Opere d’arte rovinate dalla gente: stupidità o distrazione?

Quali sono le opere d'arte rovinate dalla gente? Che sia per stupidità, distrazione o goffaggine, molti dei capolavori artistici mondiali hanno subito danni irreparabili.

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    Quali (e quante) sono le opere d’arte rovinate dalla gente? Stupidità, distrazione, o semplice follia spesso hanno irrimediabilmente deturpato alcuni dei dipinti più celebri della Storia dell’Arte, alcuni dei quali, però, sembra non abbiano risentito del danno, per lo meno dal punto di vista del valore. E’ il caso, ad esempio, di un famoso quadro di Picasso che, dopo essere stato danneggiato da un miliardiario statunitense, ora vale molto più di prima e fa tranquillamente bella mostra di sé presso un celebre museo americano, la Galleria Acquavella di New York. Non solo. In passato, durante i primi anni del Settecento, lo splendido capolavoro di Rembrandt dal titolo La ronda di notte, subì un incredibile ‘intervento’ – fu accorciato – per poter essere appeso alle pareti del Municipio di Amsterdam. L’opera poi, nel corso degli anni, fu vittima purtroppo di diversi atti vandalici, ma il primo, dettato da una discutibile ‘buona fede’, fu davvero di suprema ignoranza. Recentissima, invece, è la notizia di un maldestro (e frettoloso) tentativo di riparare una maschera funeraria di Tutankhamon che, sottoposta ad una semplice azione di pulizia, sarebbe stata invece, irrimediabilmente rovinata.

    Ma, vandalismo a parte, molti dei gesti (inconsulti) compiuti ai danni di opere d’Arte sono frutto di meccanismi di non facile comprensione, anche se stupidità e distrazione spesso la fanno da padrone. Non ci credete? Date un’occhiata alle pagine seguenti, ne vedrete davvero delle belle.

    Ecce Homo, Elías García Martínez

    Questa pittura murale, realizzata nel 1910 e considerata di modesta importanza artistica, è diventata celebre in tutto il mondo in seguito ad un controverso restauro ‘amatoriale’. Nel 2012, infatti, una certa Cecilia Gimenez, parrocchiana ottantenne col pallino della pittura, decise spontaneamente di metter mano al dipinto compiendo un’opera di ‘restauro’ che lo rovinò irrimediabilmente. Definito come ‘il peggior restauro della storia’, l’atto compiuto dalla signora Gimenez ha reso però l’opera di fama mondiale, tanto che l’affresco sfregiato – che si trova nel Santuario della Misericordia di Borja, vicino Saragozza – è diventato in poco tempo un’enorme attrazione turistica. L’anziana pseudo-pittrice, dopo essersi difesa dicendo di aver preso la decisione perché il dipinto, a suo avviso, era troppo degradato, non solo ha ottenuto una percentuale dei diritti d’autore sull’opera, ma ha anche deciso di devolvere in beneficenza i ricavati delle visite turistiche.

    Il sogno, Pablo Picasso

    Il capolavoro che il pittore spagnolo dipinse nel 1932 – e che ritrae Marie Therese Walter, sua amante – fu vittima di un insolito quanto fruttuoso, per il valore dell’opera, incidente. Il magnate statunitense dei casinò Steve Wynn aveva appena venduto il quadro per la cifra record di 139 milioni di dollari quando, presentandolo durante una mostra a New York, diede involontariamente una gomitata al dipinto causando un piccolo buco nella tela. Il quadro, restaurato a spese del miliardario che si è reso immediatamente disponibile a riparare il danno che lui stesso aveva causato, vale ora molto più di prima ed è tra i capolavori più famosi di Picasso esposti al museo newyorkese Acquavella.

    La maschera di Tutankhamon

    Risalirebbe all’ottobre scorso – ma la notizia sta facendo il giro del web solo in questi giorni – l’incidente che avrebbe rovinato la maschera funeraria del faraone egizio Tutankhamon. Durante un’azione di pulizia, infatti, sembra sia stata inavvertitamente danneggiata la barba blu e oro che spunta da sotto il mento del famoso reperto. Staccatosi durante la pulitura, il pezzo sarebbe stato frettolosamente incollato con una resina considerata inadatta. Ciò che bisognava fare, invece, come ha spiegato un dipendente del Museo intervistato dall’agenzia Associated Press, era portare la maschera in un laboratorio, ‘ma avevano fretta di esporla di nuovo e sono intervenuti utilizzando questo materiale irreversibile e dalla rapida asciugatura‘.

    Tra il mento e la barba della celebre opera sembra ci sia ora un segno di colore giallino, mentre tutta la zona inferiore della barba risulta graffiata dalla spatola utilizzata per stendere la resina.

    Vasi cinesi della dinastia Qing

    Chi non ha mai immaginato, aggirandosi tra fragili e preziosi reperti storici, di inciampare e di cadere rovinosamente su di essi mandandoli tutti in frantumi? Come nel peggiore degli incubi è ciò che è capitato ad uno sfortunato (e distratto) turista inglese che, in visita al Museo di Cambridge, è inciampato cadendo su un set di antichissimi vasi cinesi. I reperti, databili tra tardo seicento e primo settecento della dinastia Qing, sono stati distrutti dal visitatore che, in lacrime, ha indicato i lacci delle scarpe come gli unici responsabili della ‘tragedia’.