeli ed aver impedito ad altri di entrare.

    Militanti ISIS distruggono opere d'arte

    Da quando hanno preso il controllo della città di Mosul, i combattenti dell’Isis hanno distrutto diversi luoghi di culto, tra chiese e moschee. Ora la loro furia si è scatenata contro le opere del museo della città a proposito delle quali l’archeologa irachena Lamia al Gailani ha affermato: ‘il danno è incalcolabile, non solo perché le opere distrutte sono patrimonio dell’Iraq, ma perché appartengono all’arte del mondo intero‘.

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